Il Presidente Napolitano: «Rispettare il Tricolore è un dovere per chi ha ruoli di governo»
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01 ottobre 2010

Lavitola e la mail di Walfenzao

Dagospia
IL TESTO TRADOTTO DELLA LETTERA (SCRITTA IN UN INGLESE UN PO' TRABALLANTE)
Da: James Walfenzao
A: Evan Hermiston, Michael Gordon
Inviata: 6 agosto, 2010 1:44 pm
Oggetto: timara + printemps

Signori,
Queste due società hanno attirato l'attenzione della stampa italiana.
A quanto ci risulta (finora non lo sapevamo) c'è un collegamento politico che sta portando a un gran litigio/scandalo ora che Berlusconi e Fini (in precedenza partner politici) stanno discutendo aspramente.
La sorella dei clienti sembra avere forti legami con i politici coinvolti.
Sebbene la maggior parte del fango viene gettato da giornali controllati da Berlusconi, anche giornali più seri come il Corriere della Sera ne stanno scrivendo.
Il mio nome come direttore [delle società] viene menzionato, ma non ci sono commenti che dicano che abbiamo fatto qualcosa di sbagliato.
È comunque molto irritante.
Queste società sono state usate per comprare un piccolo appartamento a MC [Monte Carlo].
Credevamo che il valore fosse basso e siamo andati dal notaio a verificare. Il notaio ci ha spiegato il perché del prezzo (l'appartamento era stato ereditato da una signora anziana che era deceduta - era in cattive condizioni - mal conservato ecc.); il notaio ci ha spiegato che per lui il prezzo andava bene e che non poteva fare il passaggio di proprietà per un prezzo troppo basso visto che ne deve ricavare anche la tassa di trasferimento da versare allo Stato.
Potreste essere avvicinati da giornalisti - vi suggerisco di non rispondere.
Stiamo pensando di dimetterci, prima però vogliamo sentire cosa ha da dire il cliente.
Vi terremo informati.
Pensavo fosse giusto mettervi al corrente.
Cordialmente,
James
P.S.: Stiamo divulgando informazioni all'interno di Corpag solo a chi è tenuto a conoscerle.

L'Espresso (...)Come è insolito il comportamento tenuto negli ultimi giorni da Lavitola e dal ministro Francis, autore della nota sull'effettivo beneficiario (che sarebbe Tulliani) delle due società (la Timara e la Printemps) che hanno comprato la casa di Montecarlo: entrambi, parlando di una e-mail di James Walfenzao (il gestore delle società) che avrebbe dato il via all'inchiesta, si sono ingarbugliati sulle date in cui ne sarebbero venuti in possesso. Lavitola prima ha dichiarato di averla avuta a giugno, poi si è corretto e ha parlato di agosto, mentre Francis ha spiegato di avere iniziato l'inchiesta, grazie anche all'e-mail, tra marzo e giugno. Nella missiva, ha scritto proprio Lavitola sull'"Avanti", Walfenzao avrebbe scritto di essere preoccupato per "uno scontro tra Fini e Berlusconi basato sulla proprietà di un immobile": peccato che il caso sia scoppiato molto più tardi, il 28 luglio.

25 settembre 2010

Il Trust, l'avv. Ellero e la casa di Palais Milton

Non sapremo mai chi è il vero proprietario del bilocale monegasco.Mai.
A meno che lo stesso proprietario non venga allo scoperto, ma dubito che succederà.
La testimonianza dell'avv. Ellero, ex senatore leghista, è un avvenimento con pochi precedenti, forse nessuno.
Un  Trust, o ancora meglio una stiftung, serve a questo, a tenere segreto tutto, ma proprio tutto. Sopratutto serve a tenere segreti patrimonî ingenti, milioni e milioni di €uri, non bilocali e Ferrari.   
  • protezione dei beni: spesso il trust viene istituito a protezione di beni immobili; per esso non è infatti infrequente l'uso del termine "blindatura patrimoniale". Una delle caratteristiche più apprezzate del trust è infatti la segregazione del patrimonio conferito cosicché esso risulterà insensibile ad ogni evento pregiudizievole che coinvolge personalmente uno o più soggetti protagonisti del trust. Per questa sua utilissima caratteristica il trust viene sempre di più impiegato per separare e proteggere il patrimonio personale da quello aziendale o per tutelare tutti quei soggetti il cui patrimonio può essere compromesso da attività professionali rischiose (medici, avvocati, funzionari, ecc.) o, semplicemente, da comportamenti personali avventati (gioco d'azzardo, uso di droghe e alcool, ecc.).
  • riservatezza: le disposizioni contenute nel trust possono essere riservate, e questo può essere un motivo sufficiente per la sua creazione;
  • tutela dei minori e dei soggetti diversamente abili: spesso, come visto, le disposizioni testamentarie prevedono che i minori abbiano un godimento limitato dei beni fino alla maggiore età o che i soggetti diversamente abili possano godere dei beni in trust senza esserne pieni proprietari;
  • tutela del patrimonio per finalità successorie: di frequente un trust viene costituito allo scopo di tutelare un patrimonio nel passaggio generazionale o dallo sperpero ad opera di soggetti incapaci di amministrarlo, dediti al gioco o affetti da eccessiva prodigalità;
  • beneficenza: in molti ordinamenti di common law gli enti di beneficenza debbono essere costituiti in forma di trust;
  • forme di investimenti e pensionistiche: i piani di investimento pensionistici ed i fondi comuni sono derivazione dei trust fund anglosassioni;
  • vantaggi di natura fiscale: un trust può dare vantaggi fiscali. Se il risparmio di imposta è l'unico motivo che ha spinto ad istituire un trust, può essere considerato illegittimo e sanzionato. Come qualsiasi istituto giuridico, l'uso elusivo od evasivo è contrario alle norme di legge e sanzionato.
  • altro: il trust, come detto, è idoneo a realizzare una vasta molteplicità di scopi non facilmente enumerabili

Nei giornali si scriveva pure che il beneficial  owner sia il reale proprietario, non è vero, o meglio è una forzatura, la spiegazione c'è anche nel sito della Corpag di Walfenzao.  

Traduzione dal sito Corpag- Services -Trust. Il trust è un contratto tra un individuo (Settlor) che trasferisce alcuni beni di sua proprietà (the Trust fund) a una o più persone (the trustees) con le istruzioni, che sono giuridicamente vincolanti per gli amministratori, che gli amministratori dovrebbero tenere il fondo fiduciario a condizioni prescritte (the beneficiaries).I Trust può essere revocabile o irrevocabile.

I trust possono ad esempio essere utilizzata per fornire riservatezza, protezione dei beni e vantaggi fiscali.

Nelle giurisdizioni i servizi del Gruppo Corpag, trust sono esenti d'imposta (a determinate condizioni) e non hanno alcun obbligo di presentare i conti di fiducia con l'amministrazione fiscale locale, preservando in tal modo la riservatezza delle attività di Trust.
  • Settlor
Colui che promuove/istituisce il trust, intesta beni mobili/immobili all'amministratore, il quale ha il potere-dovere di gestirli secondo le "regole" del trust fissate dal disponente.
 Il settlor (disponente) trasferisce l'intestazione (non la proprietà, quantomeno per come è intesa nel diritto italiano) di quei beni vengano amministrati dal trustee nell'interesse dei beneficiari e nei limiti di quanto stabilito nell'atto istitutivo
  • Trustee
Il trustee può essere, come visto, una persona fisica, un professionista di fiducia del settlor, o anche una persona giuridica come ad esempio un fondo pensione. L'atto costitutivo del trust disciplina gli obblighi e i diritti del trustee e, in caso di pluralità di trustee, i modi di soluzione delle controversie. 
  • Beneficiary
 Anche il beneficiary può essere una persona fisica o giuridica, un insieme di soggetti determinati anche genericamente e/o non ancora esistenti al momento della costituzione del trust, come spesso avviene nei trust costituiti a scopo benefico (es.: "i miei nipoti e pronipoti"; "i poveri del villaggio X"; "i minatori del pozzo n. 14").
Detto in parole povere, il beneficial owner può anche essere solo un mero "usufruttuario".
L'avv. Ellero ha rilasciato l'intervista perché disgustato dal linciaggio e dalle palle che circolavano, la lettera del ministro Francis dice chiaramente che il proprietario non è il Tulliani, bisogna però sapere di cosa si sta parlando .
Con buona pace di Dagospia che ancora vuole sapere di chi è quel bilocale, non c'interessa di chi è, c'interessa sapere di chi non è; non di Fini e non è della famiglia Tulliani. Il resto è Gossip.

23 settembre 2010

Valter Lavitola e la patacca che frega Dagospia e il Giornale

Lettera Saint Lucia  modello bianco



Ilfattoquotidiano.it ha parlato con l'azienda che fornisce il governo dell'isola caraibica di tutti i documenti. Non corrisponde a quella ufficiale, l'intestazione della presunta lettera con cui il ministro della Giustizia di Saint Lucia spiegava al suo premier che dietro le off shore proprietare della casa di Montecarlo c'era Giancarlo Tulliani. Come potete vedere qui sopra il carattere della scritta Attorney - General's Chambers presente nel documento stampato dalla National printing corporation (a destra) è diverso da quello pubblicato da due quotidiani domenicani e ripreso da Il Giornale e Libero (a sinistra). Un funzionario spiega: "Non ho memoria che ci abbiamo mai chiesto di cambiare carattere. E noi non riforniamo carte intestate digitali ma solo stampate". Un particolare importante perché nella lettera al centro del caso di Montecarlo compare un indirizzo mail in hyperlink. Ma non basta. I finiani sostengono anche di conoscere il nome dell'autore della patacca. "Il dossier è stato prodotto ad arte da un persona molto vicina a Berlusconi che ha girato per il Sudamerica di cui al momento opportuno saprete il nome", dice Italo Bocchino questa sera ospite ad Annozero

Fonte KudaBlog
L'editore de El Nacional è Radhamés Gómez Pepín. Baez Figueroa è l'editore del Listin Diario e, attualmente, deve scontare dieci anni di carcere per frode bancaria. Bastava un giro su Wikipedia per saperlo, anche se, trattandosi di una frode che ha portato nel 2003 al fallimento di tre banca dominicane con conseguente inflazione al 30%, magari sarebbe stato meglio saperlo. Comunque il Listin Diario e le reti televisive non sono più sotto il controllo di Baez perchè sono considerate corpo del reato. Proprio El Nacional colloca Baez tra i dieci peggiori ladri finanziari di tutti i tempi, un cattivo trattamento per il loro, presunto, editore.
Torniamo a El Nacional, giornale da 42.000 copie, sul suo sito internet non vi è traccia del documento du Tulliani, i siti italiani linkano a una pagina inesistente e la ricerca interna al sito non porta alcun risultato utile. La sensazione è che si siano accorti di aver fatto una cagata e abbiano rimosso il documento di Santa Lucia per evitare ripercussioni legali. In fondo Gomez Pepin, il vero editore de El Nacional, è stato più volte premiato come Maestro di giornalismo o come miglior direttore di giornale, quindi sa riconoscere quando sbaglia.
UPDATE
Valter Lavitola è la fonte stonata che ha preparato il dossierino, direttore dell'Avanti.
Lavitola è una vecchia conoscenza di casi giornalistici. Dal 1996 è editore dell’Avanti, il quotidiano del Partito socialista che nel gennaio del 1998 pubblicherà il falso dossier Demarcus per gettare fango su Stefania Ariosto.

Dagospia e il Trip su Saint Lucia


DagospiaTRIP
Come mai, a 48 ore dalla pubblicazione del documento sull'affaire Tulliani sul quotidiano dominicano "El Nacional", il governo dello stato caraibico di Santa Lucia, facente parte del Commonwealth britannico dal 22 febbraio 1979, e quindi riconosce la regina Elisabetta II quale capo di stato, rappresentato sull'isola da un governatore generale, non ha emesso né una smentita né una conferma sulla veridictà della documentazione?

Forse perché il caso è grave e il ministro della giustizia appena insediato in un governo prossimo alle elezioni rischia di saltare, come Brancher, a tempo di record
Ammettiamo pure che il documento attestante Giancarlo Tulliani dietro le due società offshore Printemps Ltd e Timara Ltd, sia un falso, una patacca, una porcata;
prima sputtaniamo le persone eppoi facciamo marcia indietro
questa circostanza non sposterebbe minimamente il problema della casa monegasca di cui, a sei mesi di distanza dallo scandalo, non sappiano nulla sulla effettiva proprietà tanto evocare il sospetto (come accennato anche da un editoriale di Ezio Mauro sulla vicenda) che il proprietario e l'affittuario siano la stessa persona.
io non ho ancora capito questa morbosità nel sapere di chi è quella casa, cosa cambia ? tanto è appurato che non è di Fini, aspettiamo la magistratura che sta vagliando la posizione del Tulliani e se uno ha acquistato l'immobile tramite società off-shore è perché  ci tiene all'anonimato
Perché Fini non mostra l'atto di compravendita dell'appartamento venduto da AN alla società offshore? Perché il compagno di Elisabetta Tulliani non costringe il "cognato" a mostrare l'atto di affitto? Così, tanto per farla finita, una volta per tutte, con le grida di dossieraggio, servizi deviati, polpette avvelenate.

Non è mai successo che l'onere della prova spetti all'imputato, cosa deve far vedere il Tulliani? atti privati a che scopo? tanto finita una storia ne tirano fuori un'altra allo solo scopo di diffamare le persone e comunque non penso che il nuovo proprietario della casa voglia tutta questa pubblicità gratuita
PS. L'isola non ha un'ambasciata italiana, fa riferimento all'ambasciata venezuelana di Caracas. Perché il nostro ministro degli Esteri non si attacca al telefono e sbroglia 'sto casino?
E secondo te un governo dovrebbe confermare un foglio che getterebbe cattiva luce sul segreto bancario dell'isola? oppure dovrebbero smentire un foglio che comunque aiuta la situazione di Silvio Berlusconi "amico" dell'isola di Saint Lucia (parole di Libero)? prova invece a farti delle domande sul neoambasciatore di Santo Domingo asservito al Premier. L'ambasciatore Luigi Maccotta (Caracas)non ha voce in capitolo.

23 agosto 2010

Il consulente impiccione

ANCHE I CONSULENTI DI AFFARI DI MONACO SI APPASSIONANO ALLA DINASTY DEI TULLIANI

Dagospia pubblica la lettera di un consulente finanziario che si pone delle domande legittime riguardo al caso di Palais Milton.

Il fatto che, la vendita della casa di proprietà del partito An a una societa' off-shore, non sia un'operazione, a livello fiscale, pulita è evidente; idem la posizione del Tulliani non è limpida.

E Fini in tutto questo ?
Nel caso in cui la vendita del bilocale risulti essere un'operazione in cui si è frodato il fisco ( molto probabile ) bisogna provare che Fini, e solo lui, ci abbia guadagnato all'insaputa di tutto il partito An ( altamente improbabile ) non ostante i ricavi della vendita siano stati messi a bilancio.

E la cucina ?
La cucina, nel caso in cui si trovasse a Montecarlo, proverebbe un coinvolgimento parziale e a fini personali nella proprietà della casa, altrimenti sarebbe solo un gossip (l'ennesimo) sulla famiglia Tulliani.

P.S.
Alla fine, chi conosce la verita', tace come l'arch. Blanchi o il sign. Garzelli, coloro che curarono i lavori nel bilocale.

17 agosto 2010

Caré: Dagospia & Il Fatto Quotidiano

PAN CARé PER FINI - “HO VISTO GIANFRANCO A MONTECARLO. LE TELECAMERE CONFERMERANNO” - Luciano Caré, il secondo testimone chiave scovato a montecarlo dal Giornale della famiglia Berlusconi per incastrare il Fini monegasco non è impressionato dalla smentita di gianmenefrego: “forse ho solo sbagliato data. Ora sono più preciso. Era un week end e ricordo che con Fini parlai di immigrazione"..
Marco Lillo per Il Fatto Quotidiano
Carè, il secondo testimone.
" Ho visto Gianfranco a Montecarlo, le telecamere confermeranno "
Ci voleva un blog per conoscere meglio il secondo testimone chiave scovato dal Giornale della famiglia Berlusconi per incastrare Fini. Mentre l'Italia si stava interrogando ancora sul destino della cucina componibile che aveva fatto perdere le sue tracce al 13esimo chilometro dell'Aurelia, quel diavolo di Vittorio Feltri riaccendeva il faro su Monaco.
Dopo la pistola fumosa, ecco la pistola fumante, sembrava dire l'incipit dell'articolo del 15 agosto di Stefano Filippi: "Luciano Caré è un imprenditore italiano che vive da 13 anni a Monaco dove gestisce una società di import-export ha molti amici nel Principato, tra cui un vicino di Giancarlo Tulliani. Ed è uno dei numerosi monegaschi che negli scorsi mesi ha visto Fini presso l'appartamento".

Se la ricevuta di Scavolini (che provava la consegna di una cucina a Roma) era presentata come un pizzino di Provenzano, il racconto di Caré pareva l'intervista esclusiva a Graviano sulle stragi. La smentita di Fini arrivava a stretto giro: "Il delirio diffamatorio del Giornale contro Fini", si leggeva in un editoriale della rivista finiana Farefuturo, "sta sconfinando nel ridicolo ... oggi assistiamo a un presunto scoop secondo il quale il presidente della Camera insieme con Elisabetta si trovava a Montecarlo in occasione del ponte dei morti del 2009. .... A parte il fatto che gli spostamenti della terza carica dello Stato restano scritti presso le autorità competenti per la sicurezza, il 10 ottobre 2009 è nata la piccola Martina e venti giorni dopo la mamma era a Roma ad allattare e papà Fini a cambiare i pannolini".
Nelle stesse ore il sito Redstripe che si autodefinisce "fazioso semiserio e con tendenze sovversive" avanzava i primi dubbi su Caré.
A quel punto sul web si svolgeva un duello a suon di post tra il supertestimone e i suoi detrattori: "caro Amico", scriveva Caré alle 17 e 35, "leggo il tuo commento io abito al ... del Boulevard d'Italie , il mio ufficio è nello stesso immobile ... e non ho venduto nessuna intervista, non sono in difficoltà economiche, se vuoi posso man-darti lo statement of account delle mie fortune , magari ti ricrederai. Se vuoi puoi chiamarmi al 00377....87 , sono a tua disposizione".

Un manager della solitamente riservata Montecarlo sbatteva sulla piazza virtuale il suo cellulare e i suoi redditi, pur di difendere l'onorabilità delle sue accuse. Incredibile. Ma Caré non si fermava qui. Alle 19 e 9 minuti spiegava: "nello stabile abita un mio amico e ci vado spesso specie nel week end perché la moglie cucina benissimo. Se non mi credi posso farti confermare da lui e dalla moglie la storia, Tulliani è il suo vicino di casa. Non so cosa fai per campare ma sicuramente i miei redditi sono superiori ai tuoi".
E aggiungeva l'indirizzo mail chiedendo al blogger di fare altrettanto per inviargli la sua dichiarazione dei redditi.
Poco dopo un anonimo allegava un articolo della Stampa del 2004 nel quale si raccontava che Luciano Carè era stato indagato ad Asti per un contrabbando di sigarette da 15 milioni di euro. "Quell'indagine", dice Caré al Fatto, "si è risolta in un nulla di fatto. Sono stato prosciolto per i reati più gravi e ho patteggiato per due piccole accuse fiscali".
Quanto al nocciolo della questione monegasca, Caré non è impressionato dalla smentita di Fini: "forse ho solo sbagliato data. Ora sono più preciso. Era un week end e ricordo che con Fini parlai di immigrazione. Il presidente in quei giorni aveva riproposto la cittadinanza agli extracomunitari. E io lo incalzai: ‘ma per noi emigrati italiani all'estero nessuno fa nulla'. E ricordo che lui rispose ironicamente: ‘non mi sembra che qui ve la passate male. Non siamo nelle miniere del Belgio'.
Quindi, vedendo i giornali dell'epoca, potrebbe essere stato l'ultimo week-end di novembre o il ponte dell'Immacolata. Comunque Fini non può negare. Ci sono due persone pronte a confermare e in quel punto ci sono le telecamere". Caré sorride dei sospetti sui blog: "Sono il maggiore importatore europeo di cibo kosher e ora sono in giro per la Sicilia con un rabbino. Faccio import-export negli Stati Uniti, non mi vendo certo per un'intervista".
In passato Caré ha avuto una società di ricerche di mercato e sondaggi, cessata nel 2002. Mentre il suo amico e maestro (indagato e prosciolto con lui) Mario Bevegni, era un dirigente del Psi negli anni ottanta e finanziava una tv privata genovese. "So già cosa state pensando", anticipa il colpo Caré, "io non ho interessi comuni con Berlusconi. Non lo conosco. La società di sondaggi non ha mai operato. Mentre la televisione era di sinistra e fu comprata poi dai comunisti. Ora organizzo una conferenza a Montecarlo e ricostruiamo la scena del delitto. Così i giornalisti proveranno la cucina dei miei amici vicini di Tulliani". Mentre lo dice Caré ride. Ma sembra serio.
 
Ringrazio Dagospia e Il Fatto Quotidiano. :)

12 agosto 2010

Il crociato D'Agostino

Io non capisco il puntiglio di D'Agostino nel massacrare Fini.

In una intervista al Corriere dice : «Non te lo dico. Anche se credo che l'inferno esploderà con i risultati delle rogatorie inoltrate dalla procura di Roma...Io dico che vi verranno i brividi. A voi tutti, non a Dagospia. Che, scrivilo, non farà prigionieri».
Cioè mi dovrebbero venire i brividi per una storia di raccomandazioni in Rai e per il bilocale monegasco ???

Non capisco proprio, a me sembra che questo astio sia frutto di una vecchia acredine tra i 2, Fini e D'Agostino ( o almeno spero che sia cosi').

A me fa rabbrividire il pizzino che cita il pagamento di una mazzetta da parte di Berlusconi a Provenzano per ringraziarlo dell'ottima performance elettorale della destra in Sicilia con un singolare cappotto di 61 seggi a 0 e, stranamente, Dagospia non riporta nulla nel suo sito non ostante che il pizzino non sia stato scoperto dal solito Massimo Ciancimo ma, bensi', dalla moglie di Don Ciancimino .
Invece nisba, certo ognuno fa cio' che vuole col proprio sito pero' io ci speravo nella sua "imparzialità".