Il Presidente Napolitano: «Rispettare il Tricolore è un dovere per chi ha ruoli di governo»

12 giugno 2010

L'Argentina vince Messi non convince

Non c'è niente da fare, Lionel Messi soffre Maradona come se fosse criptonite e non riesce a esprimersi ai suoi livelli con il Pibe in panchina.

La Pulce non ha giocato male pero' gli è sempre mancato lo spunto finale sotto porta forse per l'emozione o forse per le troppe aspettative che ci sono in lui.
Comunque facendo fede al suo nomignolo ha imparato a "saltare" appena l'avversario lo tocca anche se i difensori nigeriani non erano tra i piu' arcigni da affrontare.
L'Argentina composta quasi tutta d'atleti che giocano in Sud America ha vinto senza soffrire troppo contro la Nigeria con gol di un difensore e Maradona giustamente esulta con la sua bella barba.... .... e come sempre occhio ai Coreani che corrono corrono senza fermarsi mai.

11 giugno 2010

Buenos dias

Zapatero si presenta dal Papa salutandolo amichevolmente con una stretta di mano.


Sentivo la mancanza di un Premier che non sente il bisogno di prostrasi davanti al Papa nonostante 2 divorzi e baciare la mano
...


... a chiunque.

Machismo d'esportazione



Dopo la copertina di Rolling Stone ora anche GQ versione Usa si dedica alla figura mitologica di chi governa l'Italia.L'Italia viene rappresentata come un set televisivo dove non esistono anziani, clandestini e perfino persone non telegeniche.

Le donne in carriera sono stereotipate come bambole gonfiabili dove viene premiata la bellezza o quantomeno chi la da.

Devin Friedman, l'autore dell'articolo, apre cosi' il pezzo:
"Sure, you could focus on the corrupt, quasi-fascistic side of Silvio Berlusconi's long reign over Italy. But as his adoring supporters will tell you, that's not the point of "Silvio!"
E dopo si chiede quale nazione possa sostenere un uomo senza vergogna della libido e con i capelli tinti.
L'articolo continua per 6 pagine chie riassumono le perle del nostro Alvaro Vitali.



10 giugno 2010

La tortura non è reato penale

«La tortura non è reato penale»
Matteo Bartocci
Genova, 2001
L'Italia non inserirà nel codice penale un reato specifico contro la tortura. Il governo lo ha dichiarato ufficialmente al Consiglio diritti umani delle Nazioni unite che ha sede a Ginevra. Secondo l'ambasciatrice Laura Mirichian «manca un testo unico ma in vari capitoli dei nostri codici per la tortura sono già previste pesanti sanzioni». Il governo inoltre si rivela recalcitrante non solo alla punizione specifica dei maltrattamenti da parte di pubblici ufficiali ma anche alla loro possibile prevenzione, quando ammette che non ratificherà il protocollo aggiuntivo dell'Onu contro la tortura «finché non sarà istituita un'Authority nazionale in materia».
E' una decisione contraddittoria perfino per il centrodestra. Perché il protocollo fu firmato proprio dal governo Berlusconi nel 2003. E lo stesso sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti che ieri ha sostenuto la giravolta italiana ha anche firmato, da parlamentare, una delle tante proposte bipartisan che giacciono alle camere. Attendere il varo del garante nazionale che può prevenire i maltrattamenti verificando i diritti dei detenuti, infine, si rivela un puro esercizio dilatorio: perché quello stesso protocollo concede giustamente per vararlo un anno di tempo dopo la ratifica. A conti fatti, il nostro è l'unico tra i grandi paesi d'Europa a non averlo ancora ratificato (tra i 15, gli inadempienti sono Portogallo, Irlanda, Olanda, Belgio e Austria).
L'Italia insomma stecca il suo debutto alla commissione di Ginevra. Sulle 92 raccomandazioni fatte dall'Onu al nostro paese per una maggior tutela dei diritti umani spiccano ben 12 no. Tra cui svetta, oltre al reato di tortura, anche quello alla ratifica dei principali trattati internazionali in materia di immigrazione finché non distingueranno tra «immigrati regolari» e «immigrati irregolari».
«L'Italia ha bisogno del reato di tortura e la decisione di non introdurlo nel codice penale è un messaggio estremamente negativo», commenta il presidente del comitato europeo per la prevenzione della tortura (Cpt) Mauro Palma. «La tradizionale posizione dell'Italia secondo cui nel nostro ordinamento non c'è bisogno di questo reato specifico - spiega Palma - non vale più perché nel frattempo ci sono stati casi, come quello del G8 di Genova, per il quale i giudici hanno sottolineato proprio la mancanza del reato di tortura lamentando i rischi elevati di prescrizione per comportamenti simili a tortura ma identificati come reati minori. La non introduzione del reato dunque modifica la percezione di gravità dei comportamenti e non consente la necessaria maggiore trasparenza nei luoghi di detenzione di ogni paese civile». Un garante nazionale a tutela di tutte le persone private delle libertà non è un'eresia. Esiste, per dire, non solo in Inghilterra e Germania ma anche in paesi come Armenia, Ucraina, Albania, Brasile, Mali (cfr. Opcat su www.apt.ch).E' dal 1989 che il parlamento prova a vietare la tortura per legge. Nel '91 Domenico Modugno, da radicale, si spese personalmente insieme a Franco Corleone. Ma Pdl e Lega non sono nuovi a figuracce imbarazzanti su una materia così sensibile. Nell'aprile 2005 Carolina Lussana della Lega affondò una proposta quasi unanime chiedendo e ottenendo il divieto solo della «tortura reiterata». Cioè farlo una sola volta era permesso. La legge si insabbiò poi nella vergogna. Anche il centrosinistra però, quando al governo, non ha mai mantenuto le promesse. Nel 2008 il reato fu approvato alla camera e calendarizzato in senato per gennaio, con il governo Prodi di fatto già in crisi.
Oggi un no pubblico e quasi orgoglioso di fronte al massimo organismo mondiale per i diritti umani. Una riluttanza peraltro censurata più volte anche dall'Alta Corte di Strasburgo per i diritti umani. Italia e Belgio sono gli unici paesi Ue condannati per tortura negli ultimi anni (l'ultima per il nostro paese è dell'aprile scorso).
La vergogna non finisce qua. L'ultima ciliegina sulla torta è stato infatti l'affollamento carcerario. L'Italia ha propinato ai funzionari di Ginevra il piano straordinario Ionta-Alfano giurando di fronte alle Nazioni unite di aver ha già disposto l'assunzione di 2mila nuovi poliziotti penitenziari e la costruzione di nuove carceri per 21mila posti in più oltre ai 44mila regolamentari oggi esistenti.

Il Cinema di una volta...

Dopo i centri commerciali arrivarono i multisala ad arricchire la prolificazione di non-luoghi dove la gente si allieta con vetrine ben allestite e rinfrescanti getti d'aria fredda.
I multisala sono stati la morte del cinema.
Un tempo si entrava al cinema e si sentiva il vecchio parquet cigolare, prendevi il biglietto spesso cosi' ben fatto che veniva voglia di tenerlo, ti dirigevi al bar e sceglievi tra le caramelle sciolte oppure i popcorn accompagnati da una lattina di coca cola e in seguito decidevi il tuo posto a sedere su una poltrona consunta ma comoda.
A fine primo tempo potevi scegliere se uscire a fumare una sigaretta oppure andare verso la toilet e tornare in sala aspettando che arrivasse l'omino munito di lucina con le bibite e le mitiche bomboniere sparite dalla circolazione e il tutto si svolgeva nella massima educazione di adulti e adolescenti.
I multisala han portato la legge del consumismo piu' infido a spezzare le vecchie abitudini.
Entri e c'è una moltitudine di gente che cazzeggia con bambini che corrono ovunque senza chiedere scusa se spintonano un anziano, prendi il biglietto facendo la fila davanti a un banco cassa degno di un film di StrarTrek e ti rifilano un ticket anonimo, ti dirigi al bar e ti sembra di essere a un fast food con offerte combo di popcorn plastificati con poco sale e coco cola miscelata ovviamente tutto ghiaccio e 0 bollicine. Ti dirigi costernato in sala e le nuove poltrone reclamizzate sono allettanti ma alla messa in prova si rivelano una debacle e ti ritrovi una graziosa famigliola dietro alla propria fila abbastanza agitata e speri che si calmino invece, a film iniziato, i bambini cominciano a dimenarsi allungando i piedi sul tuo schienale senza che i genitori dicano una beata fava e ti tocca girarti e far la figura dello stronzo chiedendo silenzio e compostezza. Infine il supplizio, aspetti la pausa per fumare l'agognata sigaretta dopo il jumbo di popcorn e non arriva..... ma come cavolo si fa a togliere la pausa????? solo per programmare un film in piu' ???? e i ricavi del bar ??'' mah....
Salvate i piccoli cinema che son rimasti.... chiamate l'Unesco e rendeteli patrimonio dell'umanita'!!

09 giugno 2010

Plantu



Jean Plantureux, in arte Plantu, è un vignettista francese che collabora da anni con Le Monde.
Specializzato in satira politica e diplomato in uno dei migliori licei francesi riusci', nel 1991, nell'impresa di far firmare uno stesso documento a Yasser Arafat e Shimon Peres riguardo l'importanza culturale delle vignette e della satira.
Le opere di Plantu
sono state esposte in tutto il mondo creando le solite polemiche per alcuni disegni, dessin, su Gesu' che distribuisce preservativi o sul Profeta e l'impossibilita' di disegnarlo a causa dei maldipancia degli integralisti.
La differenza dell'esposizione mediatica delle opere di Plantu confronto agli artisti italiani troppo spesso criticati per le loro idee politiche è notevole, in Francia si organizzano mostre d'arte e vengono create serie di francobolli per riconoscenza mentre da noi i vignettisti sono messi al bando senza alcun riconoscimento nazionale che meriterebbero.

08 giugno 2010

Sondaggio

Con 4 voti vince l'uomo che si sente belva, subito dietro il gatto vince sul cane come animale da compagnia mentre non sono pervenuti altri animaletti.

07 giugno 2010

I quattro atti della farsa anti-Saviano | Giap, la stanza dei bottoni di Wu Ming

I quattro atti della farsa anti-Saviano | Giap, la stanza dei bottoni di Wu Ming

C’è chi in questi anni, ben prima che pullulassero presunti ribelli e nuovi eroi dell’antisavianismo militante, ha criticato con durezza il culto del Saviano-simbolo e la facile voglia di icone, senza però trascinare in una demolizione da (finti) bastiancontrari la persona e, soprattutto, il libro e il lavoro compiuto. La “critica”, come vuole anche l’etimo, deve sempre “tagliare”, separare, discernere, distinguere.
In rete e dalle pagine de “L’Unità”, noi abbiamo analizzato un dispositivo mediale/autoriale che “blocca” Saviano, lo feticizza e ne riproduce serialmente l’immagine, banalizzandola e inflazionandola. Esito per molti versi inevitabile: Saviano deve apparire di continuo per tutelarsi, l’ombra e l’oblio sono per lui un pericolo. Tuttavia, l’inevitabilità non deve impedire di cogliere limiti, aporie, contraddizioni.
Nel fare questo, non ci siamo mai sognati di attaccare Saviano come persona chiamandolo “burattino”, “eroe di carta”, “narcisista”, “manovrato”, “furbetto”; non abbiamo mai detto che Gomorra (libro importantissimo) è una truffa, una merda, un diversivo o una favoletta; non abbiamo sollevato questioni di lana caprina su grammatica e sintassi; non abbiamo mai scherzato sulla pelle degli altri, lanciando frecciatine sulla scorta di Saviano o sull’effettivo pericolo che corre; non abbiamo mai fatto illazioni odiose su Saviano che “fa il gioco” di questo e di quello, è “funzionale” a questo o quel potere, è “manovrato” da questo o quel padrone etc.
Tutte cose che, con diverse gradazioni, troviamo invece nelle sparate “accademiche” e musicali degli ultimi giorni.
Purtroppo in Italia una medaglietta da “intellettuale controcorrente” non si nega a nessuno. E’ facilissimo e costa davvero poco mostrare un “conformismo dell’anticonformismo”. A sinistra, è una recita replicata fino al vomito e si svolge in quattro atti, senza finale:
Atto I, buttarla in vacca con prese di posizione presuntamente “shock”, fintamente anticonformiste e in realtà subalterne alla banalità imperante (“Questo Saviano ha rotto il cazzo”).
Atto II, seguono prese di posizione giustamente dure.
Atto III, il vittimismo eroico: “vogliono tapparmi la bocca”, “non c’è vero diritto di critica”, “bisogna avere il coraggio di prese di posizione scomode” etc.
Atto IV, giunge il plauso della destra e dei suoi giornali, che lodano chi si mostra “anticonformista” nel campo avverso.
Passa un po’ di tempo, e si ricomincia dall’Atto I.
Va aggiunto che oggi, in Italia, il discorso rozzo passa per discorso verace, la reazione “de panza” per chiarezza mentale, il vaffanculo per rivoluzione.
Qualche tempo fa, a un appuntamento letterar-mondano della capitale, un piccolo editore de super-sinistra è stato visto sfregarsi le mani soddisfatto e, con grande allegria, dire in giro: “Vedrete, vedrete cosa abbiamo pronto… Adesso gliela facciamo vedere noi, a Saviano!”
In Emilia diciamo: “Piò che cumpagn, ien cumpagn a ch’ietar” [Più che compagni, sono uguali agli altri].

(Articolo apparso su “L’Unità” del 6/06/2010, purtroppo con la prima frase deturpata da un errore di impaginazione. Questa è la versione corretta.)

LINK CORRELATI
WM1, “Wu Ming / Tiziano Scarpa: Face Off” (PDF)
(I paragrafi 2,4 e 5 sono dedicati a un’analisi di Saviano come simbolo e delle allegorie presenti in Gomorra)
WM,”Saviano libero. Appunti sulla contraddizione Mondadori”
(finora, è il post su Giap che ha avuto più commenti)
Girolamo De Michele, “Il metodo-Gomorra e l’alitosi della ragione”
(2008, a commento delle prime interviste anti-Saviano rilasciate da un docente dell’ateneo genovese, che da allora sembra essersela legata al dito)
.
QUANDO GOMORRA NON ERA ANCORA GOMORRA: SCRITTI DEL 2006
WM3, WM1, Wm2, Multirecensione di Gomorra
(da Nandropausa n.10, giugno 2006)
WM1, “Appunti sul come e il cosa di Gomorra“
(giugno 2006)

Crozza&Vendola



Crozza, nell'ultima puntata del suo show, dichiara il proprio voto a Nichi Vendola

06 giugno 2010

BP: Bastardi, Pulite !!!!!



Forse ma forse stanno riuscendo a chiudere la falla che ormai ha riversato milioni di litri di greggio nel mare caraibico.

Le previsioni sono di un possibile crack della BP in quanto i danni ambientali causati dalla marea nera sono incalcolabili e fioccano denunce, multe e class action.

Chi cazzo pulira' lo schifo prodotto da un'azienda che investe milioni in ricerca tecnologica per trovare nuovi pozzi in luoghi sempre meno accessibili ma che non ha investito un tubo in prevenzione???

IfItWasMyHome.com - Visualizing the BP Oil Disaster

L'italia non è un paese per Gay

Dal sito www.ilga-europe.org
International human rights documents:

Italy has signed but not yet ratified Protocol No. 12 to the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms. Italy was a signatory to the 2007 UN Declaration on Sexual Orientation and Gender Identity.
Criminal law:
Consenting same-sex sexual acts are legal.
The age of consent is equal for all sexual acts.
Anti-discrimination:
Discrimination on the basis on sexual orientation is prohibited in the area of employment.
Partnership recognition:
Italy does not provide any legal recognition of same-sex partnerships.
Parenting rights:
Neither joint nor second parent adoption is available to same-sex couples in Italy.
Law on hate and violence:
Laws on hate and violence do not refer to sexual orientation or gender identity and do not recognise sexual orientation neither gender identity as aggravating factor.

L'Italia dovrebbe essere uno Stato moderno e laico ma l'impietosa classifica dell'Ilga ci vede in compagnia di paese cattolici, ortodossi o musulmani in una situazione ibrida che non rispecchia l'esigenze di un paese che vuole lasciarsi alle spalle l'omofobia e la xenofobia che si stanno riacuttizzando a causa dei partiti al governo.

05 giugno 2010

Apoteosi a Parigi




Partita perfetta suggellata da un tiebreak pazzesco
la milanese Francesca Schiavone entra nella storia del tennis mondiale!