Il Presidente Napolitano: «Rispettare il Tricolore è un dovere per chi ha ruoli di governo»

30 settembre 2010

Lo scandalo travolge Rudolph Francis

stluciastar.com Rick Wayne
For those who fantasized, despite the overwhelming contrary evidence, that not all politicians are suited-up vampires addicted to the blood of naifs, Saint Lucia’s latest fiasco provides yet another eye opener. Here again is indisputable proof that even in environments most holy—and you know I’m talking Vatican country—the political bed bugs remain a major scourge second only to the killer disease hypocrisy.
Remember the Italian MP Ilona Staller, aka La Ciccolina? Of course the blinkered faithful may wish to remind me at this point that no one is perfect, that most politicians, male and female, are prostitutes anyway. But then I hasten to point out that “the small cuddly one” was the first stripper to successfully campaign for a parliamentary seat with her bits on public display.            The big surprise is that in the era of Silvio Berlusconi dirt remains the Italian politician’s main preoccupation—if only as entertainment for the electorate.
By all the news coming out of Italy these days, it would appear the notorious prime minister’s scandalous peccadilloes is ho-hum, yesterday’s headlines. It seems what everyone—especially newspaper baron Berlusconi—wants to read about is the connection between “the third most important figure in Italian politics,” the President of the Chamber of Deputies, Gianfranco Fini, and off-shore companies registered in no-account little Saint Lucia.
Candidly, I have little interest in Berlusconi’s on-going war with his former friend turned harshest critic Gianfranco Fini. Hey, after you’ve covered the Odlum-Louisy leadership struggle, the Hunte-Kenny betrayals, the Compton-Lewis feuds, Mario Michel’s sudden disappearance, everything else is downhill right?
Oh, but I want badly to know how a classified letter related to off-shore companies involving Giafranco Fini ended up in a foreign newspaper and on the Internet? I want to know, too, what might be the fallout from the mysterious leak, confidentiality being at the very heart of the off-shore business. And most important of all, I want to know what the prime minister of this country plans to do about the whole fiasco, bearing in mind the cost to the nation should he be thinking it’ll all blow over by the time Saint Lucians go to the next polls.
The truth is that this latest dingaling is bigger than Stephenson King, bigger than Kenny and Rose Marie Anthony and their political aspirations. Saint Lucia could suffer irrecoverable harm if registered off-shore companies should, at the worst of times, pack up and leave en masse, in the process turning our already handicapped country into an off-shore desert.
Then there are the rumors and speculations that already are spicing up the upcoming Italian elections, among them that the now world-famous letter from our attorney general to his prime minister is an outrageous fake, a dud deliberately planted by supporters of Berlusconi. Several visiting Italian journalists I spoke with over the last three or four days seem convinced there is more to the letter than has been revealed by the government of Saint Lucia. Berlusconi plays one way only, one of the journalists told me, and it ain’t clean. The Italian suspicion is that he may have paid a Saint Lucian co-conspirator for the letter that started the whole scandal.
“And who might that be?” I asked, absolutely perplexed.
“Well, I don’t know for sure,” said the reporter Italiano. “It could be anyone. How honest are your politicians? I am told you have elections coming up in a few months. Your candidates will need money—and Berlusconi is a very rich man. His party is loaded.”
Another journalist was more blunt: “Are your politicians rich? Do some of them have debts, mortgages perhaps, that they have a hard time paying? Any of them known to pass bad checks?”
Might the expressed suspicions be among the reasons the visiting Italians hounded our latest attorney general during their visit. What a horrible spectacle it was even in the by now inured Saint Lucian eye. Imagine what the average Italiano will think of the footage that appeared on Monday’s evening news. At least Berlusconi appears suave in his customized suits, his slicked-back hair and movie-star smile.
His public image suggests he can do whatever he pleases and get away with it, mainly because he is living every red-blooded Italian’s fantasy. On the other hand, our AG, as he appeared on TV this week, was hardly the picture of intelligence and big-city suavity, let alone diplomacy, as he debated the determined Italian reporters outside his office, at least one of them recording the action. If only Doddy had remembered to keep his mouth shut and his Leon Spinks smile to himself!

Anche a Saint Lucia la stampa comincia a domandarsi quali conseguenze negative potrà avere questa fuga di notizie riguardanti le società offshore.
Articolo ironico e pungente che prende di mira il ministro Francis e il nostro Premier, il giornalista fa notare che questa storia rischia di travolgere il governo locale.

Carlo Zighetti libero subito

MILANO - Coltivava nel suo giardino, a Cisliano, piante di marijuana e le faceva essiccare: la polizia lo ha scoperto e arrestato. Nel carcere di Vigevano (Pv) è finito il vicesindaco nonché assessore alla Sanità e alle politiche sociali del Comune di Cisliano (Mi), Carlo Zighetti, 47 anni, di Milano. Nel corso di un'indagine, forse grazie a una «soffiata», i poliziotti si sono recati a Cisliano dove, nell'abitazione di Zighetti e nel giardino, sono stati rinvenuti sei vasi con piante di marijuana alte fino a due metri, rami di pianta messi ad essiccare ed alcuni semi della sostanza stupefacente. Il politico, sostenuto da una lista civica, è stato arrestato per produzione di sostanza stupefacente, e si trova ora in carcere, a disposizione dell'autorità giudiziaria. Ha già presentato le dimissioni da vicesindaco.
Finire in carcere per 6 piante di Ganja è un'infamia.
Tutto per un pugno di fiori secchi.
Davanti alla scuola del comune di Cisliano, la stessa scuola frequentata dai figli dell'assessore, è stato affisso pure un cartello per ricordare a tutti quale reato gravissimo abbia compiuto il pover'uomo. Sciacalli.
Carlo Zighetti libero subito, lui come tutti quelli finiti in carcere per una legge criminale e altamente repressiva e assassina qual è la Fini-Giovanardi.
Assassina perché alcuni ragazzi non riescono a sostenere il peso del carcere e della vergogna arrivando a compiere l'estremo gesto del suicidio,tutto questo per una piantina.

29 settembre 2010

Malpica caraibico e Walfenzao

 Malpica-Il Giornale
Da Lavitola a Tulliani, passando per faccendieri veri o presunti, off-shore a go-go ed email compromettenti. Printemps ltd, Timara ltd, Janom Partners ltd, Jaman Directors ltd, Corporate Management St. Lucia ltd e Corporate Management Nominees, inc. C’è una galassia di società tutte coinvolte più o meno direttamente nell’affaire immobiliare monegasco (e le ultime due attive anche nel controllo di parte del gruppo Atlantis di Corallo). Tutte, manco a dirlo, «battezzate» nell’edificio azzurro dell’Ibc, quello del registro per imprese straniere, qui a Saint Lucia. In comune, queste fiduciarie off-shore hanno anche l’indirizzo (Manoel street, 10) e la società che le ha registrate, la Corporate Agents (St. Lucia), ltd.
In comune, queste fiduciarie off-shore hanno anche l’indirizzo (Manoel street, 10) e la società che le ha registrate, la Corporate Agents (St. Lucia), ltd. Quest’ultima però non c’è nel database dell’Ibc (International business company), poiché è una società «locale». E dunque, i documenti che la riguardano non godono dei privilegi di riservatezza che spettano alle off-shore. Scorrerli riserva qualche sorpresa. Per esempio, non stupisce che a creare la filiale sanluciana della Corpag, il 28 ottobre del 2001, sia stato proprio lo studio legale Gordon&Gordon, forse l’unica attività fisicamente presente, e operativa, nel palazzetto verde al 10 di Manoel street, a due passi dal porto di Castries. Ma il titolare, Michael Gordon, avvocato e giudice, nella Corporate Agents Saint Lucia ha ricoperto solo il ruolo di segretario. Direttore e amministratore, da sempre, è James Walfenzao, che detiene anche l’unica azione, valore 1.000 dollari Usa, della compagnia.
Dunque è l’uomo al cui indirizzo monegasco Giancarlo Tulliani domicilia le bollette, il «proprietario» della società-madrina di tutte le off-shore che si sono rimpallate la casa al 14 di boulevard Princesse Charlotte, nel Principato. Un ruolo più centrale di quello di un semplice consulente. E sempre Walfenzao, come emerge dalla lettera riservata del governo di Saint Lucia, finita pubblicata sul sito web di un quotidiano di Santo Domingo, nel suo ruolo di corrispondente della Corpag Usa da Miami avrebbe cooperato con l’indagine della nazione insulare sull’affaire che coinvolgeva Printemps e Timara, fornendo parte dei documenti che hanno permesso al ministro della Giustizia di Saint Lucia, Rudolph Francis, di scrivere al primo ministro Stephenson King che proprio Tulliani sarebbe il «beneficiario effettivo» delle società che hanno comprato la casa da An per poi affittarla allo stesso «cognato» di Gianfranco Fini.
Ovvio che in questo contesto, l’esistenza della e-mail «annunciata» due sere fa da Valter Lavitola, quella datata 6 agosto in cui proprio Walfenzao scrive a Gordon per manifestare i suoi timori sullo scontro tra Berlusconi e Fini, poiché la sorella del suo cliente ha «un forte legame» con il presidente della Camera, sarebbe qualcosa di molto simile a una conferma univoca e definitiva sull’identità tra fiduciarie e Tulliani. L’email tra i due broker protagonisti della vicenda finora non è uscita dal taschino della camicia di lino blu dove Lavitola ha detto essere custodita. Ma ha già ricevuto una sorta di attestato ufficiale di autenticità. Perché l’editore dell’Avanti, con il suo arrivo a sorpresa in conferenza stampa, lunedì, ha domandato al ministro Francis se il messaggio fosse agli atti dell’indagine, incassando una risposta positiva. Anzi, Francis ha sostenuto che nel fascicolo sul caso vi è un fitto carteggio «elettronico» tra Walfenzao e il titolare dello studio di Manoel street. 
Proprio Lavitola, che ha finito per monopolizzare la conferenza stampa di lunedì del ministro caraibico, prima di lasciare Saint Lucia, sulla veranda dell’Auberge Seraphine di Castries replica al finiano Italo Bocchino, che l’aveva indicato come autore della lettera la cui autenticità è stata invece poi verificata dal governo di Saint Lucia: «Sono stato vittima di fuoco amico», esordisce. «Credo che Italo abbia avuto un momento di esaurimento nervoso. Querelarlo? Prima voglio parlargli», prosegue. Anche perché «io faccio il giornalista – spiega ancora – non il faccendiere. In questa storia c’è un faccendiere, ma è il falso amico di Bocchino». E l’email? «Se dovessi decidere di pubblicarla, non sarà prima del discorso di Berlusconi, per evitare strumentalizzazioni. Comunque per ora non la pubblico perché un poliziotto di Saint Lucia, mia fonte, mi ha sconsigliato di farlo, altrimenti mi arrestano». Il vero scoop, giura Lavitola, è l’altra inchiesta alla quale sta lavorando, che «con questa storia non c’entra». Praticamente è un lancio stampa: uscirà sull’Avanti domani.

Insomma, un giro di gole profonde e avvocati con il rimorso di coscienza per un bilocale. Io mi chiedo quanti soldi sono volati a destra e a manca.

28 settembre 2010

La casa di Montecarlo, le società off-shore e il ruolo di James Walfenzao | Il Fatto Quotidiano

La casa di Montecarlo, le società off-shore e il ruolo di James Walfenzao | Il Fatto Quotidiano

Leo Sisti Il Fatto Quotidiano
Sorride James Walfenzao, il professionista che a Montecarlo ha curato il contratto di compravendita della casa al centro del “Tulliani-Gate”, nel sito del Transnational Taxation Net (Ttn), di cui è presidente. Ora questa Ttn è una vera multinazionale di avvocati e consulenti che sanno come destreggiarsi nelle leggi tributarie e nei codicilli più reconditi di tantissimi paesi, paradisi fiscali inclusi: suoi clienti sono società e privati d’ogni dove. E se Walfenzao, olandese, è illustre membro di un ristretto club di esperti legali internazionali, lo deve a un altro organismo ancora più selettivo, il Corpag, acronimo di Corporate Agents, con uffici nelle aree fiscalmente più riservate del mondo, dove si possono costituire trust, off-shore, fiduciarie e scatole cinesi di vario tipo: dal Principato di Monaco a Cipro, da Aruba ad Anguilla, dalle British Virgin Islands alle Antille Olandesi (Curacao), da Panama a Santa Lucia, isola caraibica delle Antille Britanniche. Dove, ormai, si gioca il duello all’ultimo sangue tra Silvio Berlusconi e il presidente della Camera Gianfranco Fini, cognato di Giancarlo Tulliani, l’affittuario dell’appartamento di Boulevard Princesse Charlotte di Montecarlo: per ora ufficialmente affittuario, ma si discute aspramente se invece non sia anche proprietario.

La Corpag di Santa Lucia è finita sotto inchiesta proprio nel paradiso dei Caraibi. Qui il ministro della Giustizia Rudolph Francis vuol veder chiaro sul suo ruolo monegasco nel “Tulliani-Gate”. Perché a Castries, la capitale, ha la sua centrale operativa la società di James Walfenzao, appunto la Corpag, esattamente al numero 10 di Manoel Street. Un indirizzo destinato a far epoca, almeno in Italia e, ovviamente, nel Principato di Monaco. Infatti l’11 luglio 2008, a Montecarlo, troviamo presente, nello studio del notaio monegasco Paul-Louis Aureglia, non solo il senatore Francesco Pontone, allora tesoriere di Alleanza Nazionale, in rappresentanza di Fini, che vuole vendere il famoso “quartierino”, ma anche l’olandese Walfenzao. E, come si legge nelle 25 pagine del contratto, compare la “Corporate Agents (St.Lucia), agent agrée de Printemps Ltd, domiciliée à 10, Manoel Street, Castries”. Cioè, la “Printemps Ltd”, acquirente per 300 mila euro (tre mesi dopo, in ottobre, la “Printemps Ltd cederà, per 330 mila euro, lo stesso appartamento di Boulevard Charlotte alla “Timara Ltd”, anch’essa gestita dalla Corpag di Santa Lucia, a Manoel Street).

Mister Walfenzao, l’ha scritto per primo “Il Fatto Quotidiano” del 4 agosto, è lo stesso personaggio che, come consulente, presta i suoi servizi per il gruppo “Atlantis” di Francesco Corallo, figlio di Gaetano, legato al boss catanese Nitto Santapaola, titolare di casinò nelle Antille Olandesi e di altre società del gioco. Ebbene Walfenzao, quando è alla guida della Transnational Taxation Net (Ttn), organizza conferenze annuali su temi fiscali. Il 29 settembre del 2009, a Praga, ce n’è stata una dal titolo: “Some alternatives for blacklisted jurisdictions-Working around black and grey lists”. Una specie di lezione su come far girare i soldi della propria clientela da un paese “marchiato” nella lista nera dei paradisi fiscali ad altri meno a rischio. Sempre ricorrendo a sofisticati strumenti di ingegneria finanziaria.

La domanda è: per quale motivo un esperto come Walfenzao si sia interessato direttamente alla compravendita di un bilocale?

Lo spot-parodia censurato di Paiella

27 settembre 2010

Kenny Anthony, ex presidente di Saint Lucia, spiega i suoi dubbi.

 Daniele Mastrogiacomo Repubblica
CASTRIES - "Non so cosa abbia spinto il ministro della Giustizia a svolgere delle indagini su una società (la Printemps, che "copre" la proprietà della casa di Montecarlo affittata da Giancarlo Tulliani-ndr) registrata nel nostro territorio. So però che tutta la procedura è stata inconsueta e soprattutto illegale. Come inconsueto e davvero inedito è stato convocare la stampa italiana per riferire i contenuti di una nota, diretta al primo ministro, segreta e confidenziale". C'è aria di tempesta politica nel piccolo tempio dell'offshore dei Caraibi. A rompere il silenzio imbarazzato degli ultimi due giorni è Kenny Anthony, primo ministro dal 1996 al 2007. Sessant'anni a gennaio, leader del Santa Lucia labour party (Slp), Anthony può aiutare a capire gli avvenimenti degli ultimi giorni. 
Il ministro della Giustizia, Rudolph Francis, ha sostenuto di aver avviato delle indagini sulla Corporate agent ltd per le notizie che arrivavano dall'Italia. Voleva tutelare la reputazione di Santa Lucia. E' credibile?
"Non ho sufficienti informazioni. Rischierei di fare delle ipotesi che non voglio fare. Ma trovo tutto molto strano. Su come si è agito, sulla base di quale richiesta, per quali fini. Comunque non si avviano delle indagini sulla base di voci e notizie di stampa". 
E' un problema di procedura o di opportunità politica?
"Mi limito a fare delle considerazioni sulla procedura. Il ministro non si alza la mattina e si mette a indagare su una società a caso. Non c'è una pesca a campione. Sarebbe una follia. Ci sarebbe una fuga di massa di miliardi di capitali. Il nostro paese, come lei sa bene, si è dato una giurisdizione in materia fiscale e societaria che garantisce l'anonimato e il rispetto del segreto dei dati sensibili". 
Per indagare ci vuole quindi una richiesta specifica?
"Si avviano delle indagini se c'è un'autorità straniera che lo chiede formalmente. Nel caso di rogatoria o per comprovati indizi che la società, nella sua attività, sta commettendo dei reati. Riciclaggio, frodi, traffici illegali". 
Per la Corporate agent ltd ci deve essere stata una richiesta di rogatoria. Da parte di chi?
"Una richiesta da parte di un'autorità legislativa, superiore. Ma non mi sembra questo il caso". 
Perché?
"Perché la procedura sarebbe stata diversa. Il ministro avrebbe aperto un fascicolo, avrebbe delegato gli uffici preposti, avrebbe steso una relazione. Tutto alla luce del sole. Invece, in questo caso c'è stata una nota confidenziale destinata al primo ministro. Qualcosa di informale. Se questa fosse la prassi metteremmo in discussione la nostra legislazione. Nessuno si sentirebbe più tutelato dal segreto. Da noi, violare il segreto societario è un crimine". 
Quindi ritiene che l'indagine è stata avviata su pressioni esterne?
"Non sono in grado di affermarlo. Non ho elementi sufficienti. Sono certo, però, che è stata sollecitata". 
La nota confidenziale è finita nelle mani di un deputato guatemalteco e da qui girata ad un giornale dominicano. Un altro mistero.
"Diciamo un'altra cosa inconsueta. Non era mai accaduto prima". 
Francis ammette che c'è stata una falla nel sistema informativo.
"Mi sembra evidente. Anche per le modalità con cui il documento è stato fatto filtrare all'esterno". 
Una talpa nel governo, nell'amministrazione?
"Non ho assolutamente idea. Si possono fare molte ipotesi. Ma qualcuno ha passato questo documento. Un brutto danno d'immagine". 
Si è detto che sull'isola sono presenti molti faccendieri e agenti dell'intelligence straniera.
"Ho sentito queste voci. Forse c'è un po' di esagerazione".Un giornale, in Italia, una settimana fa sosteneva che lei era amico personale di Berlusconi.
Kenny Anthony sgrana gli occhi e si mette a ridere. "So che è un imprenditore simpatico e competente. Ma non l'ho mai incontrato. E' passato sull'isola, ha dato un contributo per l'Itc. Viene spesso da queste parti, ama i Caraibi. Ma non posso dire di essere un suo amico. Se torna a Santa Lucia è il benvenuto".

26 settembre 2010

Walfenzao, la Corpag e Tulliani

La situazione è molto intricata.
Partiamo dall'avv. Ellero: alcuni dicono che sia vicino ai grillini per alcune sue dichiarazioni durante un forum sull'economia pulita, altri lo danno vicino agli avvocati Ghedini e Longo.
Barbareschi ha affermato che si tratta di una polpetta avvelenata, non capisco però dove stia il tranello.
Voglio dire, un avvocato non si sbilancia in questo modo, rischierebbe la carriera. Mah.
In teoria c'è una logica nelle sue dichiarazioni, vedremo.

Invece la situazione di Walfenzao è ancora più oscura.
Walfenzao è coinvolto direttamente nella compravendita del bilocale monegasco e nell'uscita del documento-patacca di Rudolph Francis.
Walfenzao lavora per Francesco Corallo tramite la società Atlantis ed è collegabile pure a Labocetta, ex-An ora pidiellino.
Il personaggio chiave nel giallo della casa di Montecarlo finita da An alla disponibilità del cognato di Gianfranco Fini, passando per un paio di società off-shore, si chiama James Walfenzao. Questo professionista caraibico specializzato nella costituzione di fiduciarie, trust e altre scatole esotiche per mettere i soldi al riparo dalle tasse figura come rappresentante nelle società che hanno comprato l’immobile abitato da Giancarlo Tulliani, fratello della compagna di Fini. Walfenzao però non è un “professionista monegasco” come scritto da Il Giornale.
È il rappresentante nell’isola di Saint Lucia della Corpag, una società di servizi delle Antille olandesi con filiali in molti paradisi fiscali. Ma soprattutto Walfenzao è il consulente, l’amministratore e il prestanome di un amico di An che ha fatto fortuna nei mari caldi: Francesco Corallo, nato a Catania nel 1960, titolare della multinazionale del gioco Atlantis World con base alle Antille.

paradiso
Nella vicenda Montecarlo c'è un professionista che fa affari con le slot machine in Italia
Il personaggio chiave nel giallo della casa di Montecarlo finita da An alla disponibilità del cognato di Gianfranco Fini, passando per un paio di società off-shore, si chiama James Walfenzao. Questo professionista caraibico specializzato nella costituzione di fiduciarie, trust e altre scatole esotiche per mettere i soldi al riparo dalle tasse figura come rappresentante nelle società che hanno comprato l’immobile abitato da Giancarlo Tulliani, fratello della compagna di Fini. Walfenzao però non è un “professionista monegasco” come scritto da Il Giornale.
È il rappresentante nell’isola di Saint Lucia della Corpag, una società di servizi delle Antille olandesi con filiali in molti paradisi fiscali. Ma soprattutto Walfenzao è il consulente, l’amministratore e il prestanome di un amico di An che ha fatto fortuna nei mari caldi: Francesco Corallo, nato a Catania nel 1960, titolare della multinazionale del gioco Atlantis World con base alle Antille. 

L’uomo delle Antille Walfenzao compare in due operazioni avvenute a distanza di migliaia di chilometri che non hanno nulla in comune tranne la presenza di esponenti di An. Da un lato amministra la società che compra a Montecarlo (a prezzo di favore) la casa di An. Dall’altro controlla per conto di Corallo parte del capitale della Atlantis, la società vicina al vertice di An che in pochi anni ha raccolto miliardi di euro con le sue slot machines in Italia. Il gruppo Atlantis è controllato (in parte tramite Walfenzao) da Francesco Corallo, un incensurato che però ha un cognome pesante: è il figlio di Gaetano Corallo, 73 anni, condannato a 7 anni e mezzo (scontati) per associazione a delinquere, latitante per anni in America dopo esser sfuggito alla retata del 1983 per la scalata degli amici del boss dei catanesi, Nitto Santapaola, ai casinò italiani. In quegli anni ruggenti Santapaola andava in vacanza a Saint Marteen dove Corallo senior gestiva un casinò. Oggi nello stesso settore e nella stessa isola il figlio è il re dell’azzardo legale ma lui giura: “Non vedo papà da 20 anni e i miei casinò li ho fatti da solo”.
Per anni gli investigatori hanno sospettato il contrario. Ma nessun pm ha mai chiesto per lui nemmeno un rinvio a giudizio nonostante le informative della Finanza e della Polizia ipotizzassero rapporti tra Francesco Corallo, il padre Gaetano, il clan Santapaola e persino uno dei latitanti più ricercati dall’amministrazione Bush: l’ex parà italiano, poi genero del presidente della Bolivia e boss del narcotraffico in quel paese, Marco Marino Diodato. Francesco Corallo è stato indagato due volte dalla Procura di Roma per traffico di droga e riciclaggio ma è stato sempre archiviato. Il figlio di don Gaetano è oggi un imprenditore stimato che gira per Roma sulla sua Smart, incontra politici e banchieri con i quali punta alla quotazione in borsa a Londra e Toronto. La presenza del suo consulente e prestanome nella società che compra la casa di Alleanza Nazionale insomma non deve sorprendere. La domanda è un’altra: chi rappresenta Walfenzao? Probabilmente non Corallo: con i miliardi delle slot uno come lui non ha certo bisogno di comprare un quartierino scontato a Monaco. Stiamo parlando del re dell’azzardo tra le due sponde dell’Oceano. Atlantis è titolare di tre casino a Saint Marteen, due a Santo Domingo e uno a Panama. La pista potrebbe essere un’altra.
L’amico italiano di WalfenzaoQuando sbarca in Italia, Corallo sceglie come suo rappresentante il vecchio amico Amedeo Laboccetta, dagli anni ottanta colonna del Msi napoletano e poi di An. Magari proprio Laboccetta è l’uomo che conosce il segreto di Walfenzao. Magari è stato proprio il deputato del Pdl che ogni anno va in vacanza alle Antille e vuole essere sepolto lì, a suggerire di rivolgersi al consulente di Francesco Corallo in strutture societarie schermate.
Comunque un dato è certo: l’undici luglio del 2008 la casa lasciata 9 anni prima dalla contessa Colleoni a Gianfranco Fini perché proseguisse “la giusta battaglia” è finita ai Caraibi. Davanti al notaio Aureglia di Monaco, Alleanza Nazionale, rappresentata dal tesoriere Francesco Pontone, vende la casa a Printemps Ltd, con sede in Manoel Street, 10, Castries, Saint Lucia. La proprietà della società acquirente (come il sito della società di Walfenzao proclama tra i vantaggi offerti dalle strutture made in Saint Lucia) non è trasparente. Printemps è stata costituita poco più di un mese prima, il 30 maggio 2008, a Saint Lucia. Per l’appartamento di Boulevard Princesse Charlotte, composto da sala, due camere, cucina, bagno e balcone, secondo Il Giornale, uno degli inquilini del palazzo aveva offerto un milione e mezzo di euro. An preferisce svendere a 300 mila euro alla società rappresentata da Walfenzao. Tre mesi dopo, Printemps rivende a 330 mila euro alla Timara Ltdanche lei con sede nell’ufficio della Corpag di James Walfenzao a Saint Lucia. Gli altri due amministratori, Tony Izelaar e Suzi Beach, sono corrispondenti della Corpag a Monaco. Quindi per capire l’ affaire monegasco bisogna partire dalle Antille.
Il Fatto Quotidiano pubblica qui uno schema che descrive la struttura proprietaria del gruppo. Al vertice della holding di Londra che controlla una quota di Atlantis c’è proprio James Walfenzao, che però opera in nome e per conto di Francesco Corallo. Accanto pubblichiamo anche una foto di Gianfranco Fini e Amedeo Laboccetta con le rispettive consorti (si intravede Daniela Di Sotto che era ancora la signora Fini) scattata a Saint Marteen nell’agosto del 2004 nel ristorante del casino di Corallo. Poche settimane prima, il 15 luglio 2004, la Atlantis aveva firmato la concessione con i Monopoli di stato e 4 mesi dopo, a dicembre, Laboccetta diventerà (fino all’elezione alla Camera nel 2008) procuratore in Italia della società. Laboccetta allora difese Fini sostenendo che il leader lo aveva seguito solo per fare immersioni a caccia di squali: “Fini non sapeva che Atlantis aveva appena ottenuto la concessione in Italia”, giurò.
Anche alla luce della presenza di Walfenzao nella compravendita, oggi Fini dovrebbe spiegare perché ha deciso di vendere a un prezzo così basso a una società delle Antille diretta da un consulente di Corallo. E magari potrebbe anche spiegare quanto paga il cognato per l’affitto. Anche perché presto qualcun altro potrebbe cominciare a parlare. Magari non i suoi fedelissimi tesorieri ma proprio Laboccetta che nel 2008 era un uomo di Fini ma oggi sta con Berlusconi.
I clienti della Corpag, e quindi di Walfenzao, sono persone con interessi multimilionari.
La vendita del bilocale monegasco è avvenuta nel periodo in cui An si stava sciogliendo per confluire nel Pdl.
L'ipotesi di strumentalizzazione del Tulliani per tenere sotto scacco Fini è plausibile.
Che interesse potrebbe avere il Tulliani nell'aprire delle fiduciarie, o dei Trust, per occultare un bilocale e una Ferrari ?
Anche l'affitto che paga non ha senso se fosse il proprietario dell'immobile.
Il Tulliani come cliente non vale nulla confronto ai clienti tipo di Walfenzao, infatti la Corpag potrebbe aver spifferato informazioni false sul Tulliani tenendosi ben stretto gente come Corallo e simili che possiedono patrimoni ingenti.
Altrimenti che interesse potrebbe avere la Corpag nel sputtanare un suo cliente facendo addirittura delle ricerche investigative senza la pressione di rogatorie internazionali?
 Next Link : Francesco Corallo e la marionetta Tulliani 

25 settembre 2010

Il discorso di Fini



Come volevasi dimostrare, non sapremo mai di chi è quella casa, giusto così.

Il Trust, l'avv. Ellero e la casa di Palais Milton

Non sapremo mai chi è il vero proprietario del bilocale monegasco.Mai.
A meno che lo stesso proprietario non venga allo scoperto, ma dubito che succederà.
La testimonianza dell'avv. Ellero, ex senatore leghista, è un avvenimento con pochi precedenti, forse nessuno.
Un  Trust, o ancora meglio una stiftung, serve a questo, a tenere segreto tutto, ma proprio tutto. Sopratutto serve a tenere segreti patrimonî ingenti, milioni e milioni di €uri, non bilocali e Ferrari.   
  • protezione dei beni: spesso il trust viene istituito a protezione di beni immobili; per esso non è infatti infrequente l'uso del termine "blindatura patrimoniale". Una delle caratteristiche più apprezzate del trust è infatti la segregazione del patrimonio conferito cosicché esso risulterà insensibile ad ogni evento pregiudizievole che coinvolge personalmente uno o più soggetti protagonisti del trust. Per questa sua utilissima caratteristica il trust viene sempre di più impiegato per separare e proteggere il patrimonio personale da quello aziendale o per tutelare tutti quei soggetti il cui patrimonio può essere compromesso da attività professionali rischiose (medici, avvocati, funzionari, ecc.) o, semplicemente, da comportamenti personali avventati (gioco d'azzardo, uso di droghe e alcool, ecc.).
  • riservatezza: le disposizioni contenute nel trust possono essere riservate, e questo può essere un motivo sufficiente per la sua creazione;
  • tutela dei minori e dei soggetti diversamente abili: spesso, come visto, le disposizioni testamentarie prevedono che i minori abbiano un godimento limitato dei beni fino alla maggiore età o che i soggetti diversamente abili possano godere dei beni in trust senza esserne pieni proprietari;
  • tutela del patrimonio per finalità successorie: di frequente un trust viene costituito allo scopo di tutelare un patrimonio nel passaggio generazionale o dallo sperpero ad opera di soggetti incapaci di amministrarlo, dediti al gioco o affetti da eccessiva prodigalità;
  • beneficenza: in molti ordinamenti di common law gli enti di beneficenza debbono essere costituiti in forma di trust;
  • forme di investimenti e pensionistiche: i piani di investimento pensionistici ed i fondi comuni sono derivazione dei trust fund anglosassioni;
  • vantaggi di natura fiscale: un trust può dare vantaggi fiscali. Se il risparmio di imposta è l'unico motivo che ha spinto ad istituire un trust, può essere considerato illegittimo e sanzionato. Come qualsiasi istituto giuridico, l'uso elusivo od evasivo è contrario alle norme di legge e sanzionato.
  • altro: il trust, come detto, è idoneo a realizzare una vasta molteplicità di scopi non facilmente enumerabili

Nei giornali si scriveva pure che il beneficial  owner sia il reale proprietario, non è vero, o meglio è una forzatura, la spiegazione c'è anche nel sito della Corpag di Walfenzao.  

Traduzione dal sito Corpag- Services -Trust. Il trust è un contratto tra un individuo (Settlor) che trasferisce alcuni beni di sua proprietà (the Trust fund) a una o più persone (the trustees) con le istruzioni, che sono giuridicamente vincolanti per gli amministratori, che gli amministratori dovrebbero tenere il fondo fiduciario a condizioni prescritte (the beneficiaries).I Trust può essere revocabile o irrevocabile.

I trust possono ad esempio essere utilizzata per fornire riservatezza, protezione dei beni e vantaggi fiscali.

Nelle giurisdizioni i servizi del Gruppo Corpag, trust sono esenti d'imposta (a determinate condizioni) e non hanno alcun obbligo di presentare i conti di fiducia con l'amministrazione fiscale locale, preservando in tal modo la riservatezza delle attività di Trust.
  • Settlor
Colui che promuove/istituisce il trust, intesta beni mobili/immobili all'amministratore, il quale ha il potere-dovere di gestirli secondo le "regole" del trust fissate dal disponente.
 Il settlor (disponente) trasferisce l'intestazione (non la proprietà, quantomeno per come è intesa nel diritto italiano) di quei beni vengano amministrati dal trustee nell'interesse dei beneficiari e nei limiti di quanto stabilito nell'atto istitutivo
  • Trustee
Il trustee può essere, come visto, una persona fisica, un professionista di fiducia del settlor, o anche una persona giuridica come ad esempio un fondo pensione. L'atto costitutivo del trust disciplina gli obblighi e i diritti del trustee e, in caso di pluralità di trustee, i modi di soluzione delle controversie. 
  • Beneficiary
 Anche il beneficiary può essere una persona fisica o giuridica, un insieme di soggetti determinati anche genericamente e/o non ancora esistenti al momento della costituzione del trust, come spesso avviene nei trust costituiti a scopo benefico (es.: "i miei nipoti e pronipoti"; "i poveri del villaggio X"; "i minatori del pozzo n. 14").
Detto in parole povere, il beneficial owner può anche essere solo un mero "usufruttuario".
L'avv. Ellero ha rilasciato l'intervista perché disgustato dal linciaggio e dalle palle che circolavano, la lettera del ministro Francis dice chiaramente che il proprietario non è il Tulliani, bisogna però sapere di cosa si sta parlando .
Con buona pace di Dagospia che ancora vuole sapere di chi è quel bilocale, non c'interessa di chi è, c'interessa sapere di chi non è; non di Fini e non è della famiglia Tulliani. Il resto è Gossip.

Tulliani innocente, Il Giornale racconta frottole.

Un paio di cose di cui nessuno parla:
  • Beneficial owner può anche  significare "usufruttuario", non proprietario, il settlor è il proprietario.
  • Se il Tulliani paga l'affitto non è il proprietario della casa, se fosse il proprietario del Trust non servirebbe mascherare tutto con un affitto fasullo, non servirebbe a niente. L'affitto è la prova che il Tulliani è un mero usufruttuario.
Roma, 25 set. (Adnkronos) - "La casa di Montecarlo e' di un mio cliente, e non di Giancarlo Tulliani": e' quanto rivela ai microfoni di CNRmedia l'avvocato Renato Ellero, ex senatore della Lega Nord. "Non e' mio cliente l'onorevole Fini, ne' Elisabetta Tulliani, ne' il fratello Giancarlo", spiega l'avvocato Ellero. "Posso dire che il mio cliente non risiede in Italia", aggiunge il legale, precisando che si tratta di una persona abbastanza facoltosa da poter comperare "non solo l'appartamento ma l'intero palazzo". L'audio dell'intervista e' disponibile sul sito www.cnrmedia.com 

24 settembre 2010

Pisapia: basta divieti e cancelli la città si governa con il sorriso

Pisapia: basta divieti e cancelli la città si governa con il sorriso - Milano - Repubblica.it
LA VIVIBILITA' (Milano può chiudere a mezzanotte? E' giusto che i mezzi pubblici si fermino di notte e che vi sia il divieto di alcol per i minori di 16 anni?). A Milano le cancellate di Riccardo De Corato e delle giunte di centrodestra non hanno mai risolto i problemi. Il taxi rosa per la Moratti è stata un´operazione d´immagine, la maggior parte delle donne non sa nemmeno della sua esistenza. Milano è sempre stata capace di accoglienza, di apertura, di tolleranza. Nella sua ottica colpevolizzante e repressiva, il centrodestra ha inventato cancellate, recinti, divieti e coprifuochi. Il coprifuoco c´è in periodi di guerra, a chi fa la guerra il sindaco di Milano? Ai giovani? Agli anziani? Ai milanesi? Se diventerò sindaco farò di tutto per non cancellare gli aspetti più vivi della città. Io credo che si possa e si debba governare col sorriso, mirando a un consenso che viene dall´autorevolezza e non dal terrore.

LA CASA (Che fare contro gli affitti esorbitanti? Va bene dare a canoni agevolati gli edifici comunali sfitti per combattere il caro casa?). Milano non è una città per giovani. Ma poiché una delle sue ambizioni irrisolte è quella di essere una città universitaria, il Comune potrebbe fare moltissimo per attrarre gli studenti. Invece c´è un numero incredibilmente alto di appartamenti sfitti e inutilizzati. Il problema non è aumentare il numero di metri cubi costruiti, ma avere una politica della casa che tenga conto delle esigenze reali della popolazione. Dico questo perché la mancanza di posti letto per universitari fa di Milano una città inadeguata rispetto alla richiesta degli studenti. I grattacieli non sono alla loro portata. Il caro affitti colpisce anche le coppie giovani e i ragazzi che non riescono a uscire dalle case dei genitori. Il Comune deve fare una politica di affitti agevolati mettendo a disposizione i tanti immobili di sua proprietà. Dobbiamo evitare che le giovani generazioni abbandonino la città.

LA RICERCA (Come ovviare alla distonia fra il percorso formativo della scuola e il mondo del lavoro? Come attrarre più studenti dall'estero?). Milano deve porsi alla guida dell´innovazione, della ricerca scientifica, della cultura. Di qui deve partire un segnale di ripresa. In questi ultimi anni sono partiti i migliori cervelli per arricchire la ricerca internazionale. Ma qui ci sono i centri più avanzati della ricerca per la lotta contro il cancro, qui il Politecnico ha sfornato le energie migliori per il progresso tecnologico. Tutto questo patrimonio sembra essere ignorato e osteggiato dal governo della città. Bisogna invertire la rotta perché la ricerca si traduce in posti di lavoro reali e concreti. Gli stage devono essere il collegamento tra il mondo universitario e l´ingresso regolato nel mondo del lavoro.

LA CULTURA (Mancano spazi per i giovani esordienti. Dopo il Piccolo e la Scala cosa c'è? La città si è inaridita dal punto di vista culturale?). Milano è la città della Scala e del Piccolo Teatro, del Cenacolo, dell´Ambrosiana e del Poldi Pezzoli, non può essere solo la capitale della moda e del design. Una giunta comunale deve sapere che la cultura non è solo divertimento o tempo libero ma un investimento per il futuro. Vanno intrapresi progetti di residenza multidisciplinare recuperando spazi che già esistono dove artisti, musicisti e attori possano insieme far emergere la propria capacità di produrre cultura. Chiediamoci perché il Festival della Letteratura è a Mantova quando Milano è la capitale dell´editoria. Lo stesso MiTo, di cui l´attuale sindaco si vanta, ha le sue radici nell´esperienza di "Settembre Musica" di Torino. La risposta è che la città ha perso la guida della politica culturale del Paese.

L´INNOVAZIONE (Come garantire a tutti la banda larga? Come rendere tecnologicamente più accessibili e trasparenti gli uffici comunali?). Il traguardo di allineare Milano con le tecnologie più aggiornate è a portata di mano. L´occasione, straordinaria, è l´Expo 2015. Un centrodestra confuso e assetato di potere parla solo di aree. La vera scommessa, che si rischia di perdere, è che Expo sia una grande occasione per mettere in campo la capacità di innovazione del Paese. Già dal 2011 la città dev´essere la capitale della banda larga, del wifi gratis, deve applicare le forme più avanzate di rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini via Internet. La macchina comunale vanta un grande patrimonio di professionalità che va sfruttato e valorizzato, non occorre cercare fuori da Palazzo Marino, come ha fatto Letizia Moratti per accontentare amici e conoscenti.

La conferma della Patacca di Rudolph Francis e la Svizzera

Soldi, un mucchio di soldi.
Un documento che arriva a Santo Domingo
via Teguciualpa, Honduras.
Honduras entrato nelle cronache internazionali dell'anno scorso per un colpo di Stato,
colpo di Stato causato da Micheletti, origini italiane e fan di Berlusconi.
Ora, il neoministro della giustizia Rudolph Francis area Rotary-Club
conferma l'autenticità del documento-patacca.
Dalla Svizzera, e il pensiero corre all'ArnerBank.
Io dico che questo ministro rischierà il licenziamento in patria.
Probabilmente è stato comprato per diffamare
in quanto quel documento è un falso che mette a rischio il segreto bancario dell'isola.
Aspettiamo, tanto le bugie hanno le gambe corte anche se sono ricoperte d'oro.
Certo che la triangolazione di questa vicenda è sorprendente: Montecarlo, Saint Lucia, Santo Domingo, Tegucialpa, Svizzera, Roma.
Il tutto per un bilocale.
Update:
In conferenza stampa il ministro conferma il documento,
scritto di sua spontanea volontà (come no)
per salvaguardare l'immagine dell'isola(ora distrutta)
e s'ipotizza pure la presenza dei servizi segreti sull'isola.
In pratica se l'è fatta addosso, oppure è stato comprato.
Sain Lucia documento patacca

23 settembre 2010

Valter Lavitola e la patacca che frega Dagospia e il Giornale

Lettera Saint Lucia  modello bianco



Ilfattoquotidiano.it ha parlato con l'azienda che fornisce il governo dell'isola caraibica di tutti i documenti. Non corrisponde a quella ufficiale, l'intestazione della presunta lettera con cui il ministro della Giustizia di Saint Lucia spiegava al suo premier che dietro le off shore proprietare della casa di Montecarlo c'era Giancarlo Tulliani. Come potete vedere qui sopra il carattere della scritta Attorney - General's Chambers presente nel documento stampato dalla National printing corporation (a destra) è diverso da quello pubblicato da due quotidiani domenicani e ripreso da Il Giornale e Libero (a sinistra). Un funzionario spiega: "Non ho memoria che ci abbiamo mai chiesto di cambiare carattere. E noi non riforniamo carte intestate digitali ma solo stampate". Un particolare importante perché nella lettera al centro del caso di Montecarlo compare un indirizzo mail in hyperlink. Ma non basta. I finiani sostengono anche di conoscere il nome dell'autore della patacca. "Il dossier è stato prodotto ad arte da un persona molto vicina a Berlusconi che ha girato per il Sudamerica di cui al momento opportuno saprete il nome", dice Italo Bocchino questa sera ospite ad Annozero

Fonte KudaBlog
L'editore de El Nacional è Radhamés Gómez Pepín. Baez Figueroa è l'editore del Listin Diario e, attualmente, deve scontare dieci anni di carcere per frode bancaria. Bastava un giro su Wikipedia per saperlo, anche se, trattandosi di una frode che ha portato nel 2003 al fallimento di tre banca dominicane con conseguente inflazione al 30%, magari sarebbe stato meglio saperlo. Comunque il Listin Diario e le reti televisive non sono più sotto il controllo di Baez perchè sono considerate corpo del reato. Proprio El Nacional colloca Baez tra i dieci peggiori ladri finanziari di tutti i tempi, un cattivo trattamento per il loro, presunto, editore.
Torniamo a El Nacional, giornale da 42.000 copie, sul suo sito internet non vi è traccia del documento du Tulliani, i siti italiani linkano a una pagina inesistente e la ricerca interna al sito non porta alcun risultato utile. La sensazione è che si siano accorti di aver fatto una cagata e abbiano rimosso il documento di Santa Lucia per evitare ripercussioni legali. In fondo Gomez Pepin, il vero editore de El Nacional, è stato più volte premiato come Maestro di giornalismo o come miglior direttore di giornale, quindi sa riconoscere quando sbaglia.
UPDATE
Valter Lavitola è la fonte stonata che ha preparato il dossierino, direttore dell'Avanti.
Lavitola è una vecchia conoscenza di casi giornalistici. Dal 1996 è editore dell’Avanti, il quotidiano del Partito socialista che nel gennaio del 1998 pubblicherà il falso dossier Demarcus per gettare fango su Stefania Ariosto.

Dagospia e il Trip su Saint Lucia


DagospiaTRIP
Come mai, a 48 ore dalla pubblicazione del documento sull'affaire Tulliani sul quotidiano dominicano "El Nacional", il governo dello stato caraibico di Santa Lucia, facente parte del Commonwealth britannico dal 22 febbraio 1979, e quindi riconosce la regina Elisabetta II quale capo di stato, rappresentato sull'isola da un governatore generale, non ha emesso né una smentita né una conferma sulla veridictà della documentazione?

Forse perché il caso è grave e il ministro della giustizia appena insediato in un governo prossimo alle elezioni rischia di saltare, come Brancher, a tempo di record
Ammettiamo pure che il documento attestante Giancarlo Tulliani dietro le due società offshore Printemps Ltd e Timara Ltd, sia un falso, una patacca, una porcata;
prima sputtaniamo le persone eppoi facciamo marcia indietro
questa circostanza non sposterebbe minimamente il problema della casa monegasca di cui, a sei mesi di distanza dallo scandalo, non sappiano nulla sulla effettiva proprietà tanto evocare il sospetto (come accennato anche da un editoriale di Ezio Mauro sulla vicenda) che il proprietario e l'affittuario siano la stessa persona.
io non ho ancora capito questa morbosità nel sapere di chi è quella casa, cosa cambia ? tanto è appurato che non è di Fini, aspettiamo la magistratura che sta vagliando la posizione del Tulliani e se uno ha acquistato l'immobile tramite società off-shore è perché  ci tiene all'anonimato
Perché Fini non mostra l'atto di compravendita dell'appartamento venduto da AN alla società offshore? Perché il compagno di Elisabetta Tulliani non costringe il "cognato" a mostrare l'atto di affitto? Così, tanto per farla finita, una volta per tutte, con le grida di dossieraggio, servizi deviati, polpette avvelenate.

Non è mai successo che l'onere della prova spetti all'imputato, cosa deve far vedere il Tulliani? atti privati a che scopo? tanto finita una storia ne tirano fuori un'altra allo solo scopo di diffamare le persone e comunque non penso che il nuovo proprietario della casa voglia tutta questa pubblicità gratuita
PS. L'isola non ha un'ambasciata italiana, fa riferimento all'ambasciata venezuelana di Caracas. Perché il nostro ministro degli Esteri non si attacca al telefono e sbroglia 'sto casino?
E secondo te un governo dovrebbe confermare un foglio che getterebbe cattiva luce sul segreto bancario dell'isola? oppure dovrebbero smentire un foglio che comunque aiuta la situazione di Silvio Berlusconi "amico" dell'isola di Saint Lucia (parole di Libero)? prova invece a farti delle domande sul neoambasciatore di Santo Domingo asservito al Premier. L'ambasciatore Luigi Maccotta (Caracas)non ha voce in capitolo.

Il Giornale e i servizi segreti pasticcioni

Stefano Zurlo-Il Giornale 17 settembre 2010
I servizi segreti seguono la pista che porta ai Caraibi
Tante, troppe coincidenze. Gli stessi nomi che tornano a migliaia di chilometri di distanza. E il sospetto che il pasticcio della casa di Montecarlo possa portare lontano, molto lontano gli investigatori. Così da tempo, a sentire l’agenzia il Velino, Guardia di finanza e servizi segreti hanno deciso di chiarirsi le idee sulla strana vendita dell’appartamento di boulevard Princesse Charlotte 14. E vogliono togliersi una volta per tutte il dubbio che la Printemps, la società off-shore che comprò l’immobile da An, e la sua gemella Timara oggi proprietaria dell’appartamento, non siano collegate attraverso l’ancora misteriosa proprietà ad una storia più grande. Una storia in cui i segugi delle Fiamme gialle e gli 007 sospettano anche il riciclaggio e l’evasione fiscale sullo sfondo del gioco online
Palazzo Chigi
"Le illazioni, le voci e le congetture apparse quest’oggi su alcuni quotidiani in relazione a una presunta attività di dossieraggio sono assolutamente false, diffamatorie e destituite di ogni fondamento"
Il Corriere-il Post
Il viceconsole italiano di Santa Lucia, Maria Piccinin Thom, condivide le perplessità degli avvocati di Tulliani: «In effetti — dice — ho dei dubbi. Si sa che ormai con i computer si possono fare miracoli… Anche perché il ministro Francis è un mio amico del Rotary. Ed è strano che non mi abbia avvisato della sua iniziativa, di solito chi avvia indagini su questioni italiane si rivolge a me. E poi lui è stato eletto da poco ed è già in piena campagna elettorale, visto che qui si voterà tra un anno. Insomma, mi pare curioso che la prima cosa a cui va a pensare, appena insediato, è un’inchiesta su una casa di Montecarlo. Adesso gli telefonerò per farmi spiegare bene». Anche il portavoce del primo ministro di Santa Lucia, Stephenson King, interpellato dal tg di La7 sembra cadere dalle nuvole: «Non ne so niente, non ne avevo mai sentito parlare, faremo delle verifiche» (dal sito di El Nacional, comunque, ieri sera è sparito tutto).

22 settembre 2010

La Patacca del Giornale

Immaginate l'inviato de "Il Giornale", Malpica o Chiocci oppure qualcuno che fa le loro veci, in giro per i Caraibi a caccia dello scoop in cambio di cash.
Immaginate i giornalisti del luogo oppure le fonti che cominciano a cercare invano qualche informazione sul caso Tulliani.
Immaginate un signore che si presenta con un foglio in mano in cui si dice che il Tulliani è riconducibile alle società off-shore.
Immaginate l'inviato boccalone che stacca assegni e riempie di soldi il fortunato.
Immaginate lo stupore dell'inviato quando scopre che lo hanno fatto fesso e che il foglio poteva stamparlo comodamente da casa senza regalare soldi agli sconosciuti.
Ecco, questa secondo me è la ricostruzione reale dei fatti.
Qui e qui il resto della bufala.

Fini-Tulliani: Ambasciator non porta pena.

La saga Fini-Tulliani continua.
Il Giornale incredibilmente riesce a trovare un paio di fogli riservati e firmati da Francis Rudolph, neoministro della giustizia dell'isola Saint Lucia, che proverebbero il collegamento diretto tra le 2 società off-shore e il Tulliani ( il quale smentisce categoricamente).
Il documento è di dubbia provenienza (senza alcun tipo di timbro), inoltre c'è riportato che le indagini sono state effettuate per tutelare l'immagine dell'isola, peccato che l'isola è conosciuta nel mondo per la sua riservatezza nel settore bancario e non certo per la moralità o l'etica finanziaria.
Comunque, questo filone di storia parte stranamente da Santo Domingo in quanto il documento è stato pubblicato da 2 giornali del posto e non da giornali dell'isola Saint Lucia, guarda caso si registra un cambio d'ambasciatore proprio nel mese di agosto:
www.italiachiamaitalia.net

Olivieri Arturo, nato a Napoli il 14 giugno 1949. Si laurea in Giurisprudenza all'Universita' di Napoli nel dicembre del 1972
(..)E' nominato Ministro plenipotenziario nel gennaio 2001. Capo dell'Unita' Tecnica Centrale della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo e successivamente Ambasciatore a Tunisi, dal giugno del 2003 (ndp quindi nominato da Berlusconi in un Paese a lui caro).
Attualmente alle dirette dipendenze del Direttore Generale per i Paesi delle Americhe con l'incarico di Coordinatore dei rapporti con la Comunita' caraibica, il Cariforum e l'Associazione degli Stati caraibici, 26 novembre 2008.Nel suo incarico di Ambasciatore a Santo Domingo sara' accreditato, con credenziali di Ambasciatore, anche a Saint John's (Antigua e Barbuda), a Basseterre (St. Kitts and Nevis), a Porto Principe (Haiti), e a Kingston (Giamaica). L'Ambasciatore Olivieri succede a Enrico Guicciardi, che, terminato il mandato ricoperto con grande umanità, professionalità e dedizione, rientra al Ministero degli Esteri.
Anche Francis Rudolph è fresco di nomina e il suo incarico è stato festeggiato pure dal Rotary Club, organizzazione definita come gruppo di amici, appartenenti a diverse professioni e chiamati ad impegnarsi a favore del prossimo, presente anche in Italia.
Update
: qui si poteva scaricare il foglio in bianco intestato alla procura
di Saint Lucia

21 settembre 2010

Il Seveso sta stretto a Milano.

affaritaliani.it
"Da domenica è cessata la pioggia a Milano, ma i vigili del fuoco stanno ancora prosciugando il fang
o dalle 4 stazioni della metropolitana, ancora chiuse, coinvolte dall'esondazione del fiume Seveso. Si tratta di un danno gravissimo per la città, considerato che alcune stazioni della metropolitana sono fondamentali per i pendolari, come quella della Stazione Centrale, e che viale Zara resta una delle vie principali d'accesso alla città per chi giunge da Nord". E' quanto afferma il presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli che annuncia "un esposto alla Procura della Repubblica di Milano in cui si chiede di accertare se in questo disastro sussistono profili penalmente rilevanti, quali, ad esempio, omissione d'atti d'ufficio (art. 328 del codice penale), delitti colposi di pericolo (art. 450: Chiunque, con la propria azione od omissione colposa, fa sorgere o persistere il pericolo di un disastro ferroviario, di un'inondazione, di un naufragio, o della sommersione di una nave o di un altro edificio natante, è punito con la reclusione fino a due anni)".

19 settembre 2010

Una settimanella buona (ma neanche tanto) 11-17 settembre | Il Fatto Quotidiano

Una settimanella buona (ma neanche tanto) 11-17 settembre | Il Fatto Quotidiano
Sabato 11 settembre
- Per ricordare l’attentato alle Twin Towers, il mondo ha osservato 4 minuti di silenzio. Si sentiva soltanto Berlusconi che sparava cazzate da Mosca.

- Brunetta sostiene che, senza Napoli, Caserta e la Calabria, saremmo il primo paese d’Europa. D’accordo, ma poi quanto cacchio dovremmo farlo lungo il Ponte sullo Stretto!?

- Inchiesta P3: i magistrati vogliono convocare Berlusconi. Per riuscire a parlarci, però, si dovranno far raccomandare da Verdini e Dell’Utri.

Domenica 12 settembre
- Berlusconi oggi ha raccontato una barzelletta su Hitler. Anche perché tutti gli altri dittatori sono amici suoi.

- Festival di Venezia. La Parietti inciampa sul tappeto rosso e cade rovinosa-mente. La protesi è riservata.

- Bossi spera che Fini torni da Berlusconi in ginocchio. E no, Umberto, quello semmai sarebbe Bocchino…

Lunedì 13 settembre
- Paparatzinger ribadisce il suo no a qualsiasi unione che non sia tra uomo e donna. A queste parole, Padre Georg è scoppiato a piangere.

- Berlusconi assicura che i mascalzoni del PdL sono stati cacciati. Ha preso lui l’interim.

- I veltroniani smentiscono un’eventuale scissione. Ma ognuno a modo suo.

Martedì 14 settembre
- Arrivano venti nuovi deputati per il PdL alla Camera. Si riconoscono dal ciondolo a forma di farfallina.

- Per Napolitano è un bene se il Governo prosegue il suo mandato. Voglia di lavorare saltami addosso, eh!?

- Penelope Cruz è incinta da 4 mesi. Ma non guardate me.

Mercoledì 15 settembre
- Ieri Napolitano ha dichiarato: “Il ricorso al popolo non è un balsamo per ogni febbre”. D’accordo, ma sempre meglio della supposta del Dr. Berlusconi!

- La Ducati regala due moto a Papa Ratzinger. Il problema ora è: come ti vesti!?

- La Gelmini si dice favorevole alla lettura della Bibbia nelle scuole. La consiglie-rei soprattutto ai precari che credono ancora in un miracolo.

Giovedì 16 settembre
- Per un guasto al finestrino l’aereo del Premier è stato costretto a un atter¬rag-gio d’emergenza. Il pilota non se l’è sentita di continuare sapendo quanto a Silvio diano fastidio le correnti.

- Sarkozy e Berlusconi insieme contro i Rom. Devono essersi impauriti per quella storia che gli zingari rubano i piccini.

- RAI. Non passa in CdA il decalogo di Masi. A nulla gli è valso giurare che gliel’aveva dettato un roveto ardente.

Venerdì 17 settembre
- Nel suo incontro con la Regina Elisabetta, Paparatzinger ricorda che gli inglesi si opposero al nazismo. Non gliel’ha ancora perdonata.

- Berlusconi rinuncia al comizio a Piazza Duomo previsto per il 3 ottobre: una brutta notizia per i venditori di souvenir.

- Leggera scossa di terremoto in Puglia. Così leggera che agli amici di Balducci non gli è scappato neanche un sorrisino.

18 settembre 2010

Benny Benassi, deejay tour in bici attraverso la California - Repubblica.it

Benny Benassi, deejay tour in bici attraverso la California - Repubblica.it
Un deejay in bicicletta sulle strade della California. Ha i contorni dell'impresa la scelta di Benny Benassi, il dj italiano più famoso al mondo (è nato a Reggio Emilia 43 anni fa), di spostarsi sulla due ruote tra una tappa e l'altra del suo tour americano che si concluderà domenica sera a San Diego: sono già 15 giorni che il non più giovanissimo deejay di sera tira tardi in discoteca, impegnato a mischiare dischi alla consolle, e la mattina dopo inforca la bicicletta pronto a macinare chilometri, salutato dai suoi fan d'Oltreoceano neanche fosse Lance Armstrong.

Benassi, ciclista professionista fino ai 19 anni, quando il servizio militare ne bloccò la carriera, è diventato una star in America dopo aver vinto nel 2008 un Grammy Award per il miglior remix con Bring the noise dei Public Enemy e aver suonato nei maggiori festival come l'Electric Daisy Carnival di Los Angeles, di fronte ad oltre 100 mila spettatori. Una star come Iggy Pop lo stima moltissimo, lo considera, come ci ha detto in una recente intervista, "uno dei pochi artisti davvero innovativi", e il rapper dei Black Eyed Peas APL. DE. AP. ha deciso di fare un singolo con lui, Spaceship, appena pubblicato. "La mia città è una delle capitali europee per le piste ciclabili" dice Benassi, orgoglioso di dividere la passione con i suoi concittadini di Reggio Emilia, città di cicloamatori. "L'idea di un tour in America mi è venuta perché qui c'è una passione fortissima per il ciclismo e i pony express nelle grandi città utilizzano esattamente il modello da pista a catena bloccata che ho scelto io per questo tour. Ma c'è anche una ragione musicale: in America i ragazzi vivono un festival di musica dance come da noi si vive un festival rock, trattano il dj come una rockstar".

La bicicletta con cui Benassi si sposta lungo la costa californiana l'hanno realizzata appositamente per lui i ragazzi di un'azienda modenese: "Pesa solo sette chili, la preferisco alla bici da corsa perché ha una pedalata più rotonda ma ho fatto aggiungere un freno per maggior sicurezza, mentre le biciclette da velocità solitamente non ne hanno - spiega - Per affrontare questo tour in bicicletta ho pedalato in Italia per circa mille e ottocento chilometri". Una distanza maggiore rispetto a quella che coprirà fino a domenica sera, quando dopo le tappe di San Francisco, Santa Cruz, San Luis Obispo e Los Angeles arriverà a San Diego, dove lo attendono per suonare la sua musica nel club "On Broadway". "A san Diego troverò ad aspettarmi anche 500 ragazzi americani con le loro biciclette, sono miei fan e vogliono pedalare insieme a me". La voce sul "dj in bici" è infatti circolata velocemente, c'è un sito internet dedicato all'evento: "Sono diventati così tanti che il mio manager ha dovuto chiedere l'autorizzazione alla polizia per il corteo che mi seguirà". Chissà che non si trovi da quelle parti anche David Byrne, un altro musicista che in tour ama andare in giro in bici. O che non gli faccia una sorpresa Iggy Pop, diventato il suo più grande fan dopo che un anno fa Benassi ha remissato la sua Electro Sixteen.

17 settembre 2010

Il manifesto di Adro e l'ignoranza che fa scuola.

Lega lombarda lega nord
per l'indipendenza della padania
sezione di Ader Adro

Questi cervelli della sninfa ? fanno marcia indietro, il sindaco non è più razzista a loro dire, ora è un feudatario!!!
Secondo noi, devono cambiare spacciatore, perché è tagliata male.

In consiglio comunale, quando nella dialettica vengono toccati dal vivo, si comportano come un coito interructus (in latino coitus interruptus): sobbalzano, sussultano, trabalzano,. guai a dir loro ciò che si pensa, per loro è sempre, come minimo, anti democratico e despota(il soggetto?).

110.000 euro sono tanti, sono pochi, ma certamente più che sufficenti (sufficienti) a coprire le spese dei morosi.

perché tota sto cagnara

Colpa del sindaco che è andato in televisione (dicono loro),; in televisione (dentro?) a difendere Adro dal circolo mediatico appoggiato dalla sninfa?, dall'infamante accusa dei media sinistroidi rivolta ai cittadini d'essere razzisti (diciamo noi)?.

Per loro, il concetto di "riportare la serenità" nella comunità, come da loro richiesto in consiglio comunale 10 min. prima, significa volantinare in piazza, 10 min. dopo, dando al sindaco del feudatario (ma tu pensa che insolenti)!

CHE SCIOCCHI QUESTI CERVELLI, FORSE PENSANO, ESSENDO LORO ACCULTURATI, CHE GLI ADRENSI SIANO DEGLI STUPIDI....

Noi stiamo dalla parte dei genitori e non dei cervelli ! (genitori senza cervello?)

Ha ragione il sindaco a dire che non sono italiani, sono solo un branco d'ignoranti!!!!

16 settembre 2010

Scenery Scavolini la cucina dei Fini e la piantina di Palais Milton



Gian Marco Chiocci riesce a intervistare il sign. Garzelli della Tecab, ditta ristrutturatrice del bilocale, e ottiene pure la piantina del bilocale.
Le misure sembrano coincidere, però tra le 2 piantine ci sono delle differenze non di poco conto;
sembrerebbe che il posizionamento di forno, piano cottura e lavandini sia invertita nelle piantine, quindi anche le relative allacciature sono state posate dal sign. Garzelli in maniera diversa dalla cucina che si vede nella piantina della Castellucci.

15 settembre 2010

Anche il Tar boccia la Moratti.

Civiche, il Tar boccia il Comune Bisogna riaprire il Gandhi - Milano - Repubblica.it
Il Tar boccia per la seconda volta il Comune sulla chiusura dei licei serali del Gandhi. E impone la riapertura dei corsi delle civiche tagliati l'estate scorsa dalla Moioli. Contestando, punto per punto, le motivazioni del colpo di forbici date dall'amministrazione agli studenti che hanno protestato per cinque mesi per poter tornare sui propri banchi di scuola. Ma la risposta dell'assessore alla Scuola non si lascia attendere: "Ricorreremo ancora una volta in Consiglio di Stato".

La decisione dei giudici del tribunale amministrativo è stata presa per la "mancanza di atti del Consiglio comunale e della giunta, con i quali l'amministrazione si sia assunta la responsabilità di riorganizzare l'offerta ai cittadini, dei servizi garantiti dalle scuole civiche serali".

L'assessore alla Scuola non aveva, cioè, la facoltà di chiudere, con un semplice atto del suo assessorato o della giunta, le scuole paritarie. Ovvero, l'unica possibilità per gli studenti lavoratori di frequentare un liceo e prendere un diploma. La decisione poteva invece essere presa solo ed esclusivamente dal consiglio comunale, a cui compete la loro organizzazione.

Ma anche sulle possibilità del taglio, il Tar parla chiaro. I tetti minimi per l'apertura delle classi non sono quelli ripetuti per mesi dall'assessore, che ha più volte detto di essere stata obbligata a chiudere i battenti perché glielo imponeva la Finanziaria del 2008.

"La soppressione delle classi non può essere considerata un atto dovuto - c'è scritto nella sentenza di merito - perché la legge dello Stato non tocca, nella parte dedicata all'istruzione, la finanza locale e i suoi servizi. Le scuole paritarie sono espressione dell'autonomia amministrativa". Smentito dal Tar, poi, anche l'obbligo di chiusura della scuola perché chiesto dall'Ufficio scolastico regionale. "In quanto organo statale, non può ingerirsi nella gestione di un servizio pubblico locale".

Gli studenti del Gandhi, per il Tar, erano dunque sufficientemente numerosi perché le loro classi non venissero chiuse. Mirko, studente del liceo socio psico-pedagogico, nel frattempo è tornato a lavorare in officina, abbandonando gli studi. Lo stesso vale per Alfonso, spazzino, e per la maggior parte di loro. Letizia invece lavora in un call center: ha dovuto ripiegare su un istituto professionale serale: "Una bella differenza, rispetto agli studi del liceo". "Siamo tutti pronti a tornare a scuola da domani - dicono - ma non ci facciamo illusioni: sappiamo che il Comune continuerà a negarci questo diritto".

14 settembre 2010

Parole, parole, parole…la Milano incompiuta.

Parole, parole, parole… // Giuliano Pisapia
La città delle incompiute fa un altro passo avanti. Anche la linea 4 della metropolitana, tramonta. Avrebbe dovuto partire a giorni, invece diventerà un’altra delle promesse non mantenute e delle occasioni perdute. Se ne riparlerà nel 2011. E per allora speriamo di esserci noi, a palazzo Marino.

Perché questi amministratori del centrodestra sono tutti uguali; dicono orgogliosamente di essere “i sindaci del fare” e invece non fanno un bel niente. Bisogna ricordare che il metrò che dovrebbe collegare Linate con la città era stato vagheggiato e promesso già dal sindaco Albertini. Lo stesso che adesso critica la signora Moratti. E se la critica lui, mi chiedo cosa dovremmo dirne noi.

In realtà questi sindaci non fanno le grandi e nemmeno le piccole cose.

Penso, per cominciare dal grande, alla Biblioteca Europea. L’area della vecchia stazione di porta Vittoria è una spianata a cielo aperto. La proposta di delibera è del 2007, e tre anni dopo tutto è lettera morta. Avevano promesso che sarebbe stata il nostro Centre Pompidou, che avrebbe superato la Biblioteca di Alessandria, che sarebbe stato uno dei progetti qualificanti del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Solo chiacchiere.

Ma anche nel piccolo: sono passato in viale Gabriele D’Annunzio, ho affiancato la Darsena. Anche lì tutto è fermo: ogni qualche mese il Comune fa pulire la zona – derrattizzare, soprattutto -spende un sacco di soldi e poi torna il degrado. Tutto è fermo. Tutto, a Milano, da troppo tempo è sempre fermo. Gli amici di Berlusconi, quelli che dovevano essere i campioni del fare, solo una cosa hanno fatto: diventare Milano la capitale delle incompiute.

pisapiaxmilano.it

13 settembre 2010

New Entry pdl

Piovonorane.it
Eccoli, finalmente: l’estate di calciomercato ha partorito i famosi venti deputati che dovrebbero permettere al Cav. di infischiarsene dei finiani.

Chi sono? Non si sa, per ora. Il loro procuratore – Francesco Nucara, segretario del Pri (!) – dice solo che «è gente che fino ad ora non ha votato la fiducia a Berlusconi», insomma chissà dove stavano, se nell’Udc o nel Pd, o in qualche altro gruppo minore ignoto ai più.

Io me li immagino già, il 28 settembre prossimo, che si sistemano la cravatta e salutano emozionati la moglie, un po’ come Clark Gable quando va a combattere con i sudisti: «Ho sempre avuto un debole per le cause perse, quando sono proprio perse…».

Ecco i traditori o gli eroi, secondo i punti di vista, che faranno da stampella al Governo nel Parlamento.
Ora aspettiamo l'outing di Cuffaro al Senato.

12 settembre 2010

Ignoranza leghista


Dopo l'apertura del mausoleo leghista ad Adro
vedere quel grappolo organizzato di bandiere leghiste,
sotto il podio di Monza,
che festeggiano Alonso
mi fa incazzare come una biscia.

Ci sono sempre state quelle bandiere ma non così tante,
idem durante il Giro d'Italia nei tapponi alpini.
BAAAASTA!

11 settembre 2010

Niente di personale


Il Fatto Quotidiano
Il concorso di bellezza
In realtà manca una tornata di nomine per fare il pieno completo. Una giuria del ministero per assegnare i cinque multiplex (pacchetti di frequenze) del digitale terrestre che, sul territorio nazionale, corrispondono a circa 25 canali, più un multiplex per la televisione sul telefonino. Una distribuzione (gratuita) di ricchezza con la formula del beauty contest, un “concorso di bellezza” per società già sul mercato con buone referenze e lunghi trascorsi. Sintesi dell’annuncio: no perditempo, sì a Mediaset. Com’è possibile svendere la banda larga? Com’è possibile intasare un mercato di monopoli? Con spezzatini delle frequenze pensati su misura per l’azienda del presidente del Consiglio, un’istruttoria aperta e chiusa dall’Unione europa e il governo italiano che rinuncia – secondo stime non ufficiali dell’Autorità di garanzia – a 3,5 miliardi di euro e, particolare da bollino rosso, a favorire la crescita delle telecomunicazioni.

I governi di mezzo mondo hanno preferito sfruttare il passaggio dalla televisione analogica al digitale per incassare miliardi vendendo all’asta le frequenze liberate dal cambio di tecnologia: 19 miliardi per gli Stati Uniti, 8 per la Germania e così in fila Gran Bretagna, Francia e Olanda. Ma l’Italia ha solo confezionato grandi regali per due (o tre) grandi operatori e il governo si accontenta di ricevere l’uno per cento sul fatturato annuale. All’estero sono più severi: 4 o 5 per cento.

Giornalettismo.com

L’azienda del presidente del Consiglio occupa canali che devono ancora essere assegnati. in attesa del via libera dell’Ue alla gara pubblica il dicastero dello Sviluppo Economico, guidato proprio dal premier, dà il via libera all’occupazione dello spazio

Mediaset, cioè le tv che fanno capo al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, stanno cercando di avvantaggiarsi tecnicamente rispetto alla concorrenza utilizzando delle frequenze che ancora non si sa a chi verranno assegnate in quanto oggetto di futura asta attraverso la procedura del beauty contest.

MEDIASET AD ALTA DEFINIZIONE – A dare la notizia è Repubblica: Mediaset avrebbe occupato, per fare sperimentazione, “ancora prima che venga portata a termine la gara per l’assegnazione“, di uno dei cinque multiplex per il digitale terrestre. “Dal 23 agosto – spiega il giornale diretto da Ezio Mauro - nelle regioni italiane dove è già operativo lo switch off dall’analogico al digitale, cioè lazio, Campania, Piemonte occidentale, Valle D’Aosta, Trantino Altro Adige e Sardegna, mediaset ha riacceso la frequenza 770 Mhz-Canale 58 e trasmette in via sperimentale con la tecnologia in alta definizione a piena potenza, i canali Rete 4 HD, Italia 1 HD e Premium calcio 2 HD“.

FREQUENZE FACILI – Il via libera per occupare il canale 58 sarebbe stato decretato dal ministero dello Sviluppo Economico, guidato ad interim proprio dal premier Berlusconi in seguito ad una richiesta dell’azienda pervenuta il luglio scorso. La delega alle Comunicazioni è affidata al viceministro Paolo Romani, già accusato più volte – ricorda Repubblica – di fare gli interessi di Mediaset. La gara per la concessione delle frequenze deve ancora ricevere il via libera della Ue, che deve stabilire le regole per garantire pari trattamento a tutti i partecipanti.

10 settembre 2010

Don Zauker: Il Vernacoliere sfanculò la Mondadori

Grazie Mario | Don Zauker
(...)Il Vernacoliere (lo conoscete tutti, vero?) è un giornale libero, pubblicato da Mario Cardinali editore e vive solo delle copie vendute. Non prende finanziamenti di nessun tipo da nessuno e non ha una solo riga di pubblicità al suo interno.

Il Vernacoliere non ha una redazione, ha una sede, sì, ma non una redazione. La redazione del Vernacoliere è composta dallo stesso Mario Cardinali (editore, direttore responsabile, corsivista, correttore di bozze, etc…) dal fratello Umberto che si occupa degli abbonamenti, della tipografia e cose del genere e dal figlio di Umberto, Valter, che tiene i rapporti coi collaboratori, impagina, prende contatti con i distributori, etc…a volte aiutati dalle rispettive compagne e mogli.

Gli altri, tutti gli altri (noi, il Sardelli, il Camerini, etc…) siamo solo collaboratori esterni che, una volta al mese portano il loro contributo, scambiano due parole e se ne vanno.

Ogni tanto, una cena insieme.

Fine premessa. Ecco i fatti:

Anni fa si presentò in redazione un inviato di Mondadori.

Erano fortemente interessati al Vernacoliere e volevano acquistarne il marchio (sempre lasciando tutto com’era) per tiraci fuori una linea da cartoleria, come Comix o Smemoranda, quindi agende, zaini, quaderni, etc…

Per questo offrirono UNA VALANGA di soldi.

Mario ci pensò sopra e, cortesemente, rifiutò.

Dopo qualche mese, tornò un altro inviato della Mondadori.

Le richieste erano le solite, l’offerta molto più alta.

Mario, cortesemente, rifiutò ancora.

Il tipo allora mise il contratto davanti al Cardinali e se ne uscì fuori con: “guardi, se è una questione di soldi, non ci sono problemi: scriva lei la cifra.”

A questo punto, Mario, un po’ meno cortesemente, rifiutò in maniera definitiva l’offerta.

Subito dopo ci convocò nel suo ufficio per raccontarci il fatto e avere anche da noi conferma di aver fatto bene.

Noi eravamo un po’ confusi. Sì, d’accordo, il gesto era stato bello però lui coi guadagni del Vernacoliere ci riusciva a vivere decentemente, noi ci potevamo al massimo mangiare un paio di pizze.

A lui, un contratto con Mondadori gli avrebbe sicuramente cambiato la vita, a noi ce l’avrebbe letteralmente stravolta.

Però, anche se a malincuore, pensammo che sì, aveva fatto bene.

Mario rifiutò perché -- se anche gli avessero lasciato piena libertà di espressione, come promettevano -- avrebbe comunque perso di credibilità nei confronti dei lettori.

Mario rifiutò perché, dopo tanti anni, tanti discorsi e tante lotte, avrebbe perso di credibilità, prima di tutto, nei confronti di sé stesso.

Insomma, siamo uomini o merde?

E, badate, dalle porte non c’erano (e non sono mai arrivate) altre offerte da parte di nessuno.

Tanti che dicono di combattere Berlusconi, dalle pagine dei libri pubblicati dalla sua casa editrice (o da quelle dei suoi giornali o dagli schermi delle sue televisioni) se volessero cambiare, avrebbero decine di offerte da parte di altri editori disposti a farsi in 4 pur di poterli pubblicare (i vari Lucarelli, Camilleri, Scalfari, Augias, Saviano, etc…).

Mario Cardinali aveva solo Mario Cardinali Editore.

Nel mondo dei tanti che dicono di essere contro Berlusconi e il suo giro di affari, Mario Cardinali può camminare a testa alta perché non ne fa parte, di quel giro di affari.

E non perché è stato cacciato (come tanti che su questo hanno costruito le proprie fortune) ma perché, pur pagato a peso d’oro, non ha mai voluto entrarci.

E noi pensiamo che tanta ostilità nei confronti del Vernacoliere, soprattutto da certi ambienti della sinistra più che da destra, sia dovuta principalmente a questo motivo.

Il gesto di Mario mette tanti tromboni spaccascurregge, della satira (ma non solo) di fronte alla propria mediocrità di uomini.

Ecco, noi siamo cresciuti con l’esempio di quest’uomo e un po’ della luce derivante dal suo gesto, del suo pensiero, delle sue azioni, anche se riflessa, illumina anche noi.

Anche se (per) adesso percorriamo strade diverse, riconosciamo il valore che ha avuto il collaborare per tanti anni con una persona come Mario Cardinali e, anche per quel gesto ma non solo, oggi lo ringraziamo.

Grazie Mario.

P.S. Ah, questo non è un elogio funebre, eh? Mario è vivo, lucido, incazzato e sicuramente leggendo questo pezzo si starà toccando le palle e ci starà mandando a stroncarcelo nel culo.