Il Presidente Napolitano: «Rispettare il Tricolore è un dovere per chi ha ruoli di governo»

31 dicembre 2010

Bomboclat

Un altro anno è finito....
.... ci vediamo nel 2011!!!

29 dicembre 2010

Gomorra

Dopo aver visto il film di Matteo Garrone, tratto dal libro di Roberto Saviano, ho letto Gomorra e ne sono rimasto piacevolmente colpito.
Il libro era sulla mensola a prendere polvere da ormai 3 anni e non lo leggevo perché ero un po' prevenuto.
Pensavo che fosse il solito compendio di atti giudiziari che vanno tanto di moda e invece Saviano si è rivelato un ottimo scrittore di romanzi.
Il romanzo ha ritmo e si legge con interesse crescente, insomma è un'opera che non può mancare in libreria.
Corleone, in confronto a Casal di Principe, è una città progettata da Walt Disney.

28 dicembre 2010

La cadrega prima di tutto



Con questo discorsetto prenatalizio (dai contenuti Cicchittiani) la consigliera provinciale Maria Maddalena Scognamiglio lascia l'Idv per passare al Pdl.
Naturalmente, la signora, non si dimette per il bene dell'Italia vittima della crisi economica; a nulla son valse le richieste di dimissioni da parte degli esponenti dell'Idv locale e regionale.
Lei non si ritrova più nei valori del partito in cui è stata eletta mentre noi elettori abbiamo un consigliere in meno in una giunta provinciale già saldamente in mano alla destra.
Forse c'è una questione morale nell'Idv considerando i numerosi voltagabbana, più probabilmente c'è il potere d'acquisto da parte della destra che è (ancora) enorme.

27 dicembre 2010

Opposizione 2010, la classifica.

Un anno è quasi finito; vediamo chi ha avuto un ruolo decisivo nel contrastare questo governo oppure, nello specifico, Berlusconi:
  • L'Idv, con alcuni suoi parlamentari o europarlamentari, ha ben figurato: Barbato, Donadi, Sonia Alfano, de Magistris e DiPietro si sono distinti per la tenacia.
  • L'Udc che non  ha ceduto alle lusinghe di Berlusconi .
  • I giovani del Pd come Sarubbi, Civati e la Serracchiani sono riusciti a emergere grazie anche al terzismo dei dirigenti del partito.
  • Vendola e il Sel che hanno tracciato l'unica strada percorribile per sconfiggere la destra.
  • Il Fatto Quotidiano, vera spina nel fianco per i berlusconiani.
  • Leonardo che ha risposto per le rime al presidente per poi allenare l'Inter come ultimo dispetto.
  • Wikileaks che ha messo a nudo l'immagine del Premier all'estero.
  • I blogger, come Wil NonLeggerlo o altri, capaci di mettere in ridicolo la stampa filogovernativa.
  • Linea Notte e Mannoni, l'unico telegiornale completo e imparziale con un anchorman ormai pronto per dirigere il Tg della rete ammiraglia.
  • Vieni Via Con Me, format di successo in contrapposizione dei valori berlusconiani.
  • Le manifestazioni degli studenti, cocciuti e testardi nel cercare la piazza come palcoscenico per le loro istanze.
  • Murdoch con Sky, aggressivo nel salvalguardare i propri interessi.
  • La Pm Fiorillo del caso Ruby.
  • Piero Pelù e i Litfiba durante il concerto in Sicilia.
  • #mpietropoli con le citazioni di Berlusconi su Twitter durante un convegno.
  • I sindacati delle forze dell'ordine davanti alla villa di Arcore.
  • Internet, fobia del Premier.
  • Monicelli e la sua storia.
  • Sabina Guzzanti con il film Draquila.
  • Milena Gabbanelli con Report e le inchieste sulle case di Antigua.
  • ...

25 dicembre 2010

Il Falco tenta l'evasione

L'«invasore pro-Cassano» scappa da Abu Dhabi. Preso sulla nave: ora rischia - Corriere della Sera
MILANO - Mario Ferri, detto «Falco», di cui si sono viste molte «imprese» durante le partite di calcio, specie della Nazionale - invadeva pacificamente il campo con magliette di Superman inneggianti a Cassano - ha tentato di lasciare gli Emirati Arabi Uniti clandestinamente a bordo di una nave da crociera, ma è stato scoperto e bloccato dalla polizia. Gli è stato ritirato il passaporto e ora rischia un processo e una condanna.
INVASIONE - Ferri era in attesa di giudizio ad Abu Dhabi in seguito all'irruzione in campo lo scorso 18 dicembre durante la finale del Mondiale per club vinta dall'Inter contro il Mazembe ad Abu Dhabi, in cui il giovane abruzzese aveva fatto un rapido giro di campo con una maglia dedicata alla donna iraniana che rischia al lapidazione per adulterio (la sua maglia recava la scritta: «Sakineh free», Sakineh libera). Tra l'altro, «Falco» aveva preannunciato con un video inserito nel suo profilo Facebook l'intenzione di imbarcarsi clandestinamente nella stiva bagagli su una nave della Costa Crociere ormeggiata nel porto di Dubai. Dopo l'ultima invasione il 23enne di Montesilvano (Pescara) era stato arrestato e aveva trascorso un giorno in carcere «legato mani e piedi», come ha lui stesso raccontato alla stampa. Ferri è stato però fermato a bordo dell'imbarcazione e riportato a terra, per essere interrogato e trattenuto (tutta la notte) negli uffici della polizia portuale. Si è giustificato dicendo che voleva soltanto visitare la nave, che la sera di Natale era ormeggiata in porto durante una crociera con tappe in Oman, Yemen ed Egitto. Ferri è stato riportato ad Abu Dhabi, dove non potrà lasciare l'albergo in cui alloggia fino al processo, che dovrebbe svolgersi la prossima settimana.
«AIUTO» - «Ho conosciuto una famiglia di italiani che è sulla nave», spiegava Ferri nel video, «e cercherò di imbarcarmi, anche se ci vuole il passaporto. Devo tornare in Italia prima di Capodanno perché qui si va per le lunghe. Spero che non mi becchino, altrimenti sono in un mare di guai». Nel video Ferri parla anche della sua protesta nei confronti dell'Italia - a Montesilvano è agli arresti domiciliari: «Quando tornerò avrò problemi, non mi farò beccare dalla polizia». «Dopo l'invasione di campo di Abu Dhabi, ho deciso di smettere e di non ripetere più atti di questo tipo», aveva in precedenza raccontato all'Adnkronos. Ferri chiedeva un intervento dell'ambasciata italiana «perché temo che se questa attesa si protrarrà molto finirò i miei soldi e non saprò come vivere in questo Paese. Ho chiesto anche aiuto al mio agente, Lele Mora, il quale si è messo subito a disposizione e sta facendo il possibile. Chiedo infatti solo di ritornare in patria». La rigidità del sistema giudiziario degli Emirati ha sorpreso Ferri, che non si aspettava «un simile trattamento».

24 dicembre 2010

Wikileaks: D'Alema salva Berlusconi anche all'estero.

Perché Berlusconi ha, nonostante tutto, una reputazione così alta presso la Casa Bianca ?
Non bastano le migliaia di soldati spediti in Iraq e Afghanistan oppure la fumosa lotta al terrorismo internazionale per spiegare l'alta considerazione di cui gode oltreoceano.
Ultimamante gli Usa si chiedono quale sia la ragione di un'amicizia così stretta tra Putin e Berlusconi e altri dittatori però sembrerebbe che non affondino mai il coltello come invece fanno con altri Capi di Stato ambigui.
Finchè Berlusconi sarà visto come un baluardo della lotta anticomunista (sic) e vittima in patria dei magistrati rossi che lo perseguitano la sua reputazione sarà sempre alta grazie alle sue doti da yes man con i vari presidenti americani.
Tutto questo è anche merito del mitico D'Alema e delle sue chiacchierate con l'ambasciatore Spogli in cui spiega che la magistratuta è un grosso problema per lo Stato italiano.
D'Alema nega però, in quel periodo, non infierì mai contro Berlusconi per le vicende giudiziarie perché si doveva batterlo politicamente e possibilmente senza l'antiberlusconismo militante mentre, ora, chiede una coalizione con il terzo polo in nome di cosa se non dell'antiberlusconismo visto che fare un programma politico, condiviso da Udc e Fli, pare impresa impossibile?

23 dicembre 2010

Milano-Antigua

Ogni promessa è debito.
Il sindaco Letizia Moratti è riuscita a tenere fede al suo accordo con il premier di Antigua Spencer stipulato per raccattare i voti necessari all'assegnazione dell'Expo 2015, e così dopo il fallimento della compagnia area Livingston ecco che spunta la Press Tours che offre il volo diretto da Malpensa con destinazione Antigua.
E' partito ieri 20 dicembre il volo inaugurale di Blue Panorama per Antigua, operativo tutti i lunedì fino a maggio dell'anno prossimo per conto di Press Tours. "Il mercato italiano è sempre stato in espansione per Antigua e Barbuda, con oltre 6mila visitatori all'anno", ha fatto sapere Hilary Modeste, direttrice della sede londinese dell'Ente, ricordando come i colloqui con Press Tours fossero partiti già da qualche tempo quest'anno, anche in seguito alla questione Livingston
Certo che noi milanesi abbiamo  un sindaco  parecchio strano, si ricorda delle vecchie promesse fatte a un Paese lontano come Antigua ma si scorda degli impegni presi in consiglio comunale con i Rom  residenti a Milano. Eppure, con un patrimonio di 2.600 case sfitte e inutilizzate, non dovrebbe essere difficile per il Comune di Milano poter sistemare in 25 case fuori graduatoria  altrettante famiglie Rom che uscirebbero così dal giro vorticoso campi abusivi / sgomberi.


 Backlink: Antigua

22 dicembre 2010

Wikileaks: Allen Stanford, un incrocio tra Madoff e Berlusconi sull'isola di Antigua.

Wikileaks riporta alla luce la storia di Allen Stanford, tycoon texano e pirata della finanza caraibica offshore, finito in carcere per aver riprodotto, pure lui come il celebre Madoff, lo schema Ponzi, metodo finanziario per truffare i clienti, guadagnondoci svariati miliardi di dollari.
Non c'è pace per il povero galeotto che giusto poche settimane fa ha subito un pesante pestaggio in cella, ma non c'è pace neanche per la piccola isola di Antigua.
Son proprio 2 cablogrammi, datati 2006 e 2009, scritti dall'ambasciatore americano dell'isola caraibica a descrivere l'ascesa di questo spregiudicato banchiere che rischiò di far fallire l'isola. Nel 2009 l'isola, paradiso offshore, dovette  richiedere un prestito in quanto la banca di Stanford (Stanford International Bank) con una filiale ad Antigua fallì portando l'isola sull'orlo di una grave crisi.
Sir Allen Stanford (il titolo di cavaliere gli venne dato dal presidente dell'isola) usò l'isola di Antigua come base per i suoi affari che furono svariati: costruì uno stadio per il cricket, organizzò tornei internazionali con tanto di una sua squadra privata, realizzò un villaggio turistico a Guaiana Island (pochi km a nord di Nonsuchbay, dove ha la casa Berlusconi), aprì una banca con 3 filiali, divenne editore di una testata giornalistica e inoltre voleva ampliare la sua compagnia aerea con nuove rotte nell'America Centrale e nei Caraibi.
Una commistione di affari privati, sport e cemento che a noi italiani ricorda tanto il nostro caro Premier, infatti il commento già nel 2006 (3 anni prima dell'arresto del miliardario) non era positivo:
...(Note: Allen Stanford is a controversial Texan billionaire who has made significant investments in offshore finance, aviation, and property development in Antigua and throughout the region. His companies are rumored to engage in bribery, money laundering, and political manipulation. End Note.)...
(...)¶7. (C) Embassy officers do not reach out to Stanford because of the allegations of bribery and money laundering. The Ambassador managed to stay out of any one-on-one photos with Stanford during the breakfast. For his part, Stanford said he preferred to conduct his business without contacting the Embassy, resolving any investment disputes directly with local governments. It is whispered in the region that Stanford facilitates resolution with significant cash contributions.
Nel cablogramma datato febbraio 2009 invece viene spiegato come il crack finanziario di Stanford abbia devastato l'economia e la politica dell'isola in quanto la chiusura delle sue banche e delle sua aziende aveva mandato suol lastrico molte famiglie e gli unici due partiti dell'isola erano coinvolti direttamente con l'ascesa e la disgrazia di questo personaggio; l'Upp, il partito che governa del famoso Spencer (quello delle strette di mano alla Moratti e che voleva ridenominare Nonsuchbay in President Bay in onore del nostro premier) lo fece cavaliere mentre il partito Ulp lo accolse a braccia aperte quando era al governo all'inizio degli anni 2000.
Backlink: Antigua

21 dicembre 2010

Assange e OkCupid

Scoperto il profilo di Assange.
Ebbene, il nostro novello 007, si firmava con il nickname Harry Harrison (noto autore di romanzi di fantascienza) in un celebre sito d'incontri denominato OkCupid.
La cosa buffa è che, a differenza di tanti che si spacciano per quello che non sono su questo tipo di  siti, il nostro Assange si è descritto per quello che è:
My self-summary WARNING: Want a regular, down to earth guy? Keep moving. I am not the droid you're looking for. Save us both while you still can.
Passionate, and often pig headed activist intellectual seeks siren for love affair, children and occasional criminal conspiracy.
Such a woman should spirited and playful, of high intelligence, though not necessarily formally educated, have spunk, class & inner strength and be able to think strategically about the world and the people she cares about.
I like women from countries that have sustained political turmoil. Western culture seems to forge women that are valueless and inane. OK. Not only women!
Although I am pretty intellectually and physically pugnacious I am very protective of women and children.

What i'm doing with my life
Directing a consuming, dangerous human rights project which is, as you might expect, male dominated. Variously professionally involved in international journalism/books, documentaries, cryptography, intelligence agencies, civil rights, political activism, white collar crime and the internet. Formal background in neuroscience, mathematics, physics and philosophy.
 I spend a lot of time thinking about
Changing the world through passion, inspiration and trickery. Travel (33 countries). Structure of reality. Birth and death of the universe (physics background) Ontology. Chopping up human brains (neuroscience background). 

20 dicembre 2010

Wikileaks: il metodo Impregilo

Anche Impregilo nei cable di Wikileaks-Giornalettismo.com
Americani e governanti di Panama accusano la multinazionale italiana di incapacità e di ritardi. Ed ecco com'è andato l’appalto per l’allargamento del Canale
Come sappiamo Impregilo è una multinazionale italiana nel settore delle costruzioni; è attualmente leader nella realizzazione di infrastrutture per il trasporto (costruzioni ferroviarie), per il ciclo di trattamento delle acque reflue e dissalatori e nelle opere per l’ambiente. Il gruppo è il primo general contractor italiano nel settore delle grandi opere. Quello che forse meno sappiamo è che il suo nome figura anche nei cablogrammi di Wikileaks. Non per il Ponte di Messina o per la vicenda dei rifiuti in Campania, quanto per l’allagamento del Canale di Panama.

CHE CI DICE WIKILEAKS?Da un cable dell’Ambasciata americana a Panama City, si viene a sapere che “Alti funzionari del GOP (il partito Repubblicano) hanno espresso dubbi all’Ambasciata e ai membri di una delegazione in visita al Congresso degli Stati Uniti sulla capacità del Consorzio GUPC guidato da aziende spagnole e italiane come la Sacyr e l’Impregilo ad effettuare il lavoro sulla espansione del Canale di Panama”  . Business are Business, e Panama sta tanto a cuore agli americani, perché l’appalto è andato agli”amici” spagnoli e italiani? Risponderemo successivamente in questo articolo, sempre facendo riferimento ai cable trafugati dal network di Assange. In un altro passo dello stesso documento diplomatico si legge: In “Un pranzo del 29 dicembre con l’Ambasciatore, il Vice Presidente e Ministro degli Esteri (di Panama) Juan Carlos Varela ha espresso grave preoccupazioni circa il GUPC, sollevando l’argomento in modo drammatico, -Il progetto di espansione del Canale è un disastro-” ha detto. “Egli descrive le imprese che stanno conducendo il consorzio come in gravi difficoltà finanziarie e ha espresso il suo sgomento circa il fatto che le stesse società che non possono fare il Canale di espansione, stanno ora cercando di vincere la gara per il progetto della Metro della Città di Panama" (ndp gara d'appalto poi persa). ”In due o tre anni”, ha continuato, “è ovvio, questo sarà tutto un fallimento”. Separatamente, Varela ha detto al DCM, “Tu non scherzare su questa cosa. Quando uno degli offerenti fa un offerta che è un miliardo di dollari al di sotto del concorrente, allora c’è qualcosa di seriamente sbagliato. Naturalmente spero per il meglio, ma ho paura che l’amministratore del Canale, Alberto (Alberto Aleman) ha commesso un grosso errore”. Sì, insomma, Impregilo conosce bene la nostra “tecnica” del massimo ribasso.
DUBBI SULLA QUALITA’ DI IMPREGILO – In un precedente cablogramma emergono tutti i dubbi sulla “Qualità dell’offerta” all’atto dell’aggiudicazione dell’appalto. “La relazione dei prezzi allegata alle offertem approssimativamente traccia la qualità. Secondo i membri dei consorzi, sia Bechtel e ACS hanno fatto offerte che “iniziano con un 4″ – che significa oltre 4 miliardi di dollari. Il 21 aprile Sacyr, tramite il socio del consorzio Impregilo, fanno sapere fonti di stampa, ha offerto 3.7 miliardi di dollari e dichiarato di avere il prezzo più basso. A seconda della accuratezza dei dati sui prezzi trapelati, il punteggio di Sacyr’s potrebbe essere significativamente migliore di quello di Bechtel e ACS. [...] Impregilo di recente ha rotto le regole di offerta di nuovo, dichiarando che il consorzio guidato da Sacyr ha il più alto punteggio [...] Il PostSenior Commercial Officer riferisce che nel corso di un incontro, un alto funzionario di ACP accidentalmente ha dichiarato che la loro offerta massima è 3,62 miliardi dollari”. E ancora: “In sostanza, l’ACP ha creato un processo trasparente e ora – a causa di una rigida aderenza a tale processo – possono scegliere un consorzio che fornisce il “best value” (l’offerta migliore) sulla carta, ma potrebbero non essere in grado di completare il progetto”. In sostanza, Impregilo non avrebbe le capacità e le qualità necessarie per portare a compimento l’opera. Questa è l’accusa dei panamensi e sostenuta dagli americani. Il solito italian job?
Articolo di Pietro Salvato
Qui, qui, qui e qui i cablegate in ordine cronologico .

19 dicembre 2010

Letture Italiane.

Non capisco come Benedetta Parodi («Cotto e mangiato») possa aver scritto un libro. Non mi sorprende però che sia il primo nelle classifiche dei libri più venduti. Di cosa ci lamentiamo, in Italia?
Dopo aver letto l'articolo di Grasso vado a vedere l'ultima classifica Ibs dei libri più venduti e trovo la Parodi al e al posto con due diversi libri di ricette, al la Clerici con un altro libro di ricette.
Quindi, nel 2010, in Italia al posto di consultare la miriade di ricette che sono reperibili gratuitamente nel web la gente preferisce comprare questi libri, a questo punto era meglio vedere Vespa in cima alla classifica come di solito capita in questo periodo dell'anno.

18 dicembre 2010

Cosa deve fare il Pd

Da finissimo politologo quale sono dico no alla proposta di Bersani.
L'alleanza con il terzo polo non è la strada da percorrere. Come può l'elettore medio del PD votare una coalizione composta da fascisti e ultracattolici ?
Bisogna ripercorre la strada del successo e cioè quella dell'Ulivo.
Alcuni dicono che i Turigliatto e i Rossi fecero cadere il governo però è solo una parte della verità. Oltre a loro c'erano anche i Mastella e i De Gregorio mentre nell'attuale legislatura abbiamo avuto i Cesario e i Calearo provenienti dal PD.
Bisogna anche ricordare che nel 2006 ci fu  il nastro Fassino-Consorte a contribuire nella risalita della Cdl, quel nastro fu l'intercettazione più illegale della storia italiana; nel 2007 invece cominciò il mercato delle vacche berlusconiano con regalie e favori alle fidanzate dei politici (il caso Saccà) per convincergli a votare contro Prodi.
Civati dice d'estendere le primarie pure per scegliere i parlamentari, a me sembra una grande proposta.
Si dice che il PD non rappresenti più i cattolici moderati, basta rifondare la Margherita lasciando però il logo del PD così com'è (il nome Partito Democratico raccoglie molti consensi).
Quindi ci vuole un nuovo Ulivo che con un patto elettorale di governo non ripeta gli errori del passato, la coalizione dovrebbe comprendere l'Idv, il SEL, i Socialisti, i Verdi, i Radicali, i moderati, i pensionati e la federazione comunista.
Così si può vincere, o almeno si perde con dignità.

17 dicembre 2010

Ecco la soluzione per i parlamentari traditori

Il parlamento del Venezuela ha approvato ieri in prima lettura un emendamento alla legge sui partiti che impedisce ai deputati e ai governanti, eletti dal voto popolare, di cambiare partito. Una pratica non solo italiana.
Il nuovo articolo definisce "condotta fraudolenta" l'azione dei deputati che decidono di "compiere contestazioni al governo in carica passando a un altro schieramento politico nonostante fossero stati eletti dal popolo e avessero sottoscritto un programma elettorale". 
La pena per coloro che si dedicano a questo tipo di frode è l'allontanamento dalla politica per un massimo di otto anni.
In tempi recenti, l'assetto governativo del parlamento di Caracas è più volte mutato. Nell'attuale legislatura la metà dei deputati al governo sono passati all'opposizione.
Ovviamente Chavez esagera però il problema c'è pure in Italia.
Io come costituzionalista non valgo niente ma comunque un'idea me la sono fatta.
La libertà che hanno i nostri parlamentari, data dalla nostra bellissima Costituzione, è fin troppo calpestata dai singoli che usurpano tale diritto con scelte alquanto dubbie.
Io dico di togliere il diritto di voto per 30-45 giorni a chi dice di voler cambiare partito o di fondarne uno in modo che la scelta sia ben ponderata e non influisca sulle scelte di votazione imminenti.
In questo modo i nuovi partiti come Fli o Api potrebbero nascere senza problemi mentre si evitano i salti della quaglia dell'ultima ora.
Poniamo il caso che un parlamentare voti in maniera difforme dal proprio partito senza dare una giustificazione credibile e sensata, il partito stesso dovrebbe istituire un collegio di probiviri per studiare la questione e in caso di parere negativo si potrebbe espellere il parlamentare per far subentrare il primo dei non eletti.
La libertà d'opinione dei parlamentari è sacrosanta, purtuttavia non si può e non si deve abusare di tale libertà prendendo per il culo gli elettori.
Sicuramente ho scritto delle cavolate ma il problema c'è e deve essere risolto. Affanculo il gruppo misto che non deve proprio esistere.

16 dicembre 2010

Alemanno tra parentopoli e le molotov

Alemanno è in crisi; prima lo scandalo parentopoli (Alemagno) con un migliaio di assunzioni facili in tutti gli enti comunali di Roma ( figli, nipoti, cubiste, amici, segretarie,ex-nazi, ex-fidanzate ecc.), ora i cortei a Roma dove non può più partecipare ma solo assistere inerme ai lanci d'oggetti (Aledanno). Del resto lui era abituato bene:
ALEMANNO E LA MOLOTOV - Un po’ di storia. Nel novembre 1991 - ricordano le agenzie – Alemanno fu arrestato per aver partecipato insieme ad altri quattro componenti del Fronte della Gioventù all’aggressione di uno studente di 23 anni. Nel 1982 venne fermato per aver lanciato una bomba molotov contro l’ambasciata dell’Unione Sovietica a Roma, scontando poi otto mesi di carcere a Rebibbia. Il 29 maggio 1989 fu arrestato, a Nettuno, per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, tentato blocco di corteo ufficiale, lesione ai danni di due poliziotti, in occasione della visita del Presidente degli Stati Uniti d’America Geroge H. W. Bush, al cimitero di guerra americano. Fu scarcerato pochi giorni dopo. Verrà poi prosciolto.(...)
Alemanno si difende sostenendo che  lo scandalo parentopoli è un complotto mediatico ( Delbono a Bologna si è dimesso per molto meno) e oggi grida all'ingiustizia perché il giudice ha scarcerato i ragazzini coinvolti negli scontri, ma tacere è troppo difficile ?

15 dicembre 2010

Alcune cose sul 14 dicembre




  • Bocchino che dice di essere da sempre un sottoposto di Fini, sembrava l'ultimo mohicano.
  • DiPietro che grida "pavido, pavido" a Berlusconi che scappa dall'aula non era male.
  • L'inadeguatezza della guardia di finanza nell'arginare i facinorosi è emblematica: scudi mignon, pistole d'epoca, autoblindo incendiati con facilità e guardie anziane.
  • L'infiltrato, che non è un infiltrato, è stato portato via dai carabinieri con l'autoblindo e il giorno dopo dicono che è ricercato, sparito in 24 ore.
  • Il furgoncino con materiale edile lasciato incustodito nelle vie della manifestazione, l'unico muratore che si fida a lasciare gli attrezzi incustoditi a Roma.
  • I cori da stadio della destra che vince, tristezza per i modi da curva, poi si lamentano dei ragazzini.
  • La notizia della giornata riportata sui giornali stranieri, non si capisce se sono rimasti sbalorditi per quello che è successo fuori o dentro il parlamento.
  • Il Pd........ evanescente.
  • L'Idv, cazzzzzo l'Idv, ma dove minkia li pescano certi personaggi, riportate DeMagistris e Sonia Alfano in Italia.
  • La faccia di Fini a fine giornata, porello che batosta.
  • I sampietrini di Roma, a Milano sono moooooolto più piccoli.
  • Il book bloc senza un libro di Edward Bunker, vista la giornata ci stava a pennello.
  • Quelli che dicono: "sapevo che B. avrebbe avuto la fiducia ma comunque ci speravo che cadesse", anch'io.
  • Guzzanti che vota la sfiducia, cena di natale con i figli senza coltelli.
  • Quelli che dicono: " è una vittoria di Pirro", Pirro vinse contro i romani non contro l'armata brancaleone.

14 dicembre 2010

Wikileaks: Beppe Grillo e Gilioli contro la legge Romani

 Il cablegate redatto dall'ambasciatore Dibble parla della legge Romani, delle limitazioni che il governo vorrebbe attuare e del conflitto d'interesse di Berlusconi che vuole emarginare Murdoch nel settore televisivo.
S'incomincia da Blogspot e YouTube:
¶3. (U) Provisions contained in the bill would make Internet
service providers (ISPs), and hosting sites such as Blogspot
and YouTube, liable for content in the same way a television
station is. In the strictest interpretation of the law, the
sites and ISPs would have to monitor all content on their
sites, content which is uploaded by millions of individual
users. This is widely viewed as impossible both in practical
and economic terms. The Italian Communications Authority
(AGCOM) would be responsible for oversight of the law, and
some have interpreted the bill as requiring government
permission before a video could be uploaded.

Si citano le voci dissidenti come Antonello Busetto e Nicola D'Angelo:
¶4. (C) Antonello Busetto, director of institutional relations
for Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, a
business association representing the interests of IT
companies, said the measure would mean "the death of the
Internet in Italy."
¶5. (U) Italian communications commissioner Nicola D'Angelo
was quoted in the press as saying, "Italy will be the only
Western country in which it is necessary to have prior
government permission to operate this kind of service...This
aspect reveals a democratic risk, regardless of who happens
to be in power." Likewise, AGCOM president Corrado Calabro
has said that Italy would be unique in the West as imposing
Internet restrictions until now only imposed by authoritarian
governments.

Alla fine vengono trascritte anche le posizioni di Beppe Grillo e Gilioli:
Alessandro Gilioli, who writes a blog for the liberal weekly
magazine Espresso wrote "It's the Berlusconi method: Kill
your potential enemies while they are small. That's why
anyone doing Web TV -- even from their attic at home -- must
get ministerial approval and fulfill a host of other
bureaucratic obligations." (...)
¶12. (C) In official statements the government insists the
bill is in no way intended to stifle free speech. Opponents
are vocal and using alarmist language, but outside of telecom
industries their numbers appear to be small. There has been
no visible public outrage, and even Beppe Grillo, a public
personality usually outspoken about government regulation,
especially that involving the Internet, has said very little.

13 dicembre 2010

Adotta un’isola! Antigua, per esempio.

Adotta un’isola! Antigua, per esempio | Ines Tabusso | Il Fatto Quotidiano
“Le relazioni tra i nostri due paesi risalgono a molti anni fa, ma sono diventate ufficiali, credo, nel 1985, quando sono stati instaurati rapporti diplomatici, grazie all’interesse dimostrato dagli italiani, che vogliono visitare Antigua e Barbuda, o anche risiedervi ed investire. Questo l’abbiamo verificato nel corso degli anni ed è motivo di gratitudine. Certo, anche il Primo Ministro italiano ha messo gli occhi su Antigua e Barbuda e si è reso conto, beh, che il paese meritava la sua attenzione e, beh, ha una residenza qui…”.
Così Baldwin Spencer, Primo Ministro di Antigua e Barbuda, ha accolto calorosamente il nuovo ambasciatore italiano che gli ha fatto visita lunedì scorso, per presentargli le sue credenziali.
Spencer continua ad amarci e non perde occasione per gridarlo al mondo, nemmeno quando le sue ripetute testimonianze di affetto potrebbero risultare un po’ imbarazzanti. Non ci sono Report e Gabanelli che tengano, la puntata dedicata agli investimenti di Silvio Berlusconi nell’isola non ha avuto echi spiacevoli e non ha sfiorato i sentimenti di riconoscenza per il nostro paese. Le domande e i dubbi formulati da Report non hanno scalfito la fiducia fondata sui fatti, come la riduzione del debito con l’italiana Sace, e sulle promesse, come i finanziamenti assicurati dal Comune di Milano. Per non parlare dei buoni uffici promessi in occasione della conveniente dilazione del debito di Antigua verso altri 19 paesi, concessa a settembre dai membri del Paris Club.
Chris Walker, alla guida della delegazione del Fondo Monetario Internazionale che, nei giorni dal 10 al 17 novembre ha analizzato la situazione finanziaria di Antigua, ha dato atto alle autorità del governo del successo ottenuto nella ristrutturazione del debito pubblico sia interno che estero. Il debito è ancora alto, ma molto meno dell’anno passato e, grazie alla buona performance, Antigua ha già ricevuto dall’FMI una parte dei finanziamenti promessi.
Dice un comunicato del governo di Antigua che Spencer ha espresso il desiderio di ribadire i già stretti legami con l’Italia e che il nuovo ambasciatore ha manifestato gli stessi sentimenti, condividendo l’aspirazione del nostro governo a rafforzare i rapporti e gli investimenti ad Antigua e Barbuda.
Olivieri è stato Capo dell’Unità Tecnica Centrale della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo. Secondo il quotidiano ‘La Repubblica’, nel febbraio 2003, il suo nome era stato proposto dal ministro Franco Frattini per la posizione di direttore generale (sempre della Cooperazione allo sviluppo del ministero degli Esteri), incarico importante per il controllo nella distribuzione di fondi diretti a vari paesi. Scriveva ‘La Repubblica’, all’epoca, che An ce l’aveva “con il ministro degli Esteri (Frattini, ndr), sospettato dai finiani di “tramare” con Gianni De Michelis per riportare in auge diplomatici legati al Psi” e che “dopo un braccio di ferro nella maggioranza, il governo aveva nominato Giuseppe Deodato”.
Arturo Olivieri era stato invece nominato ambasciatore a Tunisi, a partire dal giugno del 2003.
Dal 26 novembre 2008 fino all’estate scorsa Olivieri è stato alle dirette dipendenze del Direttore Generale per i Paesi delle Americhe con l’incarico di Coordinatore dei rapporti con la Comunità caraibica, il Cariforum e l’Associazione degli Stati caraibici.
Il 28 agosto 2010 il ministero degli Esteri rendeva noto che, a seguito del gradimento del Governo interessato, il consiglio dei Ministri aveva deliberato la nomina di Arturo Olivieri ad Ambasciatore d’Italia a Santo Domingo, capitale della Repubblica Dominicana.
Il 20 settembre 2010 il quotidiano di Santo Domingo Listin Diario scriveva: ”Un documento ufficiale dell’amministrazione della Repubblica di Santa Lucia, nei Caraibi, dimostra che Giancarlo Tulliani (cognato di Gianfranco Fini, ndr) e’ il titolare della Printemps Ltd e della Timara Ltd” (cioè delle due società che avevano acquistato da An l’ormai celeberrimo bilocale di Montecarlo). “El Nacional”, un altro quotidiano di Santo Domingo, pubblicava il documento.
Scriveva ‘Il Fatto Quotidiano’: “Entrambi gli articoli sono targati “Roma”, come se i pezzi provenissero da un corrispondente estero. E l’autore del primo articolo apparso sul quotidiano El Nacional mostra una approfondita conoscenza della politica interna italiana e fornisce precise notizie sulla rottura tra Fini e Berlusconi. Ad esempio i particolari del discorso tenuto a Mirabello con cui Fini ha sancito il definitivo smarcamento dal Pdl. Resta poi un altro dubbio, quanto vale a Santo Domingo uno scoop che coinvolge un politico italiano, per quanto prestigioso, per spingersi a pubblicare la corrispondenza privata tra un ministro e il capo del governo?”
Mistero.
BackLink: Fini-Tulliani, ambasciator non porta pena
                    Antigua

12 dicembre 2010

La scuola secondo la Moratti

Il Fatto Quotidiano » Scuola » La Moratti è già in campagna elettorale Parte dalla scuola. Ma i conti non tornano
La Moratti è già in campagna elettorale. Parte dalla scuola. Ma i conti non tornano
Da giorni le famiglie degli studenti ricevono volantini in cui il sindaco di Milano incensa i risultati ottenuti nel campo dell'istruzione. Peccato che le associazioni raccontino tutta un'altra storia
Quando una campagna elettorale inizia, inizia per tutti. Se ne sono accorte le famiglie degli studenti milanesi, destinatarie di una lettera firmata dal sindaco Letizia Moratti e dal suo assessore alla Scuola, Mariolina Moioli. “Consideriamo la formazione e l’istruzione dei vostri figli una priorità”, si legge nella missiva del Comune. Dal buono libri all’assistenza educativa per gli studenti con disabilità, nel Paese dei tagli e della riforma Gelmini il sindaco di Milano promuove la sua isola felice. Ma le cifre non reggono il confronto con la realtà, e dal mondo della scuola parte il contrattacco.
“Evidentemente non ci considerano capaci di vedere con i nostri occhi”, scrivono i genitori di Chiedoasilo, un coordinamento che dal 1997 si occupa delle scuole dell’infanzia a Milano. “Il buono libri costa al Comune quasi cinque milioni di euro l’anno – scrivono su chiedoasilo.it – quando all’assistenza educativa vanno appena tre milioni e settecentomila euro”. Inoltre la distribuzione del buono avviene indipendentemente dal reddito. Così, spiegano, “anche le famiglie meno abbienti pagano i libri ai ragazzi più fortunati, mentre la metà di quelli che necessitano di assistenza educativa non ricevono alcun supporto”.
La questione più sensibile è però l’assistenza alla disabilità sulla quale pesano i tagli della riforma Gelmini. “Sono 1.550 gli alunni disabili che possono frequentare la scuola con garanzia di essere assistiti”, scrivono Moratti e Moioli. “È una vergogna”, ribatte Marco Marzano, insegnante e responsabile del sostegno alla scuola elemntare Ferrante Aporti di Milano. “Quest’anno la scuola ha richiesto 112 ore per gli educatori – racconta – ma il Comune ne finanzierà soltanto 20”. L’istituto, come avviene in molti casi, si è rivolto ai genitori. “Con l’aiuto delle famiglie garantiremo altre dieci ore – spiega – ma la situazione rimane gravissima. Solo sei alunni, su quattordici aventi diritto, potranno essere seguiti”. Conti alla mano, oltre duecento genitori hanno sottoscritto una lettera per rispondere alla Moratti, ricordandole che, nel frattempo, “le rette sono aumentate di quasi il 50% per le mense”.
Testimoni di questa emorragia sono gli sterssi educatori. Come Alberto Vacchi, 31enne che veleggia verso la seconda laurea. Alberto lavora come educatore con un contratto a termine e a tempo parziale. “Durante l’anno 2009/2010 – racconta – ho subito una riduzione progressiva delle ore settimanali. Delle ventisette iniziali, a febbraio ne restavano sei. A maggio mi sono dimesso”. Dal comune non erano arrivati i fondi per il secondo semestre, e la scuola è stata costretta a ridurre il lavoro degli educatori. “Dopo quattro anni di lavoro – conclude Vacchi – il bambino che seguivo si è visto sottrarre un’importante figura di riferimento”.
“Il danno è enorme”. Ne è convinta Antonella Lo Consolo, genitore e attivista dell’associazione Rete Scuole. Il punto è fondamentale: “A fronte di un aumento degli studenti disabili, i fondi stanziati dal comune di Milano sono sempre gli stessi. Così facendo il servizio copre appena i casi più gravi, abbandonando gli altri e pesando sulle famiglie”.
Ma c’è di più e anche di peggio. Nella lettera del comune, sindaco e assessore vantano anche “il trasporto personalizzato e l’accompagnamento alla terapia”. “È un loro dovere previsto dalla legge, non una concessione della Moratti”, spiega ancora Marco Marzano. “Peccato che nessun alunno della nostra scuola goda di questo servizio. Qui da noi pulmini del comune non si sono mai visti. È tutto sulle spalle delle famiglie”. E le repliche non mancano anche sul versante dell’edilizia scolastica, che fino alle medie è di competenza comunale. “Ogni anno l’amministrazione programma, per gli stessi edifici, urgenti ristrutturazioni – spiega Alberto Forni del coordinamento genitori Unacrepaincomune – e puntualmente si finisce per non finanziare i lavori. La cosa si ripete da dieci anni”.
Insomma, al vaglio di insegnanti, educatori e genitori, la scuola milanese si mostra per quella che è. Il quadro dipinto dalla Moratti crolla, cifra dopo cifra. E se il comune emana un bando per destinare cinque milioni alle famiglie in difficoltà, si scopre che alla fine i fondi assegnati non superano i due milioni.
C’è il timore che la campagna elettorale porti con sé altri spot e imbiancature di facciata. Ma il mondo della scuola appare più coeso e organizzato. A Milano i coordinamenti si moltiplicano e fanno rete. Una rete con la quale la politica rischia di dover fare i conti, anche in campagna elettorale.

10 dicembre 2010

Berlusconi senatore a vita? Mica male… 

Berlusconi senatore a vita? Mica male… | Gad Lerner
Niente male l’idea di Rino Formica (sul “Foglio” di oggi) per garantire un salvacondotto a Berlusconi, e farlo uscire dalla politica attiva con gli onori e le protezioni che il Cav pretende per schiodare. Giorgio Napolitano potrebbe nominarlo senatore a vita. Così smetterebbe di incombere su di noi la minaccia di un Berlusconi eletto presidente della Repubblica, evenienza improbabile ma se permettete anche insopportabile. Tutto sommato il Berlusca senatore a vita potrebbe anche starci, che ne dite? Purchè si accomodi…
Questa è l'unica soluzione possibile per levarcelo dalle palle.
La via giudiziaria è  fallita perché Berlusconi è stato più bravo: ha comprato i giudici, si è fatto le leggi ad personam, ha depenalizzato i reati in cui era coinvolto, ha denigrato i testimoni scomodi, ha fatto pressioni sulla corte costituzionale, ha portato in parlamento uno stuolo di avvocati e il  ministro della giustizia odierno pensa solo a come salvare il culo al Premier, chapeau.
Meglio farlo senatore a vita come Andreotti, un ruolo da comprimario per salvarlo dai processi e per salvare l'Italia da lui.

09 dicembre 2010

Wikileaks: il Nicaragua e le brigate rosse

Dai cablegate provenienti da Managua, in Nicaragua, viene fuori la storia della fuga dei brigatisti rossi nella terra della rivoluzione Sandinista.
Il presidente Ortega ha ammesso di proteggere e di aver dato la cittadinanza a questi fuggiaschi; il caso vuole che Ortega abbia ammesso pure di aver preso soldi dalla Libia di Gheddafi.

¶21. (SBU) Sources: Ortega has publicly admitted many of his
terrorist connections, including the fact that he has
received elections money from the government of Libya. Many
1980s terrorists still live in Nicaragua and have acquiRED
Nicaraguan citizenship (including at least one prominent
member of the Italian RED BRIGADES), Ortega publicly
associated with many of these individuals in Nicaragua
throughout the 1980s.
¶14. (SBU) Sources: Daniel Ortega has publicly admitted many
of his terrorist connections, including the fact that he has
received elections money from the government of Libya. Many
1980s terrorists still live in NICARAGUA and have acquiRED

NICARAGUAn citizenship (including at least one prominent
member of the Italian RED Brigades). Daniel Ortega publicly
associated with many of these individuals in NICARAGUA
throughout the 1980s.
Qui la notizia ripresa da Giornalettismo.com

08 dicembre 2010

Il Comunismo latente è il Comunismo vincente

Il comunismo non è morto.
Il comunismo ha vinto.
La strategia vincente dei compagni finti liberal-capitalisti sta risultando vincente e le sorti del terzo millennio si stanno tinteggiando di un rosso rivoluzionario.
Il Governo italiano è la punta di diamante (che sarà presto sostituito con il rubino) del comunismo 3.0.
Il compagno Berlusconi ha cacciato il fascista Fini dal più grande partito d'Italia coordinato dal comunista di ferro  Bondi e da altri compagni infiltrati nel partito.
L'alleato di ferro Bossi è un noto comunista con la tessera della F.G.C.I (federazione giovani comunisti italiani) che ha inserito come Ministro dell'Interno il mitico compagno Maroni di fede stalinista mentre il Ministro dell'Economia è il noto noglobal Tremonti.
Il presidente Napolitano finge di litigare con chi è al governo ma naturalmente la sua è una tattica per tener nascosto il piano rivoluzionario.
I cablegate di WikiLeaks rivelano come gli Usa siano preoccupati dai governi rossi del Brasile, Venezuela, Nicaragua, Italia, Grecia, Libia, Tunisia, Corea del Nord, Cina, Bolivia, Ecuador, Iran, Spagna, Vietnam, Tahilandia, Cuba, Myanmar, Eritrea, Russia  e Paesi satelliti come Bielorussia, Ucraina, Kazakhstan, Moldavia, Lituania ecc.
In Serbia il nipote di Tito sta riunendo i compagni per combattere la deriva fascista che non ha speranza di successo contro la macchina rivoluzionaria rossa.
La lotta è però impari e la debacle americana è evidente.
Il compagno Berlusconi, dileggiato dalla macchina del fango americana, ha riunito i vari capi comunisti per dar vita a una nuova Internazionale che dominerà il mondo con Gheddafi, Chavez, Putin, Lula, Lukashenko e Nazarbayev.
Compagni alzate i pugni al cielo che la vittoria è vicina.

07 dicembre 2010

Albertini meglio di Renzi

Nel giorno in cui Albertini si candida a sindaco di Milano con il terzo polo scopriamo che chi ha problemi di bilancio comunale deve andare ad Arcore con il cappello in mano.

Ricapitoliamo; il sindaco di Firenze, il giovane rottamatore dei vertici del Pd,  va ad Arcore, da Berlusconi, per parlare dei problemi economici della sua città. Renzi, ex presidente della Provincia di Firenze, al posto di discutere dei problemi della città che amministra con l'attuale presidente della Provincia, che è sempre del Pd, oppure con il governatore toscano, anche lui del Pd, o anche con i deputati toscani, sia d'opposizione che di maggioranza, ha preferito incontrare il Premier ad Arcore.
Il rottamatore sostiene che la visita era necessaria in quanto vuole che sia inserita una leggina speciale per la sua città nel decreto milleproroghe.
A parte che l'eventualità che questo governo regga è remota, io mi chiedo che bisogno c'era d'andare ad Arcore che non è certo una sede istituzionale eppoi, forse, era meglio tirare per la giacchetta Tremonti visto che è lui il Ministro dell'economia e non Berlusconi che in questo momento ha, politicamente parlando, un piede nella fossa.
Gli altri sindaci sono andati per caso ad Arcore per reclamare più soldi ? No,quindi l'ideologia non c'entra niente, Renzi si è fatto fregare da B. che così lo ha bruciato.
Qui, qui e qui trovate altre impressioni sul caso.

Meno male che almeno Albertini c'è. Il terzo polo sfida la Moratti a Milano e dopo qualche tentennamento Albertini si candida. Sicuramente Albertini drenerà molti voti alla destra mentre chi è di sinistra non voterà mai Mr. derivati e parcheggi. Se siamo fortunati  ci libereremo anche di chi rema contro a Pisapia nel Pd milanese.

06 dicembre 2010

Oh Bej Oh Bej militarizzati.

La mitica fiera milanese è stata violata e devastata da quel fascista di De Corato.
Lo sceriffo milanese si vanta di aver spostato la fiera in Piazza Castello facendo piazza pulita degli abusivi che si sono dovuti piegare alle richieste di regolarizzazione per poi essere spostati sul cavalcavia Bussa, all'Isola, circa a 15 minuti da Piazza Castello.
Il dedalo di viette che ospitavano la fiera in zona Sant'Ambrogio (ora con i cantieri aperti ma De Corato ha già detto che la fiera non si sposterà più dalla zona del Castello) avevano il pregio di rendere la fiera un vero e proprio suk al riparo dal freddo e dal vento gelido, i profumi dei legni lavorati, del vin brulè e delle caldarroste si mischiavano e la folla che si riversava in questi spazi angusti rendeva la visita alla fiera lenta,  piacevole e calda.
Lo spostamente dei cosiddetti abusivi regolarizzati sul cavalcavia Bussa fa veramente incazzare in quanto non è una soluzione accettabile, anzi, sembra proprio una presa per il culo.
Il cavalcavia Bussa si trova sopra la stazione Garibaldi e a dicembre, naturlamente, si muore dal freddo lì sopra in quanto gelo, vento e ghiaccio la fanno da padrone e inoltre, commercialmente, non ha lo stesso valore di Piazza Castello.
L'ennesimo sfregio di De Corato alla città è andato a segno,i commercianti di Piazza castello, quelli da sempre regolari, sono dubbiosi perché la fiera tende sempre più a essere una boutique a cielo aperto con una calo evidente delle vendite a fronte di permessi sempre più cari.
Manca poco alle elezioni comunali e speriamo di sfrattare il fascista idolo delle "vecchiette" fobiche da Palazzo Marino e che Pisapia ristabilisca le vecchie tradizioni.

05 dicembre 2010

Lettera a Papi Natale

Lettera a Papi Natale » Tempo Reale - Blog - Repubblica.it
Vittorio Zucconi
Letterina a Papi Natale. Per il dopo SB, se e quando e semmai verrà, non voglio più ridere, voglio pensare. Ho riso abbastanza. Non voglio più barzellette, ma verità anche amare. Non voglio più servizi di pentole in offerta speciale, ma polli da cuocervi dentro. Non voglio più clown a colori, ma gente in grigio. Non voglio più ministre di coscia lunga, ma donne con la coscienza lunga. Non voglio più cani che ululano alla luna televisiva, ma pastori tedeschi silenziosi e attenti ai ladri. Non voglio più magliari, ma magliaie. Non voglio più illusioni, ma speranze. Non voglio più mille progetti, ma una sola realizzazione. Non voglio più uomini del destino, ma uomini che mettano i miei figli in condizione di costruirsi un destino. Non voglio più benefattori dal grande cuore, ma imprenditori dalle grandi idee. Non voglio più battibecchi, ma spiegazioni. Non voglio più nipoti di Mubarak con il sedere di fuori, ma figlie di immigrati con il permesso di soggiorno dentro la borsetta. Soprattutto, non voglio più dovermi vergognare di loro. Chiedo troppo?

04 dicembre 2010

Silvio showdown

Ci voleva un nerd australiano per dare la spallata,
speriamo finale, 
a Mr. ghepensimi.

02 dicembre 2010

#nogelmini

Penso proprio che la protesta del book bloc non sia solo contro la riforma Gelmini.
La riforma, come ogni riforma, è mutata col passare dei giorni e i pesanti tagli iniziali sono stati in gran parte cancellati, per fortuna.
Però, la riforma, è la goccia che ha fatto traboccare il vaso, unendo tutti: universitari, liceali, professori, maestre, genitori e ricercatori.
Non si può negare che, in questi ultimi anni, la scuola e l'università siano state fortemente  penalizzate o, peggio, dimenticate.
Le scuole pubbliche crollano, le case degli studenti crollano e le tasse aumentano (servizio mensa, scuolabus ecc.). Invece alla scuola privata non viene mai negato niente.
Quindi, le vessazioni che si sono sommate negli ultimi anni, hanno creato questa bellissima e variopinta protesta e gran parte dell'Italia si sente solidale con i manifestanti.

01 dicembre 2010

Mara Carfagna: Entro nel Governo con un pompino..... ed esco con un Bocchino.

by Jawas

MILANO - In un’intervista esclusiva a Novella 2000 , in edicola giovedì, Gabriella Buontempo, moglie di Italo Bocchino, dice la sua sul presunto flirt tra suo marito e il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna: «Tutto quello che è stato scritto e detto su Mara Carfagna e mio marito è solo gossip. E comunque seppure il tradimento ci fosse stato, forse, mio marito ha fatto una scelta» dice. «Un marito in casa non lo trattieni: se vuole andarsene se ne va. Soprattutto se ha un’altra che è più giovane e che chiamano la “ministra più bella del mondo”». E poi, aggiunge con un sorriso, se anche ci fosse stata questa relazione, «più che un problema mio, sarebbe un problema della Carfagna» perché «la ministra delle Pari opportunità si è sempre eletta paladina “non sfascia-famiglie”: se fosse stata con mio marito, sarebbe venuta meno ai suoi principi». Per poi concludere con un commento sibillino sull’annuncio del matrimonio: «Avrà notato anche lei che la Carfagna annuncia le nozze nel giorno in cui ha perso… È tornata da Berlusconi senza avere nulla di quanto chiesto. Non ha vinto. Ha perso. E lo stesso giorno annuncia le nozze. Che coincidenza, no?».
Si ringrazia Il Pacco Quotidiano

Forza Nuova sì, l’Antiracket no

Il Fatto Quotidiano » Blog Cronaca Società » Forza Nuova sì, l’Antiracket no
Dal Blog di Frediano Manzi
Finalmente ci siamo: dopo la Milano da bere, la Milano della moda, La Milano dello shopping, la Milano dell’Expo, la Milano del gioco d’azzardo, finalmente arriva anche la Milano dei neofascisti. Il sindaco Letizia Moratti ha infatti deciso di assegnare ai “fascisti del terzo millennio” di Forza Nuova una sede nel centralissimo Corso Buones Aires.
Grazie Sindaco. La sua decisione darà ancora più lustro alla città. Ma, signor sindaco Mazza di Scopa (definizione di Vittorio Sgarbi), esiste anche un’altra Milano che Lei non conosce. E’ quella delle periferie, dove Lei dice di aggirarsi di notte travestita per non farsi riconoscere, dove la criminalità imperversa, dove migliaia di onesti cittadini vivono ostaggio di delinquenti, boss e spacciatori. Dove, dopo trent’anni di assenza colpevole delle istituzioni e della politica, una piccola associazione come la nostra ha smascherato il racket degli alloggi.
C’era una grandissima urgenza che Lei autorizzasse l’apertura della casa da gioco d’azzardo di piazza Diaz, in una città dove ogni anno 20mila persone finiscono in mano agli usurai. Dove, in via Piero della Francesca, ad ovest della città, c’è il ristorante di un boss della ‘ndrangheta, il latitante Vincenzo Mandalari, capo della cosca di Bollate. O dove i boss mafiosi della famiglia Famà tuttora assegnano gli alloggi popolari del quartiere Corvetto dietro compenso di denaro, sostituendosi all’Aler, l’Istituto milanese delle case popolari.
Avevamo bisogno anche di una sede per i neofascisti e perché no, diamola anche ai Lupi Grigi turchi ed alle Tigri di Arkan, magari in Piazzale Loreto.
Ma per favore non diamola all’associazione antiracket, quella proprio non se la merita. Perché assegnarla? La mafia a Milano non esiste, non c’è bisogno neppure della commissione d’inchiesta Antimafia. Lo dice anche il Prefetto, quindici giorni esatti dopo l’arresto in via Marghera di Gaetano Fidanzati.
Quindi perché assegnare una sede all’antiracket? A cosa serve la presenza dell’antimafia dove essa non c’è?
In fondo il paladino della sicurezza c’è già: il nostro beneamato vicesindaco Riccardo De Corato. Pensa lui a tutto. Come quando ha cacciato gli ambulanti dalla Fiera degli Oh bej! Oh bej! O quando ha cacciato i nomadi dai campi rom.
Ecco perché non bisogna dare ad una piccola associazione antiracket una sede. Ma è giusto darla ai militanti neofascisti. In modo che tutti possano sempre ricordare il loro valoroso contributo dato negli ultimi ottant’anni alla nostra storia, tenendoli il più vicino possibile a Piazzale Loreto.

La Sua pregevole decisione riporterà Milano al centro dell’universo, vedrà…

Leggi anche: Sos Racket: “Stop sciopero della fame”. Pd: “Un emendamento per le vittime di usura”

Ciao Mario....

Monicelli, il blob: i capolavori in 4 minuti - Video - Repubblica Tv - la Repubblica.it

30 novembre 2010

Vieni Via Con Me #4

Solo 4 puntate per il format dei record è un delitto.
Ieri sera si sono incrociate emozioni forti e tragedia.
Il racconto della casa degli studenti a L'Aquila, la morte di Monicelli e i monologhi sui bambini dimenticati dagli adulti penso che abbiano provocato a più di una persona un tuffo al cuore tanto da spezzare la voce di chi seguiva il programma.
Mario, cavolo, potevi guardarti l'ultima puntata in nostra compagnia...... 
Il Web è stato un compagno di viaggio fedele di questo programma che continuerà a trasmettere i suoi contenuti e le sue emozioni grazie a internet e ai suoi internauti.
Grazie a MammaRai.

28 novembre 2010

Proteste studenti, Wu Ming: “Senza una nuova narrazione ogni battaglia è persa”

Il Fatto Quotidiano » Terza pagina » Proteste studenti, Wu Ming: “Senza una nuova narrazione ogni battaglia è persa”
Proteste studenti, Wu Ming: “Senza una nuova narrazione ogni battaglia è persa”
I manifestanti che si sono scontrati con le forze dell'ordine avevano degli scudi con sopra impressi i grandi classici del pensiero e della letteratura. Da Moby Dick al Decameron fino a Q. Ilfattoquotidiano.it ha intervistato gli autori del libro
Mercoledì 24 novembre gli studenti in lotta contro la riforma dell’Università hanno assaltato la sede del Senato. Mentre in tutta Italia i ricercatori salivano sui tetti, gli universitari preparavano l’occupazione dei monumenti italiani, negli atenei dilagava la protesta; a Roma, contro i portoni del Senato, gli studenti spingevano scudi di polistirolo con sopra i titoli e gli autori di alcuni grandi classici della letteratura: Elsa Morante, Petronio, Henry Miller, Cervantes, Platone, Luther Blisset. Di tutti questi blasonati maestri del pensiero, gli unici ancora viventi (e soprattutto ancora molto vitali) sono il collettivo Wu Ming (che in cinese mandarino significa senza nome) che nel 1999, con il vecchio pseudonimo collettivo Luther Blisset, aveva scritto il romanzo storico “Q” (pubblicato da Einaudi e tradotto in ben 14 lingue).
“Our novel Q clashes with the Italian pollice”, “il nostro libro Q si è scontrato con la polizia italiana”: questo il messaggio lanciato in quelle ore su Twitter dagli autori.
I Wu Ming sono un gruppo di scrittori da sempre attenti ai movimenti sociali e alla politica “dal basso”. A partire dalle proteste contro la globalizzazione che ebbero il loro battesimo mondiale a Seattle nel 1999 e il loro parziale epilogo nei drammatici giorni del G 8 di Genova nel 2001.
In questo colloquio i Wu Ming riflettono sulle le lotte che si sono intensificate negli ultimi giorni, e dicono: “serve un nuovo racconto. Senza le narrazioni da scambiarsi di sera intorno al fuoco, ogni guerriglia nel deserto è destinata alla sconfitta”.

Gli studenti davanti al Senato si sono fatti fisicamente scudo con alcuni mostri sacri della letteratura e con la Costituzione. I libri contro i portoni delle istituzioni. Wu Ming come interpreta questi simboli contrapposti?
E’ interessante vedere quali classici gli studenti abbiano scelto di portare sugli scudi. Diamo un’occhiata alla testa del corteo. 
Il Decameron di Boccaccio, cioè: storie da raccontare in attesa che termini la pestilenza. 
Il sole nudo di Asimov, cioè la descrizione di un mondo in cui non esiste più contatto umano. 
Moby Dick di Melville, cioè il racconto epico di un’ossessione. 
Don Chisciotte di Cervantes, la storia di un uomo dall’animo nobile e fiero, che però è condizionato da un’ideologia ormai fuori corso, quella cavalleresca. 
Il Satyricon di Petronio, cioè la sapida descrizione del potere crapulone e decadente. 
Tropico del cancro di Miller, cioè l’autofiction, la scandalosa commistione di invenzione e dato biografico. 
Il Che fare? di Lenin, cioè il problema dell’organizzazione. 
Mille piani di Deleuze e Guattari, cioè il tema del nomadismo, della macchina da guerra nomade. Proviamo a riassumere?

Proviamoci.
Nel mondo c’è la peste (Decameron). La peste è l’atomizzazione del legame sociale (Il sole nudo). Chi rifiuta questo stato di cose è spesso preda di un’ossessione che azzoppa l’azione (Moby Dick), cioè l’ossessione per «Lui», Silvio il cetaceo maligno, il berluscocentrismo che condiziona il discorso pubblico. Quest’ossessione diventa un ostacolo ideologico e porta a scagliarsi contro mulini a vento messi lì a bella posta (Don Chisciotte). Il rischio è quello di rimanere ipnotizzati dal racconto indignato di un potere sessuomane e gozzovigliante (Satyricon). Ne usciremo solo se troveremo un nuovo racconto, una nuova auto-narrazione che rompa le consuetudini e in questo mondo appaia come un vero scandalo (oportet ut scandala eveniant, dice la massima latina), contrapposto agli pseudo-scandali del potere mediatico (Tropico del cancro). L’irrompere di un soggetto conflittuale nuovamente unificato sarebbe l’unico, vero, intollerabile scandalo. Da qui il problema dell’organizzazione (Che fare?) e, forse, la necessità di rileggersi Lenin, rigettando quel che c’è da rigettare, ritematizzando quel che si può ritematizzare. Certo, oggi l’organizzazione non può più essere il partito operaio novecentesco, deve tener conto della maggiore mobilità dell’avversario, deve attrezzarsi a combattere in una situazione mutevole, di continua deterritorializzazione (Mille piani). Ma senza le storie, senza le narrazioni da scambiarsi di sera intorno al fuoco, ogni guerriglia nel deserto è destinata alla sconfitta. E così torniamo al primo libro, al Decameron: è grazie alle storie che ci raccontiamo che si evita il contagio della peste.

E la vostra prima opera, che risale ancora a quando vi chiamavate Luther Blisset, cosa ci sta a fare in mezzo a quei classici?
Beh, Q è l’unico libro del «Book Bloc» i cui autori sono ancora viventi. Mica potevano prendere solo dei morti! Diciamo che Q rappresenta il «qui e ora», la necessità di muoversi adesso.

Storicamente siete stati sempre vicini ai movimenti nati in questi ultimi vent’anni. E per molti, Q è il manifesto intellettuale delle battaglie contro la globalizzazione neoliberista sfociate nelle giornate del luglio 2001 a Genova. Le proteste di oggi sono le “solite manifestazioni” di studenti o sono l’espressione di una storia più profonda?
No, non c’è nulla di «solito», la situazione è inusuale, come fu inusuale la fase del 1992-93. Abbiamo la forte impressione che stiano venendo al pettine i nodi di allora. Questo periodo richiama quello, c’è un arco di energia a collegare le due temperie. Ci sono anche personaggi che fanno da ponte, come Massimo Ciancimino, testimone oggi degli inconfessabili accordi di ieri. Siamo in una di quelle situazioni in cui può avvenire l’inimmaginabile. E’ stata soprattutto la crisi a far abbassare la marea di Valium e a scoprire un po’ di relitti mentre sempre più gente si svegliava dalla narcosi. Questi conflitti che attraversano il Paese, queste lotte che scoppiano dappertutto, si svolgono in un contesto peculiare, sono reagenti versati in un paiolo di teste di pipistrello, occhi di rospo e radici di mandragola. Quel paiolo potrebbe scoppiare, o quantomeno creparsi.

Sono ancora le Università e gli studenti soggetti attivi di pensiero critico e di sfida su un piano politico? La cultura, ora più che mai, è rivoluzionaria?
Di certo non è rivoluzionaria l’ignoranza. Uno che andrebbe riletto oggi è don Lorenzo Milani. Ma riletto davvero, e rimesso in gioco, come ha fatto Girolamo De Michele nel suo libro La scuola è di tutti. Sì, la cultura è rivoluzionaria. Ma «cultura» non vuol dire erudizione o nozionismo. «Cultura», sempre per citare don Milani, è saper leggere il contratto dei metalmeccanici.

Q uscì nel 1999. Allora Berlusconi era all’opposizione e aveva governato appena un anno. Adesso secondo molti l’Italia è completamente “berlusconizzata”: l’immagine ha prevalso sulla sostanza, la propaganda sulle idee. E’ davvero così?
Finché non ci si metterà in testa che Berlusconi ha spadroneggiato non per meriti suoi ma per demeriti altrui, non si capirà cos’è successo in questo paese. L’onnipotentizzazione di Berlusconi, la narrazione sconfittista che ha dominato a sinistra, era l’altra faccia della contemplazione ammirata. Era un paradossale «Meno male che Silvio c’è». Sì, meno male che Silvio c’è, così possiamo dare a lui tutta la colpa della nostra incapacità, della nostra insipienza!

Insomma, se B. governa è colpa di questa sinistra che lo ha lasciato fare.
E’ stata la sinistra istituzionale di questo paese, tutta la sinistra istituzionale ai suoi vertici, a tenere Berlusconi dov’è. E anche chi fingeva di opporglisi con un po’ più vigore, in realtà introiettava modelli berlusconiani e li riproponeva in salsa post-modern/radical-kitsch a cazzo di cane. Grida ancora vendetta la campagna di Sansonetti (allora direttore di Liberazione) per la vittoria di Luxuria in un reality merdoso e neo-colonialista. Grida ancora vendetta l’aver chiamato Leo Gullotta, esponente del Bagaglino, a leggere lettere di partigiani al congresso di Rifondazione comunista, pochi giorni dopo la messa in onda di una fiction fascistoide sulle foibe di cui «la signora Leonida» era protagonista.

Nel 2001, “Un altro mondo è possibile” era lo slogan delle mobilitazioni contro il G 8 di Genova. Alla luce di quanto è successo, un “altro mondo” è ancora possibile?
Era più bello l’altro slogan, quello più specifico e contingente: «Voi G8, noi 6 miliardi». Oggi c’è il G20, ma il discorso non cambia. L’altro mondo c’è già, perché c’è un solo mondo, siamo tutti un mondo, e in quel mondo «noi» siamo maggioranza. Dobbiamo solo rendercene conto.