Il Presidente Napolitano: «Rispettare il Tricolore è un dovere per chi ha ruoli di governo»
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04 giugno 2011

La Milano che vorrei

Finita la sbornia per la fantastica vittoria di Pisapia, è ora di esprimere qualche desiderio per la Milano che vorrei.
Nota bene, questi desideri sono tutti inseriti nel programma elettorale vittorioso:
  • La riapertura della scuola serale civica comunale chiusa dalla sciura Brichetto.
  • Gli orti per i pensionati.
  • La Darsena riportata ai fasti passati.
  • Una gestione positiva delle case popolari e dell'ATM.
  • La realizzazione del progetto iniziale dell'EXPO.
5 punti, alcuni di nicchia e alcuni d'impatto, che daranno un senso al mandato elettorale del nostro Giuliano.
Ora una piccola carrellata d'immagini dell'apoteosi.


Grazie Milano

17 maggio 2011

Pisapialand +7

Per tutti quelli che dicevano che Giuliano fosse troppo di sinistra, troppo garantista, troppo liberale, troppo borghese, troppo vecchio, troppo cortese, troppo tutto............ +7
Io ci credevo; negli ultimi tempi, a causa del lavoro, non scrivevo più sul mio blog che tante soddisfazioni mi ha dato, la cronaca italiana sfornava input tutti i giorni ma ormai mi era passata pure la voglia di scrivere delle nefandezze giornaliere che certi personaggi ci propinano quotidianamente.
Avevo cessato pure di fare un po' di promozione al caro Giuliano, io il mio lo avevo già fatto; imbeccato dal blog de Il Bastardo, il 16 luglio 2010 ( quanto tempo è passato)  feci  endorsement per il mitico avvocato quando tutti dicevano che partisse perdente, che le primarie non le avrebbe mai vinte, quando i giornali di sinistra sostenevano a tutto spiano ma inanemente il buon Boeri.
10 mesi fa eravamo in pochi ma ora, giustamente, sul carro del vincitore ci salgono tutti : il Post, Repubblica, il Fatto Quotidiano, e pure un certo Cacciari cerca di smorzare le critiche.
Pisapia c'è, Milano pure, manca ancora un piccolo passo e la Brichetto potrà tornare a casa a giocare al piccolo chimico con il suo maritino.
A Milano c'è profumo di gelsomino !!

17 aprile 2011

I manifesti a Milano

Milano è tempestata di manifesti, elettorali e non, alquanto ambigui o inopportuni.
Goodbye Mama, il lungometraggio di Michelle Bonev, dopo aver vinto un premio farlocco al festival di Venezia, è ora uscito nelle sale cinematografiche. Ci sono manifesti un po' ovunque a Milano di questo film fatto solo grazie all'intercessione di Bondi; chissà se i soldi guadagnati al botteghino basteranno a ripagare almeno questa massiccia campagna pubblicitaria.
In periodo di campagna elettorale se ne vedono di tutti i colori, manifesti abusivi oppure con grafiche sbagliate.
Pochi mesi fa passò una legge proposta dalla Lega che condonò le multe per le affissioni abusive. E proprio la Lega vince il premio dell'abusivo avendo tappezzato la città con i manifesti generici "vota Lega" oppure “Con il federalismo fiscale Milano Capitale”, senza appunto neanche la faccia di un candidato comunale, palesemente abusivi.
Sergio Rizzo, sul Corriere, notava che saranno i Comuni a dover provvedere all’espianto dei manifesti abusivi appiccicati su muri, palizzate ed edifici storici: la bazzecola potrebbe costare da 80 a 100 milioni di euro.
Proprio oggi è stato rintracciato il padre degli orrendi manifesti rossi con gli slogan contro i magistrati; l'idea di poter stampare questi manifesti è stata naturalmente di un candidato comunale pdellino che voleva ingraziarsi il premier. Questi cartelli istigano anche le persone più perbene, purtroppo però staccare i manifesti è reato quindi il gioco non vale la candela.
Ora veniamo alla fantasmagorica campagna elettorale della sciura Arnaboldi in Moratti. La campagna di Letizia Moratti, fotografata da Bob Krieger, è veramente brutta; ci sono slogan prevedibili e di nessun impatto, foto con delle pose forzate, il font usato per i testi è incredibilmente pasticciato. Secondo me gli hanno tirato una clamorosa sòla visto quanto ha speso. Contenta lei.....

05 aprile 2011

Quella strana freddezza sul “miracolo” di Pisapia

Europaquotidiano
Superati gli strascichi delle primarie, ma il Nazareno non vuole rischiare
A Milano il gioco si è fatto duro. Negli ultimi giorni, Letizia Moratti ha già dato un assaggio della fase più “calda” della campagna elettorale: un battage di manifesti e di copertura mediatica, basato su un investimento economico impareggiabile per chiunque (15 milioni di euro), condito con l’impegno diretto niente meno che del Cavaliere in persona (sarà capolista del Pdl) e di testimonial d’eccezione, come Ornella Vanoni, che ha annunciato ieri la sua candidatura nella lista civica a sostegno del sindaco uscente. Tutto ampiamente previsto dai suoi avversari, i quali non a caso erano e restano i più cauti nell’interpretare i sondaggi che nelle ultime settimane hanno indicato per certo il ballottaggio e lì non hanno negato chances di vittoria al candidato del centrosinistra, Giuliano Pisapia.

Il travaglio democratico
Tra cautela e scetticismo spesso il passo è breve. Il Partito democratico appare in prima fila nell’abbassare la tensione attorno al capoluogo lombardo. La scommessa appare troppo complicata da vincere, perfino l’approdo al secondo turno viene messo in dubbio e un investimento politico elevato potrebbe essere controproducente quando, il 16 maggio, si faranno i conti con le bandierine a favore dell’una o dell’altra coalizione. Al Nazareno ci tengono a evidenziare in considerazione il risultato più generale delle amministrative, la necessità di sottrarre consensi a Berlusconi in maniera diffusa nel paese.
Per portare la battaglia direttamente nel suo feudo sembra essere ancora troppo presto.
La “sconfitta” alle primarie milanesi oggi sembra bruciare meno. Ma molti dem, soprattutto di area moderata, faticano ancora a vedere in Pisapia il “proprio” candidato.
Non perché sia un pericoloso bolscevico, anzi. Più che un profilo troppo orientato a sinistra (che per molti aspetti non ha), pesa il suo essere un corpo estraneo rispetto a un partito che fa già fatica a superare una incapacità cronica a entrare in sintonia con la capitale economica del paese e a rinnovarsi al proprio interno. Rispetto alle primarie, infatti, non è né cambiata la classe dirigente (nonostante la clamorosa sconfitta), né è diminuito l’investimento su Stefano Boeri, aspirante sindaco allora, capolista dem e volto principale della campagna elettorale oggi.

Due diverse strategie
A separare Pisapia dal Pd è anche la strategia da adottare in vista del voto, fermo restando l’obiettivo prioritario di superare lo scoglio del primo turno. Per il candidato sindaco, la vittoria può arrivare solo se si consolida l’elettorato di centrosinistra, nella convinzione che molti sostenitori della Moratti (soprattutto leghisti) e ancor di più quelli del Terzo polo non andranno a votare per il ballottaggio.
«Il fatto che i sondaggi diano quasi per certo il ballottaggio è già un segno del giudizio negativo che i milanesi danno del lavoro svolto dalla Moratti – spiega però il segretario milanese del Pd, Roberto Cornelli – Pisapia e il centrosinistra devono impegnarsi a costruire un vasto consenso, anche recuperando al secondo turno i voti del Terzo polo». È questo il fronte che vede invece più impegnati i dirigenti dem, per i quali rimane importante creare un fronte comune contro le politiche del sindaco uscente, aiutati dall’immagine in forte calo della Moratti e di tutto il centrodestra in generale. Nella speranza che un aiuto giunga loro anche dalle controverse vicende politiche e giudiziarie del capolista del Pdl Berlusconi, con un effetto trascinamento che potrebbe condizionare anche il voto locale.


L’ago della bilancia
Se il Pd guarda quindi con attenzione a quel campo moderato che ha sempre rappresentato qui a Milano il suo punto debole, la risposta che arriva da quelle parti rimane ancora difficile da interpretare. Il mondo imprenditoriale non è ancora sceso in campo in maniera decisa: troppo alta la posta in gioco per scegliere a scatola chiusa l’amministrazione che guiderà la città verso Expo 2015. Sarà complicato per i dem intercettare anche il voto cattolico: esclusi i ciellini formigoniani, schierati senza indugi con la Moratti, il Pd ha schierato nella propria lista alcuni nomi che guardano esplicitamente in questa direzione, a partire dalla direttrice della Casa della carità, Maria Grazia Guida. «Troppi fra questi candidati – sottolinea però un esponente cattolico di primo piano del partito milanese – hanno un profilo più “movimentista” che moderato». E se è vero che, dopo le primarie, sono stati accantonati i pregiudizi nei confronti di Pisapia, «non si può certo dire – aggiunge lo stesso interlocutore – che il candidato sindaco si stia dimostrando ancora oggi molto disponibile nei nostri confronti». Un’attenzione che servirebbe invece a “compensare” un presunto sbilanciamento a sinistra, prodotto dal profilo dello stesso Pisapia, dal prevedibile protagonismo radicale in campagna elettorale (Bonino capolista) e da una classe dirigente democrat ancora sostanzialmente di provenienza diessina.
Rudy Francesco Calvo

31 marzo 2011

Emma Bonino si candida a Milano.

 A Milano si vota, io per primo, Radicali per Pisapia, senza se e senza ma.
 Corriere della Sera.it
 MILANO - «Mi candido anch'io, con "i Marchi"» (Marco Cappato e Marco Pannella). Così Emma Bonino, vicepresidente del Senato, comunica con una mail inviata a iscritti e simpatizzanti della Lista Bonino Pannella l'intenzione di essere presente alle prossime amministrative milanesi. Bonino ricorda in un comunicato diffuso giovedì mattina che «13 mesi fa non mi fu consentito di candidarmi alle elezioni regionali a sostegno di Marco Cappato come candidato presidente della Lombardia per la Lista Bonino-Pannella». «Nonostante il fatto che il 5,5% degli elettori di Milano ci avesse votato alle europee di un anno prima - aggiunge -, non riuscimmo a raccogliere abbastanza firme sulle nostre liste. Perché? Perché ci fu impedito, nell'illegalità. Sempre grazie all'illegalità, Roberto Formigoni si potè invece presentare con centinaia di firme false, facendosi rieleggere per la quarta volta e ottenendo che la truffa elettorale rimanesse (finora) impunita nei tribunali e nascosta al grande pubblico dei salotti tivù».
PER PISAPIA - «Proprio per liberarci da quel sistema di illegalità e di potere - prosegue Emma Bonino - abbiamo deciso di provare a legalizzare Milano, presentando la Lista Bonino-Pannella alle elezioni comunali per un progetto di trasparenza assoluta della pubblica amministrazione, di libertà economica e d'impresa, di laicità e diritti civili, di trasformazione ecologica della città». Marco Cappato, secondo quanto precisato, guiderà la lista che, come già annunciato in passato, sosterrà il candidato sindaco del centrosinistra Giuliano Pisapia.
IN FONDO ALLA LISTA - «Marco Pannella e io stessa - afferma la Bonino - saremo candidati in fondo alla Lista per sostenere in ogni modo questa nuova impresa radicale». La Lista Bonino Pannella, dunque, organizza per il prossimo weekend una tre giorni di mobilitazione straordinaria perché, come dice la stessa Bonino, «è fondamentale raccogliere subito e di slancio le firme autenticate. Daremo così il segnale che non ci siamo rassegnati al sistema di potere Formigoni-Moratti, e che legalizzare Milano per noi è possibile». (fonte: Ansa)

30 marzo 2011

La Moratti a mollo nella bat-piscina

 Il Fatto Quotidiano
“Sono stata a casa di mio figlio un paio di volte”, ha ammesso Letizia Moratti. Si è poi subito corretta: “Nell’immobile di mio figlio”. Parlava della palazzina di via Ajraghi 30, uno spazio a uso laboratori artigiani trasformato da Gabriele Moratti in dimora avveniristica, con zone soggiorno, cucina, area party, camere padronali e per gli ospiti, servizi, giardino, piscina, palestra, poligono di tiro, ring, parcheggio auto e ponte levatoio. “La caverna di Batman”, secondo Matteo Pavanello, il titolare dell’azienda che ha realizzato i lavori e ha poi portato in tribunale la vicenda perché non è stato pagato.

Un paio di volte? E senza accorgersi dell’abuso edilizio commesso dal figlio? Difficile crederlo. Perché il sindaco di Milano è andato più volte, a fine 2009, nella casa del figlio Gabriele a fare il bagno in piscina. Sì, pare che l’acqua salina della Bat-caverna facesse molto bene a un suo polso dolorante. Allora la palazzina era ancora un cantiere, ma quando arrivava l’auto blu del sindaco, i 15 operai uscivano e, per un paio d’ore, lasciavano tranquilla Lady Letizia. A bagno nella Bat-piscina.

24 marzo 2011

Molti buoni motivi per non votare Letizia Moratti

Provo a elencare una parziale lista dei motivi per cui non bisogna votare Letizia Brichetto in Moratti, dico parziale perché citare tutti i flop della sindachessa è un'impresa titanica.
... e di guai combinati dalla sciura Moratti ne mancano ancora tanti, post in aggiornamento.

20 marzo 2011

Fischi per la Moratti, applausi per Pisapia.

Milano, 20 mar. (TMNews) - Il sindaco di Milano Letizia Moratti è stato oggetto di una piccola contestazione al suo arrivo all'Auditorium di Milano, dove è in corso il concerto per il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia e per la ricorrenza delle Cinque Giornate di Milano, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. All'indirizzo del sindaco sono partiti alcuni fischi da parte di un piccolo gruppo di persone.

Poco prima dell'arrivo del Capo dello Stato, che è stato accolto da una vera e propria ovazione da parte di alcune centinaia di persone assiepate in largo Mahler dietro le transenne, il candidato sindaco del centrosinistra Giuliano Pisapia è stato salutato al suo ingresso nell'Auditorium cion un applauso. Il concerto è stato aperto con la versione integrale dell'inno di Mameli eseguita dall'orchestra sinfonica e il coro sinfonico di Milano Giuseppe Verdi.
 Giuliano Pisapia in Piazza Fontana al presidio in difesa dei locali e dei circoli Arci
Primavera in piazza
(...)Posti come la Casa 139, le Scimmie e tanti circoli Arci sono una risorsa sociale, culturale ed economica. Chi ne impedisce l’attività va contro i milanesi. Da anni i cittadini assistono alla chiusura di centri di aggregazione storici, parchi pubblici e intere piazze. La collinetta del Mom, le Colonne di San Lorenzo, altri luoghi che da sempre caratterizzano la vita della città, sono resi inaccessibili in nome di una finta sicurezza. La sicurezza, quella vera, reale non deve essere uno slogan utilizzato al bisogno per risolvere nella maniera più semplice, più veloce, problemi che invece vanno affrontati con il reale confronto, tra tutti coloro che vivono, e quindi conoscono, determinate realtà. Il dialogo deve essere aperto, ai gestori e alle migliaia di giovani che frequentano gli spazi per sentire e fare musica, per avere e soprattutto per dare cultura. Le norme vanno rispettate, ma un Comune vicino alla città deve saperle attuare per rispondere ai bisogni, di tutti.
Ieri centinaia di persone “occupavano” uno spazio pubblico per fare e ascoltare musica, per raccontare e ascoltare storie e parole.
(...)

17 marzo 2011

Matteo Salvini

La Lega nord vittima di una contestazione nelle strade della 'sua' Milano. A tal punto che i leghisti riuniti simbolicamente "a lavorare" in piazza della Scala sono stati costretti a sloggiare: il loro banchetto e' stato rimosso dalle forze dell'ordine per motivi di ordine pubblico.
L'iniziativa promossa da Matteo Salvini e da una decina di esponenti del Carroccio che - in aperta polemica con le celebrazioni del 150mo anniversario dell'unita' d'Italia - hanno piazzato le loro scrivanie di fronte a palazzo Marino per dimostrare di essere al lavoro anche in un giorno di festa nazionale, non e' dunque piaciuta ai milanesi.
Non è piaciuta neppure l'idea di distribuire ai passanti bandiere con la croce di San Giorgio, simbolo di Milano divenuto una delle icone del Carroccio. 
Diversi cittadini comuni, di passaggio in piazza della Scala, hanno bersagliato i leghisti con rumorosi "vergogna", altri hanno rilanciato con slogan come "viva l'Italia", qualcuno ha anche azzardato: "fuori la lega dallo stato". 
Quanto e' bastato per far intervenire ai difesa dei militanti del Carroccio un cordone di agenti delle forze dell'ordine in tenuta antisommossa. 
Alla fine per l'ufficio mobile allestito dal Carroccio sotto palazzo Marino e' stata rimozione forzata.

Dopo aver dato buca all'Annunziata ed essere stato silurato da Bossi per il ruolo di vicesindaco a Milano, il prode Matteo Salvini si concede pure al pubblico ludibrio della piazza.

16 marzo 2011

Il prefetto, il bunga bunga e" la mafia che non c'è".

 Il Fatto Quotidiano
La ‘ndrangheta che sta mangiando il Nord e Lele Mora, il manager dei vip accusato di sfruttamento della prostituzione per aver portato decine di ragazze ad Arcore. Chissà cosa deve aver pensato ieri della maxioperazione anti-‘ndrine il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi. Lo stesso Lombardi che – era il gennaio 2010 – se ne uscì con un proverbiale “a Milano la mafia non esiste” e che ieri si è sottratto al prevedibile coro di commenti da parte dei politici sui 35 arresti dedicandosi invece ad annunciare la imminente chiusura di un campo rom. Lo stesso Lombardi che nei confronti di una delle ragazze del Ruby-gate – Marysthell Polanco – si dimostra “a disposizione”. La giovane – assidua dei festini di Arcore, fidanzata con un narcotrafficante condanna to a otto anni e nella cui abitazione sono stati trovati oltre due chili di cocaina – ha problemi con il passaporto. E per risolverli è addirittura Palazzo Chigi – dicono le carte dell’inchiesta su Rubacuori – ad intervenire: “Buonasera – dice il telefono del governo – le dovrei dare il numero del prefetto Lombardi (…) come Lombardia ma senza la a”. La Polanco non perde tempo e compone il numero: “Chiamo da parte del presidente Berlusconi”, e immediatamente la segretaria le passa Lombardi. Che si muove per esaudire le richieste della ragazza. Che addirittura per gli appuntamenti ha un ingresso auto garantito in prefettura. Lo stesso Lombardi che tra l’altro compare anche nell’inchiesta P3, chiamato in causa dall’oggi ex presidente della Corte d’Appello di Milano Alfonso Marra sull’affaire lista Formigoni: “Il prefetto mi telefonò il giorno del mio insediamento”. Ma al silenzio di Lombardi risponde quello dei leghisti, coinvolti in una serie di casi che riguardano proprio la ‘ndrangheta in Lombardia. Forse parlava anche a loro il gip Giuseppe Gennari quando denunciava la “sostanziale indifferenza (si spera dettata anche da ignoranza) dei vertici amministrativi e politici, che anche dopo le recenti indagini non risulta abbiano assunto alcuna iniziativa”.

14 marzo 2011

La mafia a Milano non esiste

Lo disse il Prefetto Lombardi, quello dell'aiutino alla prostituta dell'Orgettina fidanzata con un narcotrafficante.
Ora si scopre che - oltre ai soliti affari con il movimento della terra, con lo spaccio, con le discoteche e con i baracchini notturni - le cosche si riunivano in 2 noti ospedali milanesi e che avevano come infiltrata..... una suora.
Naturalmente ogni cosca che si rispetti ha il suo referente politico, in questo caso si tratta di Antonella Maiolo eletta nella lista Pdl, la quale si fece rappresentare con un eloquente cartello che recitava:  "Avanti così.".....  per San Vittore la strada è giusta.
Le mani sulla sanità. "La cosa gravissima è che l'ormai conclamata penetrazione - a vari livelli - della sanità lombarda accade nella sostanziale indifferenza (si spera dettata anche da ignoranza) dei vertici amministrativi e politici, che anche dopo le recenti indagini non risulta abbiano assunto alcuna iniziativa", scrive il gip Gennari. Dalle indagini è risultato che Pepé Flachi, si è ritrovato con alcuni affiliati della sua cosca, per alcune riunioni, all'interno dell'ospedale Galeazzi di Milano, grazie alla compiacenza di due funzionari.

12 marzo 2011

La sinistra milanese per Pisapia

Oggi l'Italia del rugby ha vinto per la prima volta contro la Francia  nel 6 Nazioni riuscendo a compiere il capolavoro.
Questa è la vittoria di un gruppo che non ha mai smesso di lavorare per migliorarsi e per dimostrare che i miracoli sono possibili.
Sarebbe bello che la sinistra milanese imparasse da questa squadra azzurra, che nelle mischie di gruppo ha spaccato i galletti francesi, al posto di lasciarsi andare al solito tafazzismo controproducente.
Vincere a Milano si può, basta crederci e volerlo.

08 marzo 2011

Il Pollo della Moda

Il Comune di Milano ha sventrato i quartieri Isola- Porta Nuova imbarcando di promesse non mantenute i cittadini.
Il nuovo Polo della Moda, nome suggestivo dal significato ambiguo , doveva sorgere in questi quartieri dove già c'è la presenza di attività inerenti alla creatività e alla pubblicità.
Invece, il Comune di Milano, ha deciso di far sorgere questo Polo della Moda nel solo Palazzo Dugnani, come dire che era solo una boutade.
Il progetto era interessante, poteva risollevare le sorti della vendita al dettaglio di un quartiere che vive solo di movida, nel bene e nel male, i commercianti ci hanno creduto investendo sul futuro del quartiere che quando sarà completato prevederà uffici con impiegati pendolari e case per ricchi, uno smacco per tutti.
Il Comune di Milano pensa solo ai propri interessi e non a quelli dei cittadini, l'idea di trasferire questo polo in un unico palazzo d'epoca è una cazzata che probabilmente non sarà neanche mai realizzata, e pensare che nel quartiere Porta Nuova c'è pure l'Istituto Marangoni che richiama studenti da tutta Europa.

05 marzo 2011

I Moratti sono senza vergogna.

Ci vuole veramente del coraggio per fare ciò che ha fatto la famiglia Moratti.
Il figlio Gabriele ristruttura in maniera oscena (guarda le foto dell’esterno pubblicate da Repubblica) degli ex-capannoni e la madre condona a spese nostre.
Il problema Loft a Milano si tira avanti da parecchio tempo, la gente converte vecchi spazi in case senza cambiare la destinazione d'uso, quindi è capitato spesso che volassero multe e sigilli.
Ma la sciura Moratti tiene famiglia e condona l'obbrobrio del figlio che ha visto qualche film hollywoodiano di troppo.
I lavori sono quasi ultimati, quando scoppia la grana: il gruppo Hi-Lite/Brera 30, specializzato in interni per case da nababbi, accusa Gabriele di non aver pagato l'ultima rata del prezzo. Il titolare, l'architetto Gian Matteo Pavanello, ottiene un decreto ingiuntivo per 127 mila euro. E nelle carte portate in tribunale spunta la sorpresa: al posto dei capannoni c'è una villa da sogno. Che l'architetto riassume così: "Il modello è la casa di Batman". Il figlio del sindaco, dunque, si sarebbe ispirato al palazzo dell'eroe del fumetto. Pavanello, che ha lavorato per mesi nel cantiere, ha visto il progetto diventare realtà: ingresso-garage sorvegliato; sala fitness di "200 metri quadrati con grande vasca idromassaggio, sauna, bagno turco, piscina salata e soppalco-palestra"; "ponte levatoio che sale in un enorme soggiorno con cinema privato"; e al piano superiore "immense camere da letto". Quella di Gabriele è "particolare", con "mobili in pelle di squalo". L'effetto-Batman è garantito soprattutto da una "botola motorizzata" che porta in un bunker sotterraneo in cemento, con "ring da boxe" e "poligono di tiro insonorizzato".
Bisogna essere proprio dei bimbi viziati, dei piccoli bauscia in milanese, per arredare una casa in questo modo pacchiano, eppoi, con tutti i soldi che possiede la famiglia Moratti, c'era bisogno di non pagare l'ultima rata ?
Non c'è più la borghesia di una volta, ora c'è solo il "tengo famiglia".

Proprio in questi giorni è uscito un libro che ripercorre le incredibili vicende immobiliari del PDL con anche un capitolo sulla casa stile caverna di Batman (vignette by Jawas) di Gabriele Moratti, peccato che manchi l'ultima tappa di questo scandalo, il condono tombale approvato in consiglio comunale con il PGT.



02 marzo 2011

La Moratti svilisce l'Ambrogino d'oro.

Manca poco alle elezioni comunali ed è tempo di fare i generosi.
E così la sciura Brichetto in Moratti s'inventa un Ambrogino d'oro fuori stagione, e anche un po' taroccato, da regalare al genero Massimo Moratti per le vittorie dell'Inter nel 2010.
Giusto per non far torto a nessuno visto che Berlusconi ha già detto che sosterrà attivamente la ricandidatura del peggior sindaco che Milano abbia mai avuto.

25 febbraio 2011

Di scandalo in scandalo.

Son tempi strani dove tutto gira alla rovescia.
Dopo il premier che vuole fare causa allo Stato ora abbiamo il prefetto Lombardi (sempre il solito) che vuole far ricorso a se stesso per una multa presa dopo aver posteggiato nello spazio per i disabili.
Sempre a Milano, capitale immorale d'Italia, la sciura Moratti chiede chiarezza nello scandalo affittopoli come se non fosse sindaco da più di 4 anni di questa città.
Nel frattempo arriva il commissario al capezzale del Pio Albergo Trivulzio , sarà super partes ?
Leonardo Salvemini, figlio di Antonio Salvemini preside della scuola "Galileo Galilei" di Laveno Mombello e membro del "Lions Club", dovrà sbrogliare la matassa.
Le referenze ci sono tutte, fedele a Formigoni e figlio di una importante famiglia che decide le sorti politiche di Laveno Mombello, potrà sicuramente individuare colpe e colpevoli di questo scandalo, però solo nel mondo dei sogni........
Intanto, ieri pomeriggio in una piazza della Scala militarizzata, si è svoltò un presidio davanti al Comune che si è concluso con un fragoroso lancio di ortaggi e monetine, giusto per ribadire che la gente non è fessa e che è stufa di questo andazzo.

18 febbraio 2011

Il partigiano Pisapia

Giuliano Pisapia torna a parlare per difendersi dall'ennesimo caso che travolge il Pio Albergo Trivulzio.
Nella lista di persone che hanno avuto agevolazioni negli affitti delle case spunta il nome della compagna di Pisapia, Cinzia Sasso.
Dopo la rivelazione della lista partono le accuse e le spiegazioni: l'affitto era stato disdetto da più di 2 anni, la macchina del fango bla bla ecc.
Capisco che per alcuni, la destra in particolare, questa è l'occasione per colpire la campagna elettorale di Giuliano, però obiettivamente questa storia non è niente di trascendentale.
Mi piacerebbe che il nostro candidato sindaco sia più presente in questo periodo fondamentale per intercettare i voti degli astensionisti, quindi che sia più attento ai problemi della città e meno al can-can mediatico.
Dopo la vittora alle primarie si è persa quella spinta, quella voglia di cambiare la città.
C'è stata l'assemblea con Bersani , i ritrovi per la raccolta fondi e altre apparizioni sempre al chiuso. Manca fortemente la presenza in strada.
Mancano i distinguo e le prese di posizioni per la vendita dei mercati comunali al coperto, l'abbattimento degli orti dei pensionati a Lambrate, la chiusura del teatro Smeraldo a causa dell'infinito cantiere per i parcheggi sotterranei (ennesimo flop della giunta Moratti), i privilegi che concede il prefetto Lombardi alle mignotte del premier, il lavoro meticoloso e puntiglioso dei poliziotti che hanno svolto le indagini per il Rubygate.
Insomma, sono tutte cose che portano voti, s'intercettano le persone astensioniste o svogliate o anche schifate dalla politica perché nessuno non dice mai una parola a loro favore.
Poi ci sarebbero questioni più di sinistra, il problema dei decibel nei concerti che si tengono a Milano, i centri sociali che chiudono, i giardini dove si ritrovano i ragazzi che vengono recintati, il registro per le coppie di fatto, la moschea  ecc.
Queste forse sono questioni spinose che portano meno voti ma che vanno comunque discusse.....
Il mio candidato sindaco dev'essere più partigiano e meno salottiero.

09 febbraio 2011

La Moratti dimentica di aver svenduto la fibra ottica

Giuliano Pisapia
Si rimane esterrefatti ad ascoltare le parole del Sindaco sulla fibra ottica milanese.
Sono passati solo quattro anni da quando la Moratti diede il via libera formale alla vendita della fibra ottica perché definita in consiglio comunale “non strategica”.  
 Da quella vendita le casse dell’allora Aem hanno ricavato appena 30 milioni di euro. Oggi chi l’ha comprata la sta rivendendo a cinque volte di più. Queste sono risorse venute meno al bilancio pubblico.  
 L’opposizione si era battuta perché la giunta Moratti non commettesse un simile errore, ma come spesso è avvenuto in questi cinque anni non c’è stato verso di prendere una decisione condivisa per il bene della città

05 febbraio 2011

De Corato demolisce l'orto dei pensionati

Il Comune di Milano dichiara guerra agli orti abusivi che dagli anni Cinquanta a oggi sono sorti fra la sponda del Lambro e via Rizzoli. Le ruspe di Palazzo Marino sono entrate in azione per abbattere recinti e capanni degli attrezzi dei 103 piccoli appezzamenti di terra che anziani pensionati coltivano da decenni. “Noi non facciamo male a nessuno - lamentano i pensionati - coltiviamo i nostri ortaggi, li innaffiamo con acqua piovana raccolta in cisterne e li mangiamo”. Si tratta per lo più di anziani arrivati tanti anni fa dalla Sicilia, dalla Campania e dalla Puglia e trasferitisi nella periferia milanese. I loro orti sono spesso più antichi delle case che li circondano. Sette anziani hanno ottenuto dal giudice il riconoscimento della proprietà del piccolo pezzo di terra che coltivano, visto è scattata l’usucapione. Altri 16 sono in causa. “Non ci fermiamo - ribatte il vicesindaco Riccardo De Corato - quegli orti sono illegali”
Non è la prima volta che succede a Milano; ricordo che mia nonna mi raccontava della demolizione degli orti di Niguarda, dove ora sorge il Novotel, ricordo che mi si strinse il cuore quando mi veniva raccontato dei picchetti degli anziani e delle loro lacrime per quello che oltre a essere un salutare hobby era anche una fonte di risparmio, ricordo che ci fu pure una mezza vittoria dei pensionati che ottennero dei piccoli appezzamenti di terra in zona, di fianco alle rotaie del treno, ricordo che comunque lì c'era la riqualificazione del quartiere con un hotel di fama internazionale.
Cosa è successo invece a Lambrate ?
Niente, uno sfregio ai cittadini, ai pensionati, alla civiltà.
Da quanto ho capito non ci sono in ballo nuove costruzioni o cose del genere. Niente. In nome della legalità si abbatte l'orto dei pensionati, quelli dalla pensione da 500€ in tempo di crisi e con l'inflazione che incalza.
E di quale legalità stiamo parlando ?
Della legalità del più forte verso il più debole visto che addirittura era scattato l'usocapione dei terreni, quindi di cosa stiamo parlando ?
Fanculo De Corato, col cuore ti mando un vaffanculo sincero ed eterno nei secoli dei secoli, la città non dimentica.
P.S. e dove cazzo era il Pd o rifondazione ????