Il Presidente Napolitano: «Rispettare il Tricolore è un dovere per chi ha ruoli di governo»
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27 gennaio 2011

Tarocchi: Frattini dà le carte

Ecco la prova, dopo mesi d'indagine, che dovrebbe incastrare Fini.
Peccato che questo foglietto non provi nulla, non c'è scritto niente di nuovo tipo le coordinate bancarie.
Ma Lavitola quanto lo pagano per questo lavoro ?
Soldi spesi male.
Strettamente privata e confidenziale

10 Dicembre 2010

Sig. Franco Frattini
Ministro Affari Esteri,
Piazzale della Farnesina.

Caro ministro Frattini,

facendo seguito alia sua richiesta riguardante Ia questione delle indagini relative alle compagnie Printemps ltd, Tima ra ltd, e Jaman Diretctors ltd.
Abbiamo accluso una copia del memorandum ufficiale rilasciato dal procuratore generale ed a me indirizzato 1 che e stato pubblicato SU diversi giornali internazionali e che ha concluso che il sig. Gianfranco Tulliani era l’utilizzatore beneficiario di dette compagnie.
II contenuto della stesso memorandum e stato rilasciato sui presupposto di essere privata e confidenziale ed e stato rilasciato esclusivamente per usa interno ed informazione. La citata lettera non avrebbe dovuto essere resa pubblica.
Le nostre indagini e il nostro interesse dovuto ai lanci di stampa internazionale riguardavano determinate compagnie registrate sotto Ia giurisdizione di Santa Lucia ed era di interesse peri giornalisti italiani che ne facevano ricerche investigative.
II nostro primario interesse era di assicurare che le predette compagnie ed i predetti agenti fossero in regola con le leggi esistenti e le regale disciplinanti Ia materia de lle compagnie off-shore a Santa Lucia. E’ stata sempre nostra intenzione che l’unico scopo delle indagini fosse di accertare che le compagnie ed i loro rispettivi agenti fossero in regola con le nostre leggi e che si proteggesse Ia reputazione della nostra giurisdizione in materia di società off-shore.
Una volta che questa fosse stato accertato veniva meno Ia nostra intenzione di occuparci ulteriormente delle problematica.
Le indagini e tutte le informazioni ottenute erano autentiche. Gli attuali agenti e i fruitori beneficiari delle Compagnie esistevano in conformità con le nostre leggi ed i regolamenti; di conseguenza il Governo di Santa Lucia ha ufficialmente chiuso le indagini riguardanti le società Printemps ltd, Timara Ltd, e Jaman Directors.ltd e quindi non c’e più alcun ulteriore interesse da parte della nostra giurisdizione su tale materia .
Noi vi ringraziamo per Ia Vostra collaborazione in ta le materia e non esitate a contattarci se possiamo ulteriormente fornirVi assistenza.

Vostro rispettoso

Stephensson King Primo Ministro
Back link: Saint Lucia

16 ottobre 2010

Montecarlo, la Farnesina e quelle mail sul console di St. Maarten

libero 13-10-2010 clicca qui per ingrandire

Ecco la smentita alle illazioni dei giornali berlusconiani riguardo un potenziale coinvolgimento di Fini nella nomina consolare di Corallo.

Al punto 4 Giampiero Massolo dice di aver ricevuto la richiesta da parte di una persona esterna alla Farnesina e il tutto si è svolto all'insaputa di Frattini.
Strano visto che le richieste via email erano pressanti e insistenti e il CV di Corallo era facilmente reperibile anche in Italia senza stare a scomodare il console di Miami Rocca.
Frattini Massolo
Massolo quindi specifica il suo ruolo di diplomatico super partes ma non dice chi gli abbia consigliato questa nomina alquanto inopportuna.

Chi voleva la nomina di Corallo a console di St. Marteen?
 Perché Corallo può fare ciò che vuole sia ai Caraibi che in Italia?
Non sarebbe il caso di ritirargli la concessione delle slot-machine visto la non trasparenza della sua società -Atlantis- e il mancato pagamento di miliardi di € di tasse?

12 ottobre 2010

Giampiero Massolo e Frattini

Frattini Massolo dicembre2008
L'indirizzo da cui è stata spedita la email che chiedeva informazioni su una possibile investitura consolare riguardante Francesco Corallo è l'ufficio del potente diplomatico Giampiero Massolo, amico e collaboratore di Frattini.
Massolo ha una lunga carriera  diplomatica iniziata nel 1978 ed è arrivato all'apice del ministero degli Esteri grazie agli ultimi Governi Berlusconi, non appartiene a nessun partito e ha resistito a tutti i cambi di legislatura a suon di promozioni.
Ecco il testo dell'email:
«Caro Marco, cara Sarah (il primo è Rocca, il console a Miami, la seconda una diplomatica italiana, ndr), è stata sottoposta al segretario generale l'aspirazione del signor Francesco Corallo a candidato quale console onorario a Philipsburg, capoluogo olandese dell'isola di Saint Marteen, nelle Antille Olandesi. Sarebbe opportuno al riguardo avere vostri elementi di massima per poter preparare una risposta. Allego sintesi della questione sulla base delle informazioni raccolte (...)».

Questa e altre email sono oggetto d'indagine da parte della Dea e dell'Interpol e ora sono di competenza dei magistrati italiani in quanto alle email sono seguite minacce e attentati. La trama s'infittisce.


I FATTI Tra maggio e giugno scorso, prima dell’esplosione del caso Fini-Montecarlo, il ministero degli Esteri, rivela Formigli, tentò di nominare Console onorario di Saint Marteen, Francesco Corallo, figlio di Gaetano, il malavitoso catanese amico di Nitto Santapaola, già condannato a sette anni e mezzo per associazione per delinquere.
Per questo furono inviate due mail da un funzionario della Farnesina al Console generale italiano a Miami, Marco Rocca, in cui si chiedevano informazioni su Corallo e si spingeva per la nomina. Il diplomatico si oppose, si vide bruciare l’auto della moglie, infine ricevette una lettera di minacce.

Next Link: Qui le spiegazioni di Giampiero Massolo alla vicenda.

08 ottobre 2010

Francesco Corallo e la marionetta Tulliani

L'affaire Montecarlo non è uno scandalo di second'ordine per silurare politicamente Fini.
Questo bilocale è il simbolo di una politica fondata sul ricatto, sullo scambio di favori e su miliardi di €uro.
Tulliani è solo l'arma di ricatto dei berlusconiani per tenere Fini sotto scacco nel caso in cui si fosse smarcato dalle posizioni governative e partitiche.
Tulliani è solo una marionetta nelle mani di Walfenzao e del suo socio Corallo, persona in cerca d'immunità diplomatica come console nell'isola di St. Maarten.
Questo non è un affare di cucine e bilocali, questa è una storia di concessioni miliardarie, riciclaggio di soldi, bombe e minacce.
L´affaire Montecarlo è nato a Miami. Lì è stato concepito e sempre lì, alla fine, è approdato. Secondo indiscrezioni della Procura romana, nei giorni scorsi sarebbe stato acquisito un rapporto della Dea statunitense, collegata all´Interpol, nel quale si segnala una serie di pressioni per far ottenere la carica di console onorario italiano presso l´isola di San Marteen, altro paradiso fiscale dei Caraibi vicino a Santa Lucia, a Francesco Corallo.
Si tratta del figlio del più noto Tanino, legato al boss catanese Nitto Santapaola, già latitante e condannato a sette anni di carcere per associazione a delinquere. Il nome di Francesco Corallo sarebbe stato suggerito in tre occasioni. Le segnalazioni via mail, con il tempo diventate quasi un ordine, sarebbero partite dalla Segreteria generale della Farnesina nel maggio scorso, due mesi prima che il caso Montecarlo scoppiasse sui giornali.
Destinatario delle pressioni il console italiano di Miami, Marco Rocca.
Nel rapporto della Dea sarebbero state allegate le mail scambiate tra alcuni alti funzionari del ministero degli Esteri italiano e il nostro rappresentante in Florida.
Rocca, stando alle indiscrezioni raccolte, avrebbe sottolineato subito le sue perplessità ad una nomina così poco opportuna. E davanti alle reiterate insistenze della Farnesina avrebbe alla fine opposto un secco rifiuto. Non sappiamo se si tratta di una casualità. Ma leggendo le cronache di Miami si scopre che proprio in quei giorni il console italiano è rimasto vittima di un misterioso attentato. La sua auto è stata avvolta dalla fiamme e la moglie che si trovava alla guida si è salvata per miracolo.
Nei giorni successivi sarebbero giunte al suo telefono altre minacce. A prescindere dalla necessità di nominare un nostro diplomatico sull´isola di San Marteen, non si capisce sulla base di quali valutazioni si sia proposto il nome di un imprenditore noto alle cronache per essere il primo azionista della Atlantis World Nv, società con base alle Antille olandesi, poi trasformata in Betplus, concessionaria al 30 per cento del mercato delle slot machines (introiti di 30 miliardi l´anno) grazie ad un accordo con lo Stato italiano.
Francesco Corallo ha la fedina immacolata. Non ha subito mai una condanna e non è mai stato indagato in alcuna inchiesta. Ma il suo nome è collegato all´affaire Montecarlo. La società di cui è azionista maggioritario è rappresentata a Miami da James Walfenzao. Avvocato e broker internazionale con altre società e referenze altissime a Monaco, Antille olandesi e a Panama, Walfenzao è anche amministratore della Corpag group, cui fanno riferimento la Printemps ltd e Timara ltd, ufficialmente proprietarie dell´appartamento lasciato in eredità ad An e rappresentate a Santa Lucia dall´avvocato Michael Gordon.
L´interesse della magistratura nasce anche dalla mail che Valter Lavitola, direttore dell´Avanti, ha pubblicato sul suo giornale. Nella missiva, l´avvocato Gordon si lamentava con Walfenzao del chiasso italiano nato attorno alle due società che rappresenta e suggeriva di parlarne con il loro cliente «la cui sorella sembra avere forti legami con uno dei due uomini politici coinvolti nello scontro». Il collegamento con Giancarlo Tulliani e quindi con il presidente Fini era evidente.
Talmente evidente da far nascere forti dubbi agli stessi inquirenti sulla genuinità della mail. E´ l´originale o qualcuno l´ha modificata? Gli inquirenti ipotizzano uno scenario diverso su cosa sia accaduto nell´affaire Montecarlo. Per entrare in possesso della casa di Montecarlo in modo discreto, qualcuno degli ambienti del presidente della Camera, non necessariamente "finiano", si affida a Francesco Corallo, già molto vicino all´esponente del Pdl, ex Alleanza nazionale, Amedeo Laboccetta.
Corallo si rivolge a un suo uomo di fiducia, James Walfenzao, il quale costituisce due società off-shore che acquistano e si vendono l´appartamento. Il premio per il lavoro svolto da Corallo è la sua nomina a console onorario di San Marteen.
Nomina che alla fine viene scartata. Con l´ennesima coincidenza in questo giallo: la figlia del console Marco Rocca, Giada, è rappresentante di cinque società che hanno sede nella stessa suite della Corpag group, quella di Walfenzao.
Link precedenti: Walfenzao, la Corpag e Tulliani

01 ottobre 2010

Lavitola e la mail di Walfenzao

Dagospia
IL TESTO TRADOTTO DELLA LETTERA (SCRITTA IN UN INGLESE UN PO' TRABALLANTE)
Da: James Walfenzao
A: Evan Hermiston, Michael Gordon
Inviata: 6 agosto, 2010 1:44 pm
Oggetto: timara + printemps

Signori,
Queste due società hanno attirato l'attenzione della stampa italiana.
A quanto ci risulta (finora non lo sapevamo) c'è un collegamento politico che sta portando a un gran litigio/scandalo ora che Berlusconi e Fini (in precedenza partner politici) stanno discutendo aspramente.
La sorella dei clienti sembra avere forti legami con i politici coinvolti.
Sebbene la maggior parte del fango viene gettato da giornali controllati da Berlusconi, anche giornali più seri come il Corriere della Sera ne stanno scrivendo.
Il mio nome come direttore [delle società] viene menzionato, ma non ci sono commenti che dicano che abbiamo fatto qualcosa di sbagliato.
È comunque molto irritante.
Queste società sono state usate per comprare un piccolo appartamento a MC [Monte Carlo].
Credevamo che il valore fosse basso e siamo andati dal notaio a verificare. Il notaio ci ha spiegato il perché del prezzo (l'appartamento era stato ereditato da una signora anziana che era deceduta - era in cattive condizioni - mal conservato ecc.); il notaio ci ha spiegato che per lui il prezzo andava bene e che non poteva fare il passaggio di proprietà per un prezzo troppo basso visto che ne deve ricavare anche la tassa di trasferimento da versare allo Stato.
Potreste essere avvicinati da giornalisti - vi suggerisco di non rispondere.
Stiamo pensando di dimetterci, prima però vogliamo sentire cosa ha da dire il cliente.
Vi terremo informati.
Pensavo fosse giusto mettervi al corrente.
Cordialmente,
James
P.S.: Stiamo divulgando informazioni all'interno di Corpag solo a chi è tenuto a conoscerle.

L'Espresso (...)Come è insolito il comportamento tenuto negli ultimi giorni da Lavitola e dal ministro Francis, autore della nota sull'effettivo beneficiario (che sarebbe Tulliani) delle due società (la Timara e la Printemps) che hanno comprato la casa di Montecarlo: entrambi, parlando di una e-mail di James Walfenzao (il gestore delle società) che avrebbe dato il via all'inchiesta, si sono ingarbugliati sulle date in cui ne sarebbero venuti in possesso. Lavitola prima ha dichiarato di averla avuta a giugno, poi si è corretto e ha parlato di agosto, mentre Francis ha spiegato di avere iniziato l'inchiesta, grazie anche all'e-mail, tra marzo e giugno. Nella missiva, ha scritto proprio Lavitola sull'"Avanti", Walfenzao avrebbe scritto di essere preoccupato per "uno scontro tra Fini e Berlusconi basato sulla proprietà di un immobile": peccato che il caso sia scoppiato molto più tardi, il 28 luglio.

Valter Lavitola factotum



Valter Lavitola è il factotum di palazzo Grazioli, organizza tutto lui.
Vola in Brasile e organizza feste a base di donne e samba, viaggia per i Caraibi a caccia di scoop con clamoroso anticipo confronto alle altre testate giornalistiche, prende aerei privati a sua insaputa, in centro America è di casa e conosce giornalisti di ogni luogo e quando arriva a Roma alloggia in via Plebiscito. Sticazzi.
Ora, tolto il soggiorno presso palazzo Grazioli, la sua vita merita rispetto; senza conoscere l'inglese e con uno spagnolo stentato è riuscito a farsi aprire tutte le porte che voleva.
Addirittura millanta di avere in tasca il dominus dell'inchiesta ma sostiene di non voler dare seguito alla notizia per paura di subire un mandato internazionale d'arresto...
Chi è veramente il direttore dell'Avanti al centro del caso Montecarlo-Santa Lucia? Massone, grande amico di Cicchitto, procacciatore di ragazze per le feste di Silvio, con molti business in Centro America
Lavitola, chi era costui? Mezza Italia da una settimana si fa questa domanda. Lavitola, indicato dai finiani come il faccendiere che ha brigato per produrre dossier sulla casa di Montecarlo abitata da Giancarlo Tulliani, è l'uomo del momento. Difficile catalogarlo: direttore ed editore dell'"Avanti", imprenditore ittico, nato a Salerno ma residente in Basilicata, iscritto a una Loggia massonica di Napoli (come ha scoperto due anni fa "La voce delle voci") con numero progressivo 13.462, grande amico di Fabrizio Cicchitto e di Sergio De Gregorio, di sicuro in poco più di un anno è riuscito a diventare "il preferito" di Silvio Berlusconi. "Nel cuore del premier", racconta una fonte vicina a Palazzo Chigi, "Lavitola ha sostituito Giampaolo Tarantini in tutto e per tutto.
Insieme passano molte serate a Tor Crescenza", il castello affittato dal presidente del Consiglio, posto fantastico lontano dal centro di Roma e da occhi indiscreti. Valter si vanta della sua amicizia, ma non è un mitomane: è talmente vicino al premier che qualche mese fa alcuni imprenditori friulani, conoscendo la sua passione per la caccia, prima di invitarlo a una battuta si sono premuniti di comprare dei cervi dalla vicina Slovenia, in modo da fargli trovare prede adeguate al suo nuovo rango di favorito del sultano.

Nel cerchio ristretto di Silvio il nome circolava da tempo, accompagnato spesso da smorfie che dissimulano invidia e, soprattutto, preoccupazione. Gianni Letta, Paolo Bonaiuti, Niccolò Ghedini e Valentino Valentini non lo amano troppo, ma Berlusconi, si sa, fa di testa sua. Così il nome di Lavitola spunta per la prima volta a fine giugno, quando il capo del governo è in Brasile in visita di Stato. I giornali locali lo identificano come il "rappresentante della presidenza del Consiglio per Brasile e Panama", e come organizzatore di un festino in onore del Cavaliere. Protagoniste assolute sette ballerine di lap dance. Due mesi e mezzo di silenzio, poi la nuova ribalta a causa delle accuse di Italo Bocchino, (pare) supportate da prove raccolte da un investigatore privato che per conto dei finiani ha fatto una controinchiesta sul campo.
Nessuno sa se il capo di Futuro e Libertà ha in mano documenti schiaccianti sulle attività di dossieraggio di Valter, che ha già annunciato querela. "L'espresso" ha però contattato due autorevoli fonti vicine al Cavaliere, che fanno notare come Lavitola, per sua stessa ammissione, negli ultimi mesi ha viaggiato tra Brasile, Santa Lucia e Panama. Proprio lo staterello dell'istmo sarebbe lo snodo fondamentale della presunta connection. "In Centroamerica Berlusconi e Lavitola arrivano il 30 giugno, il giorno dopo la festa nell'albergo di San Paolo: il premier doveva inaugurare i lavori d'ampliamento del Canale", un affare miliardario dove sono riusciti a entrare anche le italiane Impregilo e Finmeccanica. "Sia Lavitola che Berlusconi conoscono bene il presidente di Panama Ricardo Martinelli", raccontano all'unisono le fonti, che chiedono di rimanere anonime. "Martinelli è un imprenditore italo-panamense che ha fatto i soldi nella grande distribuzione, un conservatore che ha buoni rapporti con il governo della vicina isola di Santa Lucia".

Impossibile dire oggi, chiosano le fonti, "se Lavitola abbia chiesto a Martinelli di fare pressioni sul governo del paradiso fiscale per scrivere la lettera che incastrerebbe Giancarlo Tulliani e Gianfranco Fini, ma nella storia non s'è mai visto un documento così insolito". Come è insolito il comportamento tenuto negli ultimi giorni da Lavitola e dal ministro Francis, autore della nota sull'effettivo beneficiario (che sarebbe Tulliani) delle due società (la Timara e la Printemps) che hanno comprato la casa di Montecarlo: entrambi, parlando di una e-mail di James Walfenzao (il gestore delle società) che avrebbe dato il via all'inchiesta, si sono ingarbugliati sulle date in cui ne sarebbero venuti in possesso. Lavitola prima ha dichiarato di averla avuta a giugno, poi si è corretto e ha parlato di agosto, mentre Francis ha spiegato di avere iniziato l'inchiesta, grazie anche all'e-mail, tra marzo e giugno. Nella missiva, ha scritto proprio Lavitola sull'"Avanti", Walfenzao avrebbe scritto di essere preoccupato per "uno scontro tra Fini e Berlusconi basato sulla proprietà di un immobile": peccato che il caso sia scoppiato molto più tardi, il 28 luglio.

28 settembre 2010

La casa di Montecarlo, le società off-shore e il ruolo di James Walfenzao | Il Fatto Quotidiano

La casa di Montecarlo, le società off-shore e il ruolo di James Walfenzao | Il Fatto Quotidiano

Leo Sisti Il Fatto Quotidiano
Sorride James Walfenzao, il professionista che a Montecarlo ha curato il contratto di compravendita della casa al centro del “Tulliani-Gate”, nel sito del Transnational Taxation Net (Ttn), di cui è presidente. Ora questa Ttn è una vera multinazionale di avvocati e consulenti che sanno come destreggiarsi nelle leggi tributarie e nei codicilli più reconditi di tantissimi paesi, paradisi fiscali inclusi: suoi clienti sono società e privati d’ogni dove. E se Walfenzao, olandese, è illustre membro di un ristretto club di esperti legali internazionali, lo deve a un altro organismo ancora più selettivo, il Corpag, acronimo di Corporate Agents, con uffici nelle aree fiscalmente più riservate del mondo, dove si possono costituire trust, off-shore, fiduciarie e scatole cinesi di vario tipo: dal Principato di Monaco a Cipro, da Aruba ad Anguilla, dalle British Virgin Islands alle Antille Olandesi (Curacao), da Panama a Santa Lucia, isola caraibica delle Antille Britanniche. Dove, ormai, si gioca il duello all’ultimo sangue tra Silvio Berlusconi e il presidente della Camera Gianfranco Fini, cognato di Giancarlo Tulliani, l’affittuario dell’appartamento di Boulevard Princesse Charlotte di Montecarlo: per ora ufficialmente affittuario, ma si discute aspramente se invece non sia anche proprietario.

La Corpag di Santa Lucia è finita sotto inchiesta proprio nel paradiso dei Caraibi. Qui il ministro della Giustizia Rudolph Francis vuol veder chiaro sul suo ruolo monegasco nel “Tulliani-Gate”. Perché a Castries, la capitale, ha la sua centrale operativa la società di James Walfenzao, appunto la Corpag, esattamente al numero 10 di Manoel Street. Un indirizzo destinato a far epoca, almeno in Italia e, ovviamente, nel Principato di Monaco. Infatti l’11 luglio 2008, a Montecarlo, troviamo presente, nello studio del notaio monegasco Paul-Louis Aureglia, non solo il senatore Francesco Pontone, allora tesoriere di Alleanza Nazionale, in rappresentanza di Fini, che vuole vendere il famoso “quartierino”, ma anche l’olandese Walfenzao. E, come si legge nelle 25 pagine del contratto, compare la “Corporate Agents (St.Lucia), agent agrée de Printemps Ltd, domiciliée à 10, Manoel Street, Castries”. Cioè, la “Printemps Ltd”, acquirente per 300 mila euro (tre mesi dopo, in ottobre, la “Printemps Ltd cederà, per 330 mila euro, lo stesso appartamento di Boulevard Charlotte alla “Timara Ltd”, anch’essa gestita dalla Corpag di Santa Lucia, a Manoel Street).

Mister Walfenzao, l’ha scritto per primo “Il Fatto Quotidiano” del 4 agosto, è lo stesso personaggio che, come consulente, presta i suoi servizi per il gruppo “Atlantis” di Francesco Corallo, figlio di Gaetano, legato al boss catanese Nitto Santapaola, titolare di casinò nelle Antille Olandesi e di altre società del gioco. Ebbene Walfenzao, quando è alla guida della Transnational Taxation Net (Ttn), organizza conferenze annuali su temi fiscali. Il 29 settembre del 2009, a Praga, ce n’è stata una dal titolo: “Some alternatives for blacklisted jurisdictions-Working around black and grey lists”. Una specie di lezione su come far girare i soldi della propria clientela da un paese “marchiato” nella lista nera dei paradisi fiscali ad altri meno a rischio. Sempre ricorrendo a sofisticati strumenti di ingegneria finanziaria.

La domanda è: per quale motivo un esperto come Walfenzao si sia interessato direttamente alla compravendita di un bilocale?

26 settembre 2010

Walfenzao, la Corpag e Tulliani

La situazione è molto intricata.
Partiamo dall'avv. Ellero: alcuni dicono che sia vicino ai grillini per alcune sue dichiarazioni durante un forum sull'economia pulita, altri lo danno vicino agli avvocati Ghedini e Longo.
Barbareschi ha affermato che si tratta di una polpetta avvelenata, non capisco però dove stia il tranello.
Voglio dire, un avvocato non si sbilancia in questo modo, rischierebbe la carriera. Mah.
In teoria c'è una logica nelle sue dichiarazioni, vedremo.

Invece la situazione di Walfenzao è ancora più oscura.
Walfenzao è coinvolto direttamente nella compravendita del bilocale monegasco e nell'uscita del documento-patacca di Rudolph Francis.
Walfenzao lavora per Francesco Corallo tramite la società Atlantis ed è collegabile pure a Labocetta, ex-An ora pidiellino.
Il personaggio chiave nel giallo della casa di Montecarlo finita da An alla disponibilità del cognato di Gianfranco Fini, passando per un paio di società off-shore, si chiama James Walfenzao. Questo professionista caraibico specializzato nella costituzione di fiduciarie, trust e altre scatole esotiche per mettere i soldi al riparo dalle tasse figura come rappresentante nelle società che hanno comprato l’immobile abitato da Giancarlo Tulliani, fratello della compagna di Fini. Walfenzao però non è un “professionista monegasco” come scritto da Il Giornale.
È il rappresentante nell’isola di Saint Lucia della Corpag, una società di servizi delle Antille olandesi con filiali in molti paradisi fiscali. Ma soprattutto Walfenzao è il consulente, l’amministratore e il prestanome di un amico di An che ha fatto fortuna nei mari caldi: Francesco Corallo, nato a Catania nel 1960, titolare della multinazionale del gioco Atlantis World con base alle Antille.

paradiso
Nella vicenda Montecarlo c'è un professionista che fa affari con le slot machine in Italia
Il personaggio chiave nel giallo della casa di Montecarlo finita da An alla disponibilità del cognato di Gianfranco Fini, passando per un paio di società off-shore, si chiama James Walfenzao. Questo professionista caraibico specializzato nella costituzione di fiduciarie, trust e altre scatole esotiche per mettere i soldi al riparo dalle tasse figura come rappresentante nelle società che hanno comprato l’immobile abitato da Giancarlo Tulliani, fratello della compagna di Fini. Walfenzao però non è un “professionista monegasco” come scritto da Il Giornale.
È il rappresentante nell’isola di Saint Lucia della Corpag, una società di servizi delle Antille olandesi con filiali in molti paradisi fiscali. Ma soprattutto Walfenzao è il consulente, l’amministratore e il prestanome di un amico di An che ha fatto fortuna nei mari caldi: Francesco Corallo, nato a Catania nel 1960, titolare della multinazionale del gioco Atlantis World con base alle Antille. 

L’uomo delle Antille Walfenzao compare in due operazioni avvenute a distanza di migliaia di chilometri che non hanno nulla in comune tranne la presenza di esponenti di An. Da un lato amministra la società che compra a Montecarlo (a prezzo di favore) la casa di An. Dall’altro controlla per conto di Corallo parte del capitale della Atlantis, la società vicina al vertice di An che in pochi anni ha raccolto miliardi di euro con le sue slot machines in Italia. Il gruppo Atlantis è controllato (in parte tramite Walfenzao) da Francesco Corallo, un incensurato che però ha un cognome pesante: è il figlio di Gaetano Corallo, 73 anni, condannato a 7 anni e mezzo (scontati) per associazione a delinquere, latitante per anni in America dopo esser sfuggito alla retata del 1983 per la scalata degli amici del boss dei catanesi, Nitto Santapaola, ai casinò italiani. In quegli anni ruggenti Santapaola andava in vacanza a Saint Marteen dove Corallo senior gestiva un casinò. Oggi nello stesso settore e nella stessa isola il figlio è il re dell’azzardo legale ma lui giura: “Non vedo papà da 20 anni e i miei casinò li ho fatti da solo”.
Per anni gli investigatori hanno sospettato il contrario. Ma nessun pm ha mai chiesto per lui nemmeno un rinvio a giudizio nonostante le informative della Finanza e della Polizia ipotizzassero rapporti tra Francesco Corallo, il padre Gaetano, il clan Santapaola e persino uno dei latitanti più ricercati dall’amministrazione Bush: l’ex parà italiano, poi genero del presidente della Bolivia e boss del narcotraffico in quel paese, Marco Marino Diodato. Francesco Corallo è stato indagato due volte dalla Procura di Roma per traffico di droga e riciclaggio ma è stato sempre archiviato. Il figlio di don Gaetano è oggi un imprenditore stimato che gira per Roma sulla sua Smart, incontra politici e banchieri con i quali punta alla quotazione in borsa a Londra e Toronto. La presenza del suo consulente e prestanome nella società che compra la casa di Alleanza Nazionale insomma non deve sorprendere. La domanda è un’altra: chi rappresenta Walfenzao? Probabilmente non Corallo: con i miliardi delle slot uno come lui non ha certo bisogno di comprare un quartierino scontato a Monaco. Stiamo parlando del re dell’azzardo tra le due sponde dell’Oceano. Atlantis è titolare di tre casino a Saint Marteen, due a Santo Domingo e uno a Panama. La pista potrebbe essere un’altra.
L’amico italiano di WalfenzaoQuando sbarca in Italia, Corallo sceglie come suo rappresentante il vecchio amico Amedeo Laboccetta, dagli anni ottanta colonna del Msi napoletano e poi di An. Magari proprio Laboccetta è l’uomo che conosce il segreto di Walfenzao. Magari è stato proprio il deputato del Pdl che ogni anno va in vacanza alle Antille e vuole essere sepolto lì, a suggerire di rivolgersi al consulente di Francesco Corallo in strutture societarie schermate.
Comunque un dato è certo: l’undici luglio del 2008 la casa lasciata 9 anni prima dalla contessa Colleoni a Gianfranco Fini perché proseguisse “la giusta battaglia” è finita ai Caraibi. Davanti al notaio Aureglia di Monaco, Alleanza Nazionale, rappresentata dal tesoriere Francesco Pontone, vende la casa a Printemps Ltd, con sede in Manoel Street, 10, Castries, Saint Lucia. La proprietà della società acquirente (come il sito della società di Walfenzao proclama tra i vantaggi offerti dalle strutture made in Saint Lucia) non è trasparente. Printemps è stata costituita poco più di un mese prima, il 30 maggio 2008, a Saint Lucia. Per l’appartamento di Boulevard Princesse Charlotte, composto da sala, due camere, cucina, bagno e balcone, secondo Il Giornale, uno degli inquilini del palazzo aveva offerto un milione e mezzo di euro. An preferisce svendere a 300 mila euro alla società rappresentata da Walfenzao. Tre mesi dopo, Printemps rivende a 330 mila euro alla Timara Ltdanche lei con sede nell’ufficio della Corpag di James Walfenzao a Saint Lucia. Gli altri due amministratori, Tony Izelaar e Suzi Beach, sono corrispondenti della Corpag a Monaco. Quindi per capire l’ affaire monegasco bisogna partire dalle Antille.
Il Fatto Quotidiano pubblica qui uno schema che descrive la struttura proprietaria del gruppo. Al vertice della holding di Londra che controlla una quota di Atlantis c’è proprio James Walfenzao, che però opera in nome e per conto di Francesco Corallo. Accanto pubblichiamo anche una foto di Gianfranco Fini e Amedeo Laboccetta con le rispettive consorti (si intravede Daniela Di Sotto che era ancora la signora Fini) scattata a Saint Marteen nell’agosto del 2004 nel ristorante del casino di Corallo. Poche settimane prima, il 15 luglio 2004, la Atlantis aveva firmato la concessione con i Monopoli di stato e 4 mesi dopo, a dicembre, Laboccetta diventerà (fino all’elezione alla Camera nel 2008) procuratore in Italia della società. Laboccetta allora difese Fini sostenendo che il leader lo aveva seguito solo per fare immersioni a caccia di squali: “Fini non sapeva che Atlantis aveva appena ottenuto la concessione in Italia”, giurò.
Anche alla luce della presenza di Walfenzao nella compravendita, oggi Fini dovrebbe spiegare perché ha deciso di vendere a un prezzo così basso a una società delle Antille diretta da un consulente di Corallo. E magari potrebbe anche spiegare quanto paga il cognato per l’affitto. Anche perché presto qualcun altro potrebbe cominciare a parlare. Magari non i suoi fedelissimi tesorieri ma proprio Laboccetta che nel 2008 era un uomo di Fini ma oggi sta con Berlusconi.
I clienti della Corpag, e quindi di Walfenzao, sono persone con interessi multimilionari.
La vendita del bilocale monegasco è avvenuta nel periodo in cui An si stava sciogliendo per confluire nel Pdl.
L'ipotesi di strumentalizzazione del Tulliani per tenere sotto scacco Fini è plausibile.
Che interesse potrebbe avere il Tulliani nell'aprire delle fiduciarie, o dei Trust, per occultare un bilocale e una Ferrari ?
Anche l'affitto che paga non ha senso se fosse il proprietario dell'immobile.
Il Tulliani come cliente non vale nulla confronto ai clienti tipo di Walfenzao, infatti la Corpag potrebbe aver spifferato informazioni false sul Tulliani tenendosi ben stretto gente come Corallo e simili che possiedono patrimoni ingenti.
Altrimenti che interesse potrebbe avere la Corpag nel sputtanare un suo cliente facendo addirittura delle ricerche investigative senza la pressione di rogatorie internazionali?
 Next Link : Francesco Corallo e la marionetta Tulliani 

25 settembre 2010

Il discorso di Fini



Come volevasi dimostrare, non sapremo mai di chi è quella casa, giusto così.

Il Trust, l'avv. Ellero e la casa di Palais Milton

Non sapremo mai chi è il vero proprietario del bilocale monegasco.Mai.
A meno che lo stesso proprietario non venga allo scoperto, ma dubito che succederà.
La testimonianza dell'avv. Ellero, ex senatore leghista, è un avvenimento con pochi precedenti, forse nessuno.
Un  Trust, o ancora meglio una stiftung, serve a questo, a tenere segreto tutto, ma proprio tutto. Sopratutto serve a tenere segreti patrimonî ingenti, milioni e milioni di €uri, non bilocali e Ferrari.   
  • protezione dei beni: spesso il trust viene istituito a protezione di beni immobili; per esso non è infatti infrequente l'uso del termine "blindatura patrimoniale". Una delle caratteristiche più apprezzate del trust è infatti la segregazione del patrimonio conferito cosicché esso risulterà insensibile ad ogni evento pregiudizievole che coinvolge personalmente uno o più soggetti protagonisti del trust. Per questa sua utilissima caratteristica il trust viene sempre di più impiegato per separare e proteggere il patrimonio personale da quello aziendale o per tutelare tutti quei soggetti il cui patrimonio può essere compromesso da attività professionali rischiose (medici, avvocati, funzionari, ecc.) o, semplicemente, da comportamenti personali avventati (gioco d'azzardo, uso di droghe e alcool, ecc.).
  • riservatezza: le disposizioni contenute nel trust possono essere riservate, e questo può essere un motivo sufficiente per la sua creazione;
  • tutela dei minori e dei soggetti diversamente abili: spesso, come visto, le disposizioni testamentarie prevedono che i minori abbiano un godimento limitato dei beni fino alla maggiore età o che i soggetti diversamente abili possano godere dei beni in trust senza esserne pieni proprietari;
  • tutela del patrimonio per finalità successorie: di frequente un trust viene costituito allo scopo di tutelare un patrimonio nel passaggio generazionale o dallo sperpero ad opera di soggetti incapaci di amministrarlo, dediti al gioco o affetti da eccessiva prodigalità;
  • beneficenza: in molti ordinamenti di common law gli enti di beneficenza debbono essere costituiti in forma di trust;
  • forme di investimenti e pensionistiche: i piani di investimento pensionistici ed i fondi comuni sono derivazione dei trust fund anglosassioni;
  • vantaggi di natura fiscale: un trust può dare vantaggi fiscali. Se il risparmio di imposta è l'unico motivo che ha spinto ad istituire un trust, può essere considerato illegittimo e sanzionato. Come qualsiasi istituto giuridico, l'uso elusivo od evasivo è contrario alle norme di legge e sanzionato.
  • altro: il trust, come detto, è idoneo a realizzare una vasta molteplicità di scopi non facilmente enumerabili

Nei giornali si scriveva pure che il beneficial  owner sia il reale proprietario, non è vero, o meglio è una forzatura, la spiegazione c'è anche nel sito della Corpag di Walfenzao.  

Traduzione dal sito Corpag- Services -Trust. Il trust è un contratto tra un individuo (Settlor) che trasferisce alcuni beni di sua proprietà (the Trust fund) a una o più persone (the trustees) con le istruzioni, che sono giuridicamente vincolanti per gli amministratori, che gli amministratori dovrebbero tenere il fondo fiduciario a condizioni prescritte (the beneficiaries).I Trust può essere revocabile o irrevocabile.

I trust possono ad esempio essere utilizzata per fornire riservatezza, protezione dei beni e vantaggi fiscali.

Nelle giurisdizioni i servizi del Gruppo Corpag, trust sono esenti d'imposta (a determinate condizioni) e non hanno alcun obbligo di presentare i conti di fiducia con l'amministrazione fiscale locale, preservando in tal modo la riservatezza delle attività di Trust.
  • Settlor
Colui che promuove/istituisce il trust, intesta beni mobili/immobili all'amministratore, il quale ha il potere-dovere di gestirli secondo le "regole" del trust fissate dal disponente.
 Il settlor (disponente) trasferisce l'intestazione (non la proprietà, quantomeno per come è intesa nel diritto italiano) di quei beni vengano amministrati dal trustee nell'interesse dei beneficiari e nei limiti di quanto stabilito nell'atto istitutivo
  • Trustee
Il trustee può essere, come visto, una persona fisica, un professionista di fiducia del settlor, o anche una persona giuridica come ad esempio un fondo pensione. L'atto costitutivo del trust disciplina gli obblighi e i diritti del trustee e, in caso di pluralità di trustee, i modi di soluzione delle controversie. 
  • Beneficiary
 Anche il beneficiary può essere una persona fisica o giuridica, un insieme di soggetti determinati anche genericamente e/o non ancora esistenti al momento della costituzione del trust, come spesso avviene nei trust costituiti a scopo benefico (es.: "i miei nipoti e pronipoti"; "i poveri del villaggio X"; "i minatori del pozzo n. 14").
Detto in parole povere, il beneficial owner può anche essere solo un mero "usufruttuario".
L'avv. Ellero ha rilasciato l'intervista perché disgustato dal linciaggio e dalle palle che circolavano, la lettera del ministro Francis dice chiaramente che il proprietario non è il Tulliani, bisogna però sapere di cosa si sta parlando .
Con buona pace di Dagospia che ancora vuole sapere di chi è quel bilocale, non c'interessa di chi è, c'interessa sapere di chi non è; non di Fini e non è della famiglia Tulliani. Il resto è Gossip.

Tulliani innocente, Il Giornale racconta frottole.

Un paio di cose di cui nessuno parla:
  • Beneficial owner può anche  significare "usufruttuario", non proprietario, il settlor è il proprietario.
  • Se il Tulliani paga l'affitto non è il proprietario della casa, se fosse il proprietario del Trust non servirebbe mascherare tutto con un affitto fasullo, non servirebbe a niente. L'affitto è la prova che il Tulliani è un mero usufruttuario.
Roma, 25 set. (Adnkronos) - "La casa di Montecarlo e' di un mio cliente, e non di Giancarlo Tulliani": e' quanto rivela ai microfoni di CNRmedia l'avvocato Renato Ellero, ex senatore della Lega Nord. "Non e' mio cliente l'onorevole Fini, ne' Elisabetta Tulliani, ne' il fratello Giancarlo", spiega l'avvocato Ellero. "Posso dire che il mio cliente non risiede in Italia", aggiunge il legale, precisando che si tratta di una persona abbastanza facoltosa da poter comperare "non solo l'appartamento ma l'intero palazzo". L'audio dell'intervista e' disponibile sul sito www.cnrmedia.com 

24 settembre 2010

La conferma della Patacca di Rudolph Francis e la Svizzera

Soldi, un mucchio di soldi.
Un documento che arriva a Santo Domingo
via Teguciualpa, Honduras.
Honduras entrato nelle cronache internazionali dell'anno scorso per un colpo di Stato,
colpo di Stato causato da Micheletti, origini italiane e fan di Berlusconi.
Ora, il neoministro della giustizia Rudolph Francis area Rotary-Club
conferma l'autenticità del documento-patacca.
Dalla Svizzera, e il pensiero corre all'ArnerBank.
Io dico che questo ministro rischierà il licenziamento in patria.
Probabilmente è stato comprato per diffamare
in quanto quel documento è un falso che mette a rischio il segreto bancario dell'isola.
Aspettiamo, tanto le bugie hanno le gambe corte anche se sono ricoperte d'oro.
Certo che la triangolazione di questa vicenda è sorprendente: Montecarlo, Saint Lucia, Santo Domingo, Tegucialpa, Svizzera, Roma.
Il tutto per un bilocale.
Update:
In conferenza stampa il ministro conferma il documento,
scritto di sua spontanea volontà (come no)
per salvaguardare l'immagine dell'isola(ora distrutta)
e s'ipotizza pure la presenza dei servizi segreti sull'isola.
In pratica se l'è fatta addosso, oppure è stato comprato.
Sain Lucia documento patacca

23 settembre 2010

Valter Lavitola e la patacca che frega Dagospia e il Giornale

Lettera Saint Lucia  modello bianco



Ilfattoquotidiano.it ha parlato con l'azienda che fornisce il governo dell'isola caraibica di tutti i documenti. Non corrisponde a quella ufficiale, l'intestazione della presunta lettera con cui il ministro della Giustizia di Saint Lucia spiegava al suo premier che dietro le off shore proprietare della casa di Montecarlo c'era Giancarlo Tulliani. Come potete vedere qui sopra il carattere della scritta Attorney - General's Chambers presente nel documento stampato dalla National printing corporation (a destra) è diverso da quello pubblicato da due quotidiani domenicani e ripreso da Il Giornale e Libero (a sinistra). Un funzionario spiega: "Non ho memoria che ci abbiamo mai chiesto di cambiare carattere. E noi non riforniamo carte intestate digitali ma solo stampate". Un particolare importante perché nella lettera al centro del caso di Montecarlo compare un indirizzo mail in hyperlink. Ma non basta. I finiani sostengono anche di conoscere il nome dell'autore della patacca. "Il dossier è stato prodotto ad arte da un persona molto vicina a Berlusconi che ha girato per il Sudamerica di cui al momento opportuno saprete il nome", dice Italo Bocchino questa sera ospite ad Annozero

Fonte KudaBlog
L'editore de El Nacional è Radhamés Gómez Pepín. Baez Figueroa è l'editore del Listin Diario e, attualmente, deve scontare dieci anni di carcere per frode bancaria. Bastava un giro su Wikipedia per saperlo, anche se, trattandosi di una frode che ha portato nel 2003 al fallimento di tre banca dominicane con conseguente inflazione al 30%, magari sarebbe stato meglio saperlo. Comunque il Listin Diario e le reti televisive non sono più sotto il controllo di Baez perchè sono considerate corpo del reato. Proprio El Nacional colloca Baez tra i dieci peggiori ladri finanziari di tutti i tempi, un cattivo trattamento per il loro, presunto, editore.
Torniamo a El Nacional, giornale da 42.000 copie, sul suo sito internet non vi è traccia del documento du Tulliani, i siti italiani linkano a una pagina inesistente e la ricerca interna al sito non porta alcun risultato utile. La sensazione è che si siano accorti di aver fatto una cagata e abbiano rimosso il documento di Santa Lucia per evitare ripercussioni legali. In fondo Gomez Pepin, il vero editore de El Nacional, è stato più volte premiato come Maestro di giornalismo o come miglior direttore di giornale, quindi sa riconoscere quando sbaglia.
UPDATE
Valter Lavitola è la fonte stonata che ha preparato il dossierino, direttore dell'Avanti.
Lavitola è una vecchia conoscenza di casi giornalistici. Dal 1996 è editore dell’Avanti, il quotidiano del Partito socialista che nel gennaio del 1998 pubblicherà il falso dossier Demarcus per gettare fango su Stefania Ariosto.

Dagospia e il Trip su Saint Lucia


DagospiaTRIP
Come mai, a 48 ore dalla pubblicazione del documento sull'affaire Tulliani sul quotidiano dominicano "El Nacional", il governo dello stato caraibico di Santa Lucia, facente parte del Commonwealth britannico dal 22 febbraio 1979, e quindi riconosce la regina Elisabetta II quale capo di stato, rappresentato sull'isola da un governatore generale, non ha emesso né una smentita né una conferma sulla veridictà della documentazione?

Forse perché il caso è grave e il ministro della giustizia appena insediato in un governo prossimo alle elezioni rischia di saltare, come Brancher, a tempo di record
Ammettiamo pure che il documento attestante Giancarlo Tulliani dietro le due società offshore Printemps Ltd e Timara Ltd, sia un falso, una patacca, una porcata;
prima sputtaniamo le persone eppoi facciamo marcia indietro
questa circostanza non sposterebbe minimamente il problema della casa monegasca di cui, a sei mesi di distanza dallo scandalo, non sappiano nulla sulla effettiva proprietà tanto evocare il sospetto (come accennato anche da un editoriale di Ezio Mauro sulla vicenda) che il proprietario e l'affittuario siano la stessa persona.
io non ho ancora capito questa morbosità nel sapere di chi è quella casa, cosa cambia ? tanto è appurato che non è di Fini, aspettiamo la magistratura che sta vagliando la posizione del Tulliani e se uno ha acquistato l'immobile tramite società off-shore è perché  ci tiene all'anonimato
Perché Fini non mostra l'atto di compravendita dell'appartamento venduto da AN alla società offshore? Perché il compagno di Elisabetta Tulliani non costringe il "cognato" a mostrare l'atto di affitto? Così, tanto per farla finita, una volta per tutte, con le grida di dossieraggio, servizi deviati, polpette avvelenate.

Non è mai successo che l'onere della prova spetti all'imputato, cosa deve far vedere il Tulliani? atti privati a che scopo? tanto finita una storia ne tirano fuori un'altra allo solo scopo di diffamare le persone e comunque non penso che il nuovo proprietario della casa voglia tutta questa pubblicità gratuita
PS. L'isola non ha un'ambasciata italiana, fa riferimento all'ambasciata venezuelana di Caracas. Perché il nostro ministro degli Esteri non si attacca al telefono e sbroglia 'sto casino?
E secondo te un governo dovrebbe confermare un foglio che getterebbe cattiva luce sul segreto bancario dell'isola? oppure dovrebbero smentire un foglio che comunque aiuta la situazione di Silvio Berlusconi "amico" dell'isola di Saint Lucia (parole di Libero)? prova invece a farti delle domande sul neoambasciatore di Santo Domingo asservito al Premier. L'ambasciatore Luigi Maccotta (Caracas)non ha voce in capitolo.

Il Giornale e i servizi segreti pasticcioni

Stefano Zurlo-Il Giornale 17 settembre 2010
I servizi segreti seguono la pista che porta ai Caraibi
Tante, troppe coincidenze. Gli stessi nomi che tornano a migliaia di chilometri di distanza. E il sospetto che il pasticcio della casa di Montecarlo possa portare lontano, molto lontano gli investigatori. Così da tempo, a sentire l’agenzia il Velino, Guardia di finanza e servizi segreti hanno deciso di chiarirsi le idee sulla strana vendita dell’appartamento di boulevard Princesse Charlotte 14. E vogliono togliersi una volta per tutte il dubbio che la Printemps, la società off-shore che comprò l’immobile da An, e la sua gemella Timara oggi proprietaria dell’appartamento, non siano collegate attraverso l’ancora misteriosa proprietà ad una storia più grande. Una storia in cui i segugi delle Fiamme gialle e gli 007 sospettano anche il riciclaggio e l’evasione fiscale sullo sfondo del gioco online
Palazzo Chigi
"Le illazioni, le voci e le congetture apparse quest’oggi su alcuni quotidiani in relazione a una presunta attività di dossieraggio sono assolutamente false, diffamatorie e destituite di ogni fondamento"
Il Corriere-il Post
Il viceconsole italiano di Santa Lucia, Maria Piccinin Thom, condivide le perplessità degli avvocati di Tulliani: «In effetti — dice — ho dei dubbi. Si sa che ormai con i computer si possono fare miracoli… Anche perché il ministro Francis è un mio amico del Rotary. Ed è strano che non mi abbia avvisato della sua iniziativa, di solito chi avvia indagini su questioni italiane si rivolge a me. E poi lui è stato eletto da poco ed è già in piena campagna elettorale, visto che qui si voterà tra un anno. Insomma, mi pare curioso che la prima cosa a cui va a pensare, appena insediato, è un’inchiesta su una casa di Montecarlo. Adesso gli telefonerò per farmi spiegare bene». Anche il portavoce del primo ministro di Santa Lucia, Stephenson King, interpellato dal tg di La7 sembra cadere dalle nuvole: «Non ne so niente, non ne avevo mai sentito parlare, faremo delle verifiche» (dal sito di El Nacional, comunque, ieri sera è sparito tutto).

22 settembre 2010

La Patacca del Giornale

Immaginate l'inviato de "Il Giornale", Malpica o Chiocci oppure qualcuno che fa le loro veci, in giro per i Caraibi a caccia dello scoop in cambio di cash.
Immaginate i giornalisti del luogo oppure le fonti che cominciano a cercare invano qualche informazione sul caso Tulliani.
Immaginate un signore che si presenta con un foglio in mano in cui si dice che il Tulliani è riconducibile alle società off-shore.
Immaginate l'inviato boccalone che stacca assegni e riempie di soldi il fortunato.
Immaginate lo stupore dell'inviato quando scopre che lo hanno fatto fesso e che il foglio poteva stamparlo comodamente da casa senza regalare soldi agli sconosciuti.
Ecco, questa secondo me è la ricostruzione reale dei fatti.
Qui e qui il resto della bufala.

Fini-Tulliani: Ambasciator non porta pena.

La saga Fini-Tulliani continua.
Il Giornale incredibilmente riesce a trovare un paio di fogli riservati e firmati da Francis Rudolph, neoministro della giustizia dell'isola Saint Lucia, che proverebbero il collegamento diretto tra le 2 società off-shore e il Tulliani ( il quale smentisce categoricamente).
Il documento è di dubbia provenienza (senza alcun tipo di timbro), inoltre c'è riportato che le indagini sono state effettuate per tutelare l'immagine dell'isola, peccato che l'isola è conosciuta nel mondo per la sua riservatezza nel settore bancario e non certo per la moralità o l'etica finanziaria.
Comunque, questo filone di storia parte stranamente da Santo Domingo in quanto il documento è stato pubblicato da 2 giornali del posto e non da giornali dell'isola Saint Lucia, guarda caso si registra un cambio d'ambasciatore proprio nel mese di agosto:
www.italiachiamaitalia.net

Olivieri Arturo, nato a Napoli il 14 giugno 1949. Si laurea in Giurisprudenza all'Universita' di Napoli nel dicembre del 1972
(..)E' nominato Ministro plenipotenziario nel gennaio 2001. Capo dell'Unita' Tecnica Centrale della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo e successivamente Ambasciatore a Tunisi, dal giugno del 2003 (ndp quindi nominato da Berlusconi in un Paese a lui caro).
Attualmente alle dirette dipendenze del Direttore Generale per i Paesi delle Americhe con l'incarico di Coordinatore dei rapporti con la Comunita' caraibica, il Cariforum e l'Associazione degli Stati caraibici, 26 novembre 2008.Nel suo incarico di Ambasciatore a Santo Domingo sara' accreditato, con credenziali di Ambasciatore, anche a Saint John's (Antigua e Barbuda), a Basseterre (St. Kitts and Nevis), a Porto Principe (Haiti), e a Kingston (Giamaica). L'Ambasciatore Olivieri succede a Enrico Guicciardi, che, terminato il mandato ricoperto con grande umanità, professionalità e dedizione, rientra al Ministero degli Esteri.
Anche Francis Rudolph è fresco di nomina e il suo incarico è stato festeggiato pure dal Rotary Club, organizzazione definita come gruppo di amici, appartenenti a diverse professioni e chiamati ad impegnarsi a favore del prossimo, presente anche in Italia.
Update
: qui si poteva scaricare il foglio in bianco intestato alla procura
di Saint Lucia

16 settembre 2010

Scenery Scavolini la cucina dei Fini e la piantina di Palais Milton



Gian Marco Chiocci riesce a intervistare il sign. Garzelli della Tecab, ditta ristrutturatrice del bilocale, e ottiene pure la piantina del bilocale.
Le misure sembrano coincidere, però tra le 2 piantine ci sono delle differenze non di poco conto;
sembrerebbe che il posizionamento di forno, piano cottura e lavandini sia invertita nelle piantine, quindi anche le relative allacciature sono state posate dal sign. Garzelli in maniera diversa dalla cucina che si vede nella piantina della Castellucci.

07 settembre 2010

Fini: " Mai stato a Montecarlo"


Fini ha appena detto, in diretta televisiva al tg di La7, che non è mai stato nella casa di Palais Milton.
Quindi le fonti de "Il Giornale" mentono perchè non penso proprio che Fini finga così spudoratamente.
Non ci sono foto o filmati che dovevano saltare fuori grazie a Luciano Carè che non ha tenuto neanche la conferenza che millantava.
Il sign. Mereto si pavoneggiava ma ha subito ritrattato quando si è accorto della situazione in cui si era cacciato.
Prevedo che l'inchiesta di Feltri si dimostrerà un colossale buco nell'acqua, com'è tradizione.
Probabile l'ennesimo risarcimento da parte del duo Chiocci-Malpica che hanno già dovuto rimborsare Di Pietro a cause delle diffamazioni.

05 settembre 2010

Il coraggio di Fini

Fini a Mirabello ha entusiasmato la folla.
Con un discorso di un'ora ha creato il suo nuovo partito parlando di giustizia, sviluppo economico, federalismo, famiglia e patria.
Per fortuna ha lasciato qualche argomento anche alla sinistra non parlando di unioni civili, immigrazione e cittadinanza, citando solo di sfuggita i tagli alla scuola e alla sanità.
Ci vuole coraggio per smarcarsi in questo modo da Berlusconi, tendente ormai al cesarismo.
Alla fine del discorso, tutta l'empatia e l'emozione si sono manifestati con un vistoso tremore alla mano, sintomo di un forte stress.
Per ora nessun ribaltone ma l'aria che ora si respirerà nella pdl sarà sicuramente tesa.