Il Presidente Napolitano: «Rispettare il Tricolore è un dovere per chi ha ruoli di governo»
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28 gennaio 2011

Nickname | Don Zauker

Nickname | Don Zauker

Abbiamo avuto “Il Migliore”, “Il Divo Giulio”, “Il Picconatore”, “Il Dottor Sottile”, “Il Professore”.
Oggi siamo a “Culo Flaccido”.
Sic transit…

05 gennaio 2011

Calendario Papi 2011

Capolavoro di calendario realizzato dai Paguri scaricabile dal sito donzauker.it
Questo calendario ha scavalcato di prepotenza la mia hit facendo scivolare indietro  el milanes e frate indovino.

26 novembre 2010

Looney Silvio

Looney Silvio | Don Zauker

Eh, sì, quanti tra voi – italiani cattivi, rancorosi e privi di speranza – sperassero in un veloce decadimento senile del nostro Presidente del Consiglio, che lo porti al rincoglionimento totale, al rilascio degli sfinteri e, di seguito, ad abbandonare la vita politica, farebbero bene a rassegnarsi.
Non solo il nostro Caro Leader sta benissimo ma addirittura ringiovanisce di giorno in giorno.
Guardatelo, sembra un ragazzino.
E non certo per merito dei continui interventi di lifting o delle enormi quantità di coloranti tossici che usa per sciacquarsi i capelli.
No, no, no, no, no, no, no.
Il segreto della sua giovinezza sta nel suo spirito, lo spirito del fanciullino cantato dal Pascoli e dai più grandi poeti.
Come spiegare altrimenti certi suoi comportamenti tipici dell’adolescenza, come l’andare a troie, il fare le corna nelle foto di gruppo, la passione per le maschere e i travestimenti, le ripicche infantili, le telefonate per offendere tutti e poi riattaccare senza lasciare il tempo di rispondere, gli scherzi alle persone anziane e tante altre manifestazioni di uno spirito giovane e un po’ bricconcello?
Certo, se fosse ancora viva la povera mamma Rosa, un paio di schiaffi non glieli avrebbe evitati nessuno (a Silvio, non alla su’ mamma, sia chiaro) perché la vivacità è una cosa buona, ma l’educazione è più importante. Ma va comunque bene così, perché noi abbiamo un leader giovane, vivace, simpatico, onest e che ringiovanisce giorno dopo giorno, come Dorian Gray.
E, come Dorian Gray, nasconde il segreto della sua giovinezza in uno specchio.
Rompete lo specchio e sarete in grado di vedere la verità.

10 settembre 2010

Don Zauker: Il Vernacoliere sfanculò la Mondadori

Grazie Mario | Don Zauker
(...)Il Vernacoliere (lo conoscete tutti, vero?) è un giornale libero, pubblicato da Mario Cardinali editore e vive solo delle copie vendute. Non prende finanziamenti di nessun tipo da nessuno e non ha una solo riga di pubblicità al suo interno.

Il Vernacoliere non ha una redazione, ha una sede, sì, ma non una redazione. La redazione del Vernacoliere è composta dallo stesso Mario Cardinali (editore, direttore responsabile, corsivista, correttore di bozze, etc…) dal fratello Umberto che si occupa degli abbonamenti, della tipografia e cose del genere e dal figlio di Umberto, Valter, che tiene i rapporti coi collaboratori, impagina, prende contatti con i distributori, etc…a volte aiutati dalle rispettive compagne e mogli.

Gli altri, tutti gli altri (noi, il Sardelli, il Camerini, etc…) siamo solo collaboratori esterni che, una volta al mese portano il loro contributo, scambiano due parole e se ne vanno.

Ogni tanto, una cena insieme.

Fine premessa. Ecco i fatti:

Anni fa si presentò in redazione un inviato di Mondadori.

Erano fortemente interessati al Vernacoliere e volevano acquistarne il marchio (sempre lasciando tutto com’era) per tiraci fuori una linea da cartoleria, come Comix o Smemoranda, quindi agende, zaini, quaderni, etc…

Per questo offrirono UNA VALANGA di soldi.

Mario ci pensò sopra e, cortesemente, rifiutò.

Dopo qualche mese, tornò un altro inviato della Mondadori.

Le richieste erano le solite, l’offerta molto più alta.

Mario, cortesemente, rifiutò ancora.

Il tipo allora mise il contratto davanti al Cardinali e se ne uscì fuori con: “guardi, se è una questione di soldi, non ci sono problemi: scriva lei la cifra.”

A questo punto, Mario, un po’ meno cortesemente, rifiutò in maniera definitiva l’offerta.

Subito dopo ci convocò nel suo ufficio per raccontarci il fatto e avere anche da noi conferma di aver fatto bene.

Noi eravamo un po’ confusi. Sì, d’accordo, il gesto era stato bello però lui coi guadagni del Vernacoliere ci riusciva a vivere decentemente, noi ci potevamo al massimo mangiare un paio di pizze.

A lui, un contratto con Mondadori gli avrebbe sicuramente cambiato la vita, a noi ce l’avrebbe letteralmente stravolta.

Però, anche se a malincuore, pensammo che sì, aveva fatto bene.

Mario rifiutò perché -- se anche gli avessero lasciato piena libertà di espressione, come promettevano -- avrebbe comunque perso di credibilità nei confronti dei lettori.

Mario rifiutò perché, dopo tanti anni, tanti discorsi e tante lotte, avrebbe perso di credibilità, prima di tutto, nei confronti di sé stesso.

Insomma, siamo uomini o merde?

E, badate, dalle porte non c’erano (e non sono mai arrivate) altre offerte da parte di nessuno.

Tanti che dicono di combattere Berlusconi, dalle pagine dei libri pubblicati dalla sua casa editrice (o da quelle dei suoi giornali o dagli schermi delle sue televisioni) se volessero cambiare, avrebbero decine di offerte da parte di altri editori disposti a farsi in 4 pur di poterli pubblicare (i vari Lucarelli, Camilleri, Scalfari, Augias, Saviano, etc…).

Mario Cardinali aveva solo Mario Cardinali Editore.

Nel mondo dei tanti che dicono di essere contro Berlusconi e il suo giro di affari, Mario Cardinali può camminare a testa alta perché non ne fa parte, di quel giro di affari.

E non perché è stato cacciato (come tanti che su questo hanno costruito le proprie fortune) ma perché, pur pagato a peso d’oro, non ha mai voluto entrarci.

E noi pensiamo che tanta ostilità nei confronti del Vernacoliere, soprattutto da certi ambienti della sinistra più che da destra, sia dovuta principalmente a questo motivo.

Il gesto di Mario mette tanti tromboni spaccascurregge, della satira (ma non solo) di fronte alla propria mediocrità di uomini.

Ecco, noi siamo cresciuti con l’esempio di quest’uomo e un po’ della luce derivante dal suo gesto, del suo pensiero, delle sue azioni, anche se riflessa, illumina anche noi.

Anche se (per) adesso percorriamo strade diverse, riconosciamo il valore che ha avuto il collaborare per tanti anni con una persona come Mario Cardinali e, anche per quel gesto ma non solo, oggi lo ringraziamo.

Grazie Mario.

P.S. Ah, questo non è un elogio funebre, eh? Mario è vivo, lucido, incazzato e sicuramente leggendo questo pezzo si starà toccando le palle e ci starà mandando a stroncarcelo nel culo.

06 agosto 2010

Quando Caliendo è il sol


Don Zauker
E così il buon Caliendo non è stato sfiduciato.

Grazie ai cosiddetti finiani, che si sono astenuti.

D’altra parte, da chi fino a ieri è stato parte integrante e protagonista di tutti i governi Berlusconi non c’era certo da aspettarsi qualcosa di diverso.

Grazie anche all‘UDC, che si è astenuto.

Vabbè, l’UDC. C’è ancora qualcuno che ha voglia di spendere parole sull’UDC? Dai, su.

Ma – e qui vogliamo posare la nostra attenzione – anche grazie all’astensione di quei giuggioloni dell’API di Francesco Rutelli.

Cioè, grazie all’astensione del partiticchio di quello che era stato scelto come candidato premier per il centrosinistra, nelle elezioni del 2001. Quello che per tre anni ha tirato la carretta, mangiando pane e cicoria, ma soprattutto rompendo parecchio, ma parecchio i coglioni!

Bene, ora che ha potuto fondare il suo movimento con tanto di inno ufficiale, il mite Cicoria, alla prima occasione, ha potuto portare il suo aiuto all’amico Silvio. Sperando che questo un giorno ricambi, magari prendendolo con sé.

Magari…

07 maggio 2010